Venerdì, 6 Agosto 2021
Economia

Call canter, Almaviva: "Per Octo Telematics intervenga il Mise"

L'appalto di Octo Telematics è andato alla Nethex di Roma. Per Almaviva sono state violate le clausole sociali. La replica: "Accuse false, disponibili a ricollocare le risorse"

Almaviva perde l'appalto di Octo Telematics, andato alla Nethex di Roma, e scoppia la polemica. "La norma sulle clausole sociali nel settore dei call center è stata del tutto ignorata nel cambio di appalto deciso dalla società Octo Telematics a vantaggio di Nethex SpA, per la commessa di Palermo, in carico ad Almaviva Contact fino al 30 giugno scorso. E’ quanto emerge dal confronto tenuto il 3 agosto nella sede del Mise tra aziende e sindacati". Si legge in una nota diffusa da Almaviva, in cui di sottolinea che "come confermato dal ministero dello Sviluppo economico e sottolineato dai rappresentanti sindacali, le clausole sociali sono poste 'a salvaguardia delle prerogative in capo ai lavoratori impegnati presso l’azienda erogante il servizio prima della gara', fondate sulla 'localizzazione del servizio e sul passaggio dei lavoratori occupati dal precedente fornitore'. Previsioni di legge eluse nel caso Octo Telematics, per il quale il ministero dello Sviluppo economico ha rilevato che 'la componente occupazionale non risulta adeguatamente salvaguardata generando, di conseguenza, un esubero presso il fornitore che eseguiva il servizio prima della nuova assegnazione'".

Le clausole sociali nel settore call center, previste dalla legge 11 del 2016, attribuiscono ai lavoratori, nei cambi d’appalto, il diritto a proseguire il proprio rapporto di lavoro con il fornitore subentrante e allo stesso tempo assegnano al committente pubblico o privato l’obbligo di comunicazione ai sindacati.

Almaviva Contact ribadisce la richiesta al ministero dello Sviluppo economico "di ripristinare con urgenza un essenziale principio di legalità, attraverso un intervento diretto a garantire l’applicazione della norma e il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Un intervento necessario ad assicurare il corretto funzionamento del settore e il rispetto di una inequivocabile legge dello Stato a tutela non delle singole aziende ma dei lavoratori e del territorio, la cui elusione determinerebbe conseguenze gravi sulla parità di condizioni e sulla tenuta dell’occupazione".

La replica di Nethex Care

"Presso il Mise si sono tenuti ben tre incontri per un esame della questione. Per due di questi abbiamo richiesto formalmente lo spostamento (anche anticipandolo) della data, per impossibilità di partecipazione di parte della delegazione di Nethex Care. Ciò non ci è mai stato accordato. Durante questi incontri è emerso con tutta chiarezza che il numero delle risorse interessate non è di 46, ma, la stessa Almaviva, avrebbe ridimensionato fino a 22 senza però darne evidenza oggettiva. In realtà, sulla base dei carichi di lavoro comunemente appurati, le risorse interessate non supererebbero il numero di 8. Un sesto di quanto pubblicamente e strumentalmente dichiarato da Almaviva. Nethex Care, anche nell’incontro avanti al Mise ha evidenziato che sarebbe stata disponibile a ricollocare le risorse, nella misura necessaria anche considerato che il medesimo è iniziato ormai dall’1 luglio 2018, e dotate dei relativi requisiti professionali per la nuova attività, presso la propria sede di Roma, non avendo in tutto il territorio siciliano, alcuna sede, né formale né operativa. Inoltre: il servizio commissionato da Octo a Nethex Care, e già in corso di svolgimento, è differente, sia per infrastrutture che per contenuti operativi, da quello che Octo aveva commissionato a Almaviva con un contratto pacificamente scaduto alla data del 30 giugno 2018 e per il quale non esisteva alcun vincolo di rinnovo. Le condizioni preliminari di applicazione della clausola sociale, riguardo alle effettive condizioni del caso presente, riteniamo che non siano applicabili ma siano mirate a fattispecie differenti. Già da quanto sopra, emerge come quanto dichiarato da Almaviva anche alla stampa, sia del tutto infondato. Ma a ciò si aggiunga che che Almaviva ha in corso ben 113 trasferimenti dalla propria sede di Roma a quella di Catania con conseguente soppressione delle relative posizioni lavorative nel Lazio. Tale decisione è in totale contrasto proprio con i principi di territorialità così sbandierati. Nethex Care, in ossequio ai doverosi principi di responsabilità sociale commisurati alla necessaria sostenibilità dei progetti imprenditoriali, conferma in primo luogo che è disponibile a valutare i requisiti professionali, ed oggettivi, delle risorse di Palermo al fine di offrire una ricollocazione a Roma, ed in misura pari a quanto dovesse ancora occorrere, ma nel contempo, proprio al fine di accentuare il proprio impegno a trovare soluzioni condivisibili da tutti e socialmente meno impattanti, si dichiara disponibile a valutare anche i requisiti ugualmente professionali, ed oggettivi, delle risorse di Roma in corso di trasferimento a Catania e che manterrebbe nella propria sede di Roma. Il tutto, ovviamente, anche nei limiti delle necessità numeriche relative. Tale soluzione avrebbe anche l’indiscusso beneficio, anche per Almaviva, di poter contenere il trasferimento da Roma a Catania ed al contempo di colmare le relative mancanze di organico a Catania con le risorse in parte già impiegate in Sicilia nella commessa Octo".

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