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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Caro, ci serve una baby sitter

Quando si decide di iniziare a collaborare con una baby sitter, uno degli argomenti più delicati è il compenso

Arriva un momento nella vita famigliare in cui si ha necessità di cercare una baby sitter: magari anche solo per avere una spalla quando mamma e papà vogliono uscire, oppure per una collaborazione più continuativa.

La prima domanda che soge è spontanea è dove la trovo? Il passa parola è la prima fonte, il web la seconda. Poi ci si chiede normalmente: quali caratteristiche vorrei che avesse? Che fosse laureata o avesse una specializzazione professionale in questo settore; oppure che fosse una studentessa con tanta voglia di lavorare e tanta energia? E ancora: deve sapere le lingue? Molti genitori scelgono appositamente baby sitter bilingue o madrelingua straniera in modo che i figli possano iniziare ad apprendere una nuova lingua. Deve far fare i compiti, portare i bimbi alle diverse attività extra scolastiche, fare qualche lavoretto in casa? Sono tutti questi elementi che andranno ad influenzare il costo orario di una baby sitter, oltre ai tempi della collaborazione: durante il giorno, alla sera, per il dopo scuola; ogni giorno o occasionalmente? Secondo la direzione di Sitter Italia by Sitly, sito che dal 2013 mette in contatto le famiglie e le aspiranti Mary Poppins: «Ben il 45,51% dei genitori iscritti alla nostra piattaforma cerca baby sitter per una collaborazione diurna continuativa, tate a cui affidare i loro bambini in età prescolare; ma la richiesta di assistenza nel doposcuola è pari al 42,31%».

In generale, secondo i dati raccolti da Sitter Italia by Sitly, le tariffe delle tate italiane sono comunque superiori rispetto alle medie degli altri Paesi Europei. 7,67 euro è la tariffa media oraria rilevata da Sitter Italia by Sitly; le tate di Finlandia e Danimarca non arrivano a chiedere 6 euro l’ora, con tariffe pari rispettivamente a 5,5 e 5,7 euro; in Olanda non si raggiunge i 7 euro. La domanda di baby sitter delle famiglie italiane parrebbe essere molto più alta che in altre nazioni a causa dell’incongruenza diffusa tra impegni lavorativi dei genitori e vita famigliare. Chi può guardare i bimbi nelle ore in cui papà e mamma sono al lavoro? Se la domanda è alta, il costo cresce. Le baby sitter a Palermo sono perfettamente in linea con la media nazionale: 7,29 euro all’ora la richiesta. Ma anche gli altri capoluoghi non cambiano di molto: Catania 7,20 euro, Agrigento7,30 euro, Enna 7,57 e così via.  Fanno eccezione alcune località come Taormina dove le tate arrivano a chiedere come media 9,57 euro all’ora o Porto Empedocle 8,25 euro. 

Una volta presa consapevolezza dei costi in base alla zona di residenza, il vantaggio che i genitori dichiarano comunque di apprezzare appoggiandosi ad una baby sitter è l’estrema flessibilità da un punto di vista degli orari e dei giorni di collaborazione (siti come Sitter Italia by Sitly permettono anche la ricerca geolocalizzata in modo da selezionare una tata nella propria area abitativa). Andando verso l’inverno, poi, quante volte si avrà la necessità di una mano last minute in caso di una malattia inaspettata dei piccoli?

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