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A Palermo arriva il caffè sospeso: tazzina gratis per i poveri

Il locale che darà il via a quello che da più di 100 anni a Napoli è una tradizione inossidabile è il bar Oliver di via Sampolo. Il cliente che chiede un caffè, se vuole, può pagarne due: uno lo consuma e l’altro rimane a disposizione di chi non se lo può permettere

Salvatore Prester, titolare del bar Oliver

Da oggi anche a Palermo, come già da quasi un secolo a Napoli, sarà possibile pagare un caffè sospeso. Il locale che nel capoluogo isolano darà il via a quello che nella città di Pulcinella è una tradizione è il bar Oliver di via Sampolo n.480. Il “caffè sospeso” è una bella pagina etica nella storia dei bar napoletani. Il cliente che chiede un caffè, se vuole, può pagarne due, uno lo consuma e l’altro, appunto, rimane “sospeso” a disposizione di chi richiede un espresso e non se lo può permettere.

Salvatore Prester (nella foto), titolare del bar Oliver, avvia questa iniziativa nella speranza che il bel gesto venga suggerito dagli altri esercenti ai propri clienti e venga preso in considerazione anche sugli altri prodotti. “Praticamente – riferisce il signor Prester - chi non si trovasse nelle condizioni di potersi permettere una delle bevande più amate dagli italiani, potrà entrare nel mio locale e chiedere: c’è per caso un caffè sospeso?. A quel punto, se un anonimo quanto generoso cliente avrà pagato un caffè in più oltre alla propria consumazione, gli preparerò un espresso senza che questi debba uscire un solo centesimo. Adesso spero che, in un momento di crisi qual è quello attuale, la mia iniziativa possa essere imitata da tanti altri miei colleghi”.

Il caffè sospeso è un'usanza nata a Napoli durante la seconda guerra mondiale. Per solidarietà in un momento critico della storia italiana, chi poteva pagava alla cassa il proprio caffè e ne aggiungeva un altro da lasciare in sospeso, destinato a chiunque lo chiedesse. Il caffè sospeso (in napoletano 'O cafè suspiso) è un'abitudine filantropica e solidale, un tempo viva nella tradizione sociale partenopea. Quando un cliente ordina un caffè sospeso, si trova a pagare due caffè pur ricevendone uno solo. In questo modo, quando una persona bisognosa entra nel bar può chiedere se c'è un caffè sospeso, in caso affermativo, riceve la consumazione di una tazzina di caffè offerta da un anonimo cliente. Secondo lo scrittore Riccardo Pazzaglia, la tradizione avrebbe origine dalle dispute che sorgevano al momento di pagare il caffè tra gruppi di amici o conoscenti, incontrati al bar. Poteva succedere che, nell'incertezza tra chi aveva consumato e chi riteneva di dover pagare per gli altri, si finisse per pagare un caffè che non era stato consumato. In tal caso, non si chiedeva indietro il credito che ne scaturiva, ma si lasciava valida l'offerta a beneficio di uno sconosciuto. Nel dicembre del 2011 la "Rete del caffè sospeso" ha istituito la "Giornata del caffè sospeso" con l'appoggio di diverse associazioni culturali. In Europa la pratica del caffè sospeso è stata sperimentata anche in Bulgaria, Irlanda, Spagna, Francia, Belgio, Grecia, Finlandia e Russia. Nel resto del mondo in Canada e in Argentina dove l'abitudine ha assunto caratteristiche specifiche delle tradizioni alimentari, divenendo “empanada pendiente”.

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