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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia Termini Imerese

Blutec, l'ibrida non "ingrana" a Termini Imerese: nuove proteste

Quattrocento operai ancora in bilico, dubbi sul rinnovo della cassa integrazione. Mercoledì sit-in degli operai a piazza Indipendenza

Scendono di nuovo in strada i lavoratori di Blutec. I dipendenti protesteranno mercoledì prossimo, dalle 9,30 con un sit-in organizzato da Fim Fiom e Uilm a piazza Indipendenza. Durante la manifestazione i sindacati chiederanno un incontro al Presidente della Regione Crocetta. “Abbiamo sollecitato un tavolo al Mise e chiediamo alla Regione di unirsi alla nostra richiesta - spiegano Ludovico Guercio segretario Fim Cisl Palermo Trapani e Giovanni Scavuzzo Rsu Fim Cisl – per chiarire a che punto si trova il progetto di Blutec per Termini Imerese, se infatti presto non verrà presentata dall’azienda la fase B per la realizzazione dell’auto ibrida, non sarà rinnovata la cig in deroga, cosi i lavoratori non percepiranno somme almeno fino ad ottobre. Ma ciò che si preoccupa di più, sono questi ritardi, il piano doveva essere illustrato entro giugno, non abbiamo avuto notizia e speriamo in una convocazione del Mise entro il 10 luglio”.

A giugno infatti l’azienda avrebbe dovuto avviare già la discussione con i sindacati sulla fase B del progetto che dopo la componentistica dovrebbe portare a Termini l’auto ibrida entro il 2018 con l’assunzione dei restanti 400 operai, per la realizzazione di due modelli di vetture elettriche. Nessuna certezza intanto per l’indotto, tutti temi che i sindacati vogliono porre al tavolo della Regione.

“Siamo preoccupati per la mancanza di politiche industriali regionali - afferma Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani - la Regione deve farsi mediatrice con il Mise e chiedere con forza un tavolo con le parti sociali per sollecitare risposte sulla fase successiva del piano per Termini, sugli ammortizzatori e sull’indotto. Ci auguriamo che il Ministero convochi presto i sindacati e che parta la fase B del progetto per un vero rilancio dell’area industriale di Termini che dia cosi speranze anche all’indotto e ad un intero territorio in sofferenza da troppi anni”.

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