Martedì, 27 Luglio 2021
Economia Libertà / Piazza Don Bosco

Il tramonto del Bar Alba, il proprietario si arrende: "Chiudo, impossibile andare avanti"

Ultime arancine, il 7 gennaio prossimo le saracinesche della struttura di piazza Don Bosco si abbasseranno per sempre dopo più di 53 anni. Volge al termine un pezzo di storia palermitana. Il commiato del titolare: "Decisione sofferta, sono molto addolorato"

Il Bar Alba

Ancora due mesi, poi le saracinesche dello storico Bar Alba di piazza di Don Bosco si abbasseranno per sempre. Ad annunciare la decisione è direttamente il proprietario, Giuseppe Caronia, padre della deputata regionale di Forza Italia, Marianna Caronia. La chiusura è fissata per il prossimo 7 gennaio. "Ritengo doveroso spiegare, sia pur brevemente, le ragioni della mia personale e sofferta decisione di chiudere". Comincia così la nota di commiato di Caronia.

"Non posso certo negare che la recente inchiesta della Procura di Palermo profeticamente denominata “Alba Finale” non sia estranea a questa mia travagliatissima risoluzione - ammette il titolare del bar di piazza Don Bosco -. Non reputo tuttavia opportuno esprimere alcun giudizio e nessuna opinione sul procedimento penale che mi riguarda e pertanto mi limiterò ad attendere, come è corretto che sia, che la giustizia faccia il suo corso e accerti, con il dovuto scrupolo di chi siano realmente le responsabilità delle condotte fraudolente e distrattive ipotizzate. E’ sotto gli occhi di tutti, e i lavoratori ne sono testimoni, che l’avvio della A.P.R. s.r.l. (società proprietaria del bar, ndr) ha costituito un’operazione imprenditoriale meritoria per tutti, per i fornitori, per i consumatori e per il tessuto economico palermitano; realtà imprenditoriale sideralmente distante da qualsiasi background d’illegalità. Sarebbe inutile e falso disconoscere, per quanto io mi ritenga un uomo abbastanza temprato alle disavventure della vita, che questa truce vicenda abbia disastrosamente influito sulle mie già non ideali condizioni di salute costringendomi inevitabilmente all’amara decisione di cessare l’attività".

Con la fine del Bar Alba si chiude un pezzo di storia ultradecennale. Negli anni ’80 l'insegna della struttura di piazza Don Bosco era paragonabile a quelle delle grande griffe di oggi. Cassate e cannoli siciliani, lampadari dal tocco rétro. E soprattutto le arancine, divenute un simbolo della città negli anni 70-80. Al punto che il Bar Alba era diventato anche un punto di ritrovo con i palermitani che lì si davano appuntamento per iniziare le loro serate nei weekend.

Finisce così una storia iniziata nel 1965. Caronia prosegue: "Nell’urlare con tutta la forza che mi rimane la mia assolutà estraneità a qualunque ipotesi di reato e nel rimarcare la estrema correttezza della mia iniziativa imprenditoriale (cosa facilmente documentabile), desidero opportunamente precisare che, nonostante l’ingeneroso cataclisma che su di noi si è abbattuto, la A.P.R. non è stata neanche sfiorata da provvedimenti di nessun genere, non ha nessuna esposizione bancaria, ne alcun debito con i lavoratori o con i fornitori o con chiunque altro, se non qualcuno molto residuale, ad eccezione del sottoscritto che in ragione delle sistematiche anticipazioni e dei notevoli investimenti è l’unico e principale creditore".

Il titolare conclude così: "Mi dispiace davvero tanto per aver dovuto far ricorso ad un provvedimento così drastico e sono davvero molto addolorato e profondamente rattristato  per i lavoratori per i quali a suo tempo ho disposto la trasformazione del loro “contratto a termine” con quello a “tempo indeterminato” avendo molto apprezzato la loro dedizione al lavoro, la loro partecipata collaborazione, i loro pronti sacrifici e la loro professionalità e dei quali non potrò mai dimenticare gli sguardi di comprensione, di affetto e di solidale tristezza che ho potuto  cogliere nel corso di una riunione con tutti loro nella notte tra il 20 e il 21 ottobre scorso per metterli doverosamente a conoscenza di questa ferale e inesorabile incombenza. Sono certo che i nostri dipendenti, la nostra clientela e l’opinione pubblica tutta, saprà ben cogliere il significato e il valore umano e morale di questa mia triste ma dignitosa e coraggiosa decisione".
 

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