Bankitalia fotografa la crisi post Covid in Sicilia: "Più di un'azienda su 4 ha problemi di liquidità"

Il tradizionale report redatto dalla sede locale della Banca d'Italia consegna una quadro allarmante: calo del fatturato attorno al 30% e turismo che arranca. Il direttore Raffa: "Teniamo alta l'attenzione sul rischio di infiltrazioni criminali"

Foto scattata durante la fase 1

L'emergenza Coronavirus, con lo stop delle attività, in Sicilia ha provocato ferite profonde e oggi le imprese devono fare i conti con cali del fatturato e problemi di liquidità. La crisi insomma ha colpito in una fase di sostanziale stagnazione provocando pesanti ripercussioni. A scattare la fotografia dello stato di salute del sistema imprenditoriale nell'Isola è il tradizionale report redatto dalla sede di Palermo della Banca d'Italia e presentato stamani in videoconferenza.

Secondo l'Istituto, nella prima parte dell'anno l'attività produttiva ha subito una contrazione significativa e le aziende si sono trovate a fronteggiare un drastico calo della domanda interna, che ha determinato una marcata riduzione dei ricavi attesi, soprattutto nel comparto dei servizi privati non finanziari.

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In particolare nei primi sei mesi dell'anno, circa un terzo del campione di imprese con almeno 20 addetti su cui le filiali di Bankitalia hanno condotto un'indagine straordinaria sugli effetti del Coronavirus ha previsto una contrazione del fatturato superiore al 30 per cento, con un andamento peggiore per quelle dei settori sospesi durante la fase di lockdown. "Per le imprese siciliane la pandemia ha determinato soprattutto un calo della domanda interna, in misura analoga per quelle operanti nei settori attivi e in quelli sospesi - si legge nel report - più di un'azienda su quattro ha segnalato problemi di liquidità o alla struttura finanziaria, difficoltà nell'approvvigionamento di materie prime o di prodotti intermedi e nella logistica". 

E per far fronte alla crisi le imprese hanno messo in campo nuove politiche del personale, ricorrendo allo smart working, alla Cig o alla rotazione dei dipendenti, e a dilazioni nei pagamenti per clienti e fornitori. E le prospettive non sono affatto rosee: gli investimenti industriali, in flessione già nel 2019, sono stimati in ulteriore calo.   

Il pericolo criminalità

"L'infiltrazione criminale nell'economia è un rischio che sussiste ed è un tema all'attenzione di tutte le istituzioni competenti". Lo ha detto Pietro Raffa, direttore della sede di Banca di Italia di Palermo, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione dei dati sull'economia siciliana. Per Raffa, "un aspetto che non può e deve essere trascurato deve essere quello dell'antiriciclaggio segnalando le operazioni sospette".  

Turismo

Tra i settori in affanno c'è il turismo, molto esposto alla crisi legata all'emergenza sanitaria. Tra i "freni" al comparto, la maggiore dipendenza dalla domanda estera, ma anche i limiti imposti alla circolazione tra regioni in vigore sino all'inizio di giugno. I costi per adeguare le strutture alle misure imposte per il distanziamento sociale rischiano poi di dare il colpo di grazie alle imprese, perché "amplificheranno le difficoltà delle imprese per la stagione estiva 2020, periodo in cui si concentra circa il 60 per cento delle presenze". 

Secondo il rapporto della Banca d'Italia, già nel 2019 il traffico di passeggeri negli aeroporti siciliani ha rallentato al 3,1 per cento (dal 5,0 dell'anno precedente) e se l'andamento è stato migliore nello scalo di Palermo, quelli di Comiso e Trapani hanno registrato una riduzione significativa del numero di collegamenti. Anche la crescita del traffico marittimo di passeggeri si è più che dimezzata nello scorso anno (4,1 per cento), risultando solo leggermente più elevata nel comparto crocieristico.  Sul fronte del traffico mercantile si registra il segno meno, con una diminuzione in misura analoga sia per i prodotti petroliferi (greggio e raffinati, che hanno rappresentato oltre il 60 per cento del volume totale) sia per le altre merci. "Secondo gli ultimi dati disponibili, nei primi quattro mesi del 2020 il traffico aereo di passeggeri è diminuito di oltre la metà rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente - si legge nel rapporto  -, in linea con la media nazionale; il calo è stato concentrato nei mesi di marzo e aprile in connessione con il diffondersi dell'emergenza sanitaria e i provvedimenti di limitazione del traffico adottati dalle autorità statali e regionali".

Lavoro

Le ricadute dell'emergenza sanitaria sull'andamento dell'occupazione in Sicilia "sono state mitigate dall'ampio ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig) e dal blocco dei licenziamenti. Effetti rilevanti sull'occupazione potrebbero emergere nei prossimi mesi". 
Secondo Bankitalia poi in Sicilia cresce il tasso di occupazione per gli individui tra i 15 e i 64 anni (41,1 per cento; 59,0 il dato italiano), ma per effetto della riduzione della popolazione residente in età lavorativa, un processo in atto dal 2013. A trovare con più facilità lavoro sono i giovani tra i 25 e i 34 anni d'età e gli individui con un livello di istruzione più elevato.  Alla crescita del numero di occupati nei servizi e nell'agricoltura si contrappone una riduzione nell'industria e nelle costruzioni. Diminuiscono gli addetti a tempo pieno mentre si registra un aumento degli occupati part-time e, in particolare, di chi lavora con orario ridotto per l'impossibilità di trovare un'occupazione a tempo pieno (part-time involontario). Per il quarto anno consecutivo emerge una flessione del numero degli autonomi.

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Fonte AdnKronos

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