Economia

Il Teatro Massimo chiude la stagione del precariato: previste 105 assunzioni a tempo indeterminato

Approvata all'unanimità la proposta di nuova dotazione organica per il triennio 2021-2023: dagli attuali 233 lavoratori si passa a 338, a cui si aggiungono i contratto a tempo determinato. Il sindaco Orlando: "Un passo avanti storico"

Il Teatro Massimo - Foto Baldo Rizzo

Al Teatro Massimo si chiude la stagione del precariato. Il Consiglio di indirizzo della Fondazione, col parere positivo del collegio dei revisori dei conti, ha approvato oggi all’unanimità la proposta di nuova dotazione organica per il triennio 2021-2023 che prevede 105 assunzioni a tempo indeterminato. Si tratta di 31 professori d’orchestra, 19 artisti del coro, 21 tersicorei, 30 tecnici e quattro amministrativi. Si passa così dagli attuali 233 a 338 dipendenti a tempo indeterminato. A questi si aggiungono gli assunti con contratto a tempo determinato, per un totale di 380 persone. La proposta di nuova dotazione organica sarà adesso sottoposta, come prevede la legge, al vaglio del Ministero dei beni culturali e del Mef per la ratifica definitiva.

“È un passo in avanti storico, oggi finalmente possibile, compiuto - afferma il presidente della Fondazione Teatro Massimo e sindaco Leoluca Orlando - nel pieno rispetto degli equilibri di bilancio e della sostenibilità. Questa svolta – aggiunge - darà la possibilità a 105 lavoratori di grande professionalità e attaccamento al nostro teatro, di avere un contratto stabile a tempo indeterminato che in tanti casi consentirà loro di uscire definitivamente da un precariato durato anche molti anni e consentirà altresì l’assunzione a tempo indeterminato di ulteriore personale. L’impegno morale della Fondazione era ed è - conclude Orlando - quello di valorizzare le eccellenze del territorio per ampliare l’offerta culturale e le opportunità di occupazione stabile”.

“Pur in un momento così difficile per il Paese e per il settore dello spettacolo dal vivo in generale, il Teatro Massimo - dichiara il sovrintendente Francesco Giambrone - avvia il percorso di assunzione di 105 lavoratori a tempo indeterminato in aggiunta a quelli già in forza. Lo fa in una condizione di piena sostenibilità di bilancio e con l’obiettivo di preservare e garantire la qualità di tutte le sue compagini artistiche e tecniche: dall’orchestra al coro, al corpo di ballo, dai laboratori scenografici alla sartoria, dalle maestranze di palcoscenico a tutto ciò che ne conferma l’identità di organismo di produzione completo come è giusto che sia un grande teatro d’opera italiano".

Il bilancio consuntivo 2020 della Fondazione chiude in attivo, approvato dal Consiglio d’indirizzo della Fondazione col parere favorevole del collegio dei revisori dei conti, a conferma di una situazione di complessivo equilibrio economico che ha retto anche nella situazione di profonda instabilità dovuta alla pandemia. È proprio grazie alla stabilità dei conti conseguita per otto anni di seguito che la Fondazione può adesso varare una nuova dotazione organica in condizioni di sicurezza.

Per il futuro Giambrone immagina un ulteriore piano di sviluppo da realizzare alla fine del triennio 2021-2023. "Penso in particolare proprio al corpo di ballo che - aggiunge il sovrintendente - nella nuova dotazione organica sarà impegnato con contratti a tempo indeterminato per un periodo limitato a nove mesi l’anno. Questa scelta di stabilità elimina la condizione di fragilità in cui finora il corpo di ballo ha operato e incrementa la tutela dell’occupazione per un periodo maggiore rispetto all’attuale impiego. Ma sono consapevole della necessità di trovare tutti gli strumenti di sostenibilità che possano portare a un pieno impiego anche di questa compagni artistica finalizzato a una maggiore produzione di spettacoli di danza e di balletto come si conviene a un grande teatro– conclude il sovrintendente Francesco Giambrone”.


 

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