Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Ance Sicilia: "Il 2020 anno positivo per gli appalti nella nostra regione"

Nonostante i lockdown e gli altri limiti alle attività imposti dall’emergenza sanitaria, se ne sta andando un anno positivo per il mercato delle opere pubbliche in Sicilia. Il presidente Santo Cutrone: "Finalmente abbiamo stoppato la curva di caduta"

Nonostante i “lockdown” e gli altri limiti  alle attività imposti dall’emergenza sanitaria, il 2020 è stato un  anno positivo per il mercato delle opere pubbliche in Sicilia. Secondo  l’Osservatorio delle Costruzioni di Ance Sicilia riferito al periodo  gennaio-agosto, gli interventi posti in gara sono stati 1.093 in  numero per 1 miliardo e 95 milioni di euro in valore, con una crescita  rispettivamente del +26,36% e del +16,49% rispetto allo stesso periodo  del 2019. Analogamente, il numero di imprese attestate Soa in Sicilia  è salito da 1.750 a 1.827 nei primi nove mesi di quest’anno, segno di  una ritrovata fiducia da parte degli imprenditori. Secondo le prime  rilevazioni sommarie che saranno elaborate e perfezionate nel prossimo  Osservatorio, il trend positivo delle gare d’appalto verrebbe  confermato anche nell’ultimo scorcio del 2020.

Soddisfatto il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone: “Malgrado il  vento contrario della burocrazia e una politica nazionale che tarda a  porre il Sud al centro della propria agenda, quest’anno in Sicilia la  curva di caduta degli appalti si è finalmente interrotta dopo una  crisi che durava ininterrottamente dal 2007. La tendenza si è  invertita nel senso della crescita e diamo atto che il merito è  soprattutto del governatore Nello Musumeci e di tutti gli assessori  regionali competenti, in testa l’assessore alle Infrastrutture Marco  Falcone, che si sono quotidianamente spesi per favorire in Sicilia la  ripresa del settore edile sbloccando opere ferme da anni e finanziando  tutto ciò che si poteva”.

“Formuliamo loro l’augurio – conclude Cutrone – di riuscire nel 2021 a  consolidare e a migliorare il ritmo di crescita del mercato delle  infrastrutture, l’unica leva che in Sicilia può favorire la necessaria  ripresa dell’economia e dell’occupazione per recuperare le perdite  provocate dall’emergenza Covid. Ma solo un’adeguata spinta dalle  risorse del ‘Recovery Plan’, del ‘Piano per il Sud 2030’ e dell’Intesa  Stato-Regione sulla rimodulazione del Po Fesr e del Fsc può davvero  portare la Sicilia agli stessi standard del resto del Paese. Per  questo auguriamo anche che si instauri finalmente un responsabile  rapporto di collaborazione fra Roma e Palermo che sia finalizzato, per  buon senso, unicamente al bene dei siciliani”.

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