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Domenica, 29 Maggio 2022
Economia

"Beni culturali, con la mancata stabilizzazione degli Asu c’è il rischio caos nei musei ed aree archeologiche"

Il Sadirs: "Difficoltà pure nei pagamenti per i festivi extra garantiti dal personale. Il 17 febbraio vertice col dirigente generale"

Senza la stabilizzazione dei 400 Asu nei beni culturali si complica la gestione dei siti museali siciliani con il rischio che molte strutture chiudano i battenti a macchia di leopardo per carenza di personale. “Bisogna risolvere il problema adesso una volte per tutte - afferma il sindacato Sadirs - e non a fine anno quando oramai il danno è stato fatto ai lavoratori senza però poterlo riparare”.
Il caso è scoppiato con l’impugnativa da parte del Consiglio dei ministri della norma in finanziaria regionale che prevedeva la stabilizzazione del personale Asu e il reperimento delle somme per pagare il superamento del limite dei festivi previsto dal contratto. Dunque il rischio è che questa estate, a causa della carenza di personale e dei troppi festivi lavorati, i siti culturali non riescano più a garantire le aperture al pubblico nelle giornate festive. 

Se ne discuterà in un incontro con i sindacati convocato dal dirigente generale dei Beni culturali, Calogero Franco Fazio, il prossimo 17 febbraio a Palermo, dopo sollecitazione del Sadirs.

Il sindacato intanto in una nota a firma di Giuseppe Salerno e Giuseppe Di Paola spiega che “il problema riguarda circa 450 lavoratori regionali,  in servizio nei musei, gallerie e siti gestiti dalle Soprintendenze, che potrebbero rimanere chiusi in quanto carenti di personale e senza fondi propri, chiamati a sobbarcarsi il peso della carenza di organico, lavorando quasi tutte le giornate festive dell'anno, andando in deroga al contratto. Anche i Parchi Regionali che hanno un’autonomia gestionale autonoma risentono del problema, in quanto i mancati introiti dovuti alla pandemia, creano qualche difficoltà nei pagamenti delle spettanze dei lavoratori”. 

Il Sadirs critica l’atteggiamento dell’assessore Samonà “che continua a occuparsi di pubbliche relazioni nazionali e internazionali, e alla presentazione del suo libro. Mentre il dipartimento continua a ignorare quelle che sono le corrette relazioni sindacali, che in qualche modo potrebbero evitare di continuare ad imboccare strade sbagliate che portano a questi risultati. Anche per il 2021 così come per il 2020, non potranno essere soddisfatti i lavoratori, che, con spirito di sacrificio ed abnegazione ancora una volta avevano salvato il dipartimento dalle inevitabili chiusure durante le giornate festive”. Da qui la richiesta di un incontro urgente all’assessorato ai Beni culturali, “al fine di evitare anche quest'anno quanto accaduto negli anni precedenti, ovvero il caos per il rischio chiusura dei musei”.

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