Economia

Almaviva non molla, anzi rilancia: “Presto sede legale a Palermo”

Ad annunciarlo è la stessa azienda di outsourcing. “Il capoluogo siciliano è la città in cui abbiamo il maggior numero di dipendenti, ai quali non siamo intenzionati a chiedere ulteriori sacrifici”. Domani la protesta dei dipendenti per chiedere la sede unica

La sede di Almaviva in via Cordova

“In questi giorni abbiamo dato il via al trasferimento della sede legale della società Almaviva Contact nella città con il maggior numero di lavoratori, Palermo”. Ad annunciarlo è la stessa azienda di outsourcing che in città annovera tra le proprie fila circa 5 mila lavoratori. “A prescindere – specificano in una nota inviata ai dipendenti - da ogni percorso o proposta istituzionale e per ribadire la nostra assoluta volontà di rimanere e continuare a contribuire allo sviluppo del territorio”.

Insomma una buona notizia per tutti coloro che in questi giorni caldi – per via della querelle sulla sede unica – hanno temuto di perdere il proprio posto di lavoro. “Palermo – si legge nella nota - è la città italiana in cui Almaviva da oltre 13 anni ha il maggior numero di dipendenti e dove vengono lavorate commesse fondamentali per il Gruppo. L’azienda ha finora portato sul territorio risorse (in termini di stipendi, affitti ed altro) per più di un miliardo e mezzo di euro, ha effettuato ingenti investimenti (acquisizione di Alicos, ripianamento delle perdite di svariati milioni di euro dovute al fallimento della vecchia Alitalia di proprietà dello Stato, tecnologia, infrastrutture) e ha avviato nuove commesse di rilevante importanza”.

Confermata nonostante queste rassicurazioni la protesta di domani. Quando i dipendenti scenderanno in piazza (l’appuntamento è alle 9 a piazza Marina) per chiedere una nuova sede dove trasferire tutti i lavoratori. Rimane in piedi l’ipotesi dell’ex Telecom di via Ugo La Malfa, l’immobile confiscato alla mafia che Orlando in un primo momento aveva “promesso” ai vigili urbani come nuovo comando per poi fare una parziale retromarcia nei giorni successivi.

“Almaviva – rassicura l’azienda - non ha alcuna intenzione di chiudere la sede di Palermo e non è intenzionata a chiedere ulteriori sacrifici ai propri lavoratori quale il taglio del costo unitario del lavoro o altro”. Nonostante “la crisi di mercato del settore, che ha già comportato la chiusura della maggior parte delle aziende, fa registrare nella sede di Palermo perdite molto alte (circa mezzo milione di euro al mese) come conseguenza della continua riduzione dei volumi (per alcune delle commesse anche più del 50%) e del mancato adeguamento dei prezzi, che anzi i committenti vorrebbero addirittura rivedere al ribasso e portare sotto il costo del lavoro della sede. Ciò sta comportando la necessità di un costante ed ingente trasferimento di risorse finanziarie a Palermo per riuscire a pagare le retribuzioni del nostro personale".

"E in questo contesto si inserisce come ulteriore aggravante – conclude la nota - il dover lavorare su due sedi diverse con il conseguente danno economico per le evidenti inefficienze (circa 2 milioni di Euro all'anno). Anche questo elemento è stato responsabilmente anticipato e comunicato da più di tre anni in tutti i tavoli sindacali ed istituzionali ma al momento non ci è stata ancora rappresentata alcuna proposta percorribile e sostenibile”.

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