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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Almaviva, i lavoratori passano al contrattacco: sciopero di una settimana

I dipendenti incroceranno le braccia dal prossimo lunedì, fino alla domenica successiva: "Siamo contro qualsiasi ipotesi di proposta che peggiora le attuali condizioni"

Una settimana di sciopero. E' la decisione presa dal sindacato Cisalcom: i lavoratori Almaviva incroceranno le braccia dal prossimo lunedì (16 maggio) fino alla domenica successiva. La protesta coinvolge i dipendenti palermitani e i colleghi delle sedi di Milano, Roma, Napoli, Catania, Rende. "Siamo contro qualsiasi ipotesi di proposta che peggiora le attuali condizioni salariali, normative e di lavoro previste dalla legge e dal Ccnl di categoria - spiegano dalla Cisalcom - e contro l’attuale procedura di mobilità".

Così i lavoratori in grande maggioranza hanno scelto di dire basta. L'azienda recentemente ha annunciato pesanti tagli - solo a Palermo gli esuberi sono 1.670 - tanto da spingere i lavoratori ad azioni di protesta quotidiane ormai da settimane e l'esecutivo a intervenire più volte. Almaviva si è detta disponibile alla revoca dei tagli con sei mesi di contratti di solidarietà, ma vuole la rimodulazione di questi ultimi. Punto non accolto. L'azienda infatti mira a nuovi contratti, con nuove regole. Quindi nessuna firma ufficiale

Il popolo dei dipendenti Almaviva adesso, dopo alcuni incontri conclusi con un nulla di fatto, passa al contrattacco. Ovvero lo sciopero di una settimana: "Diciamo stop alla continua ricerca del minor costo che penalizzano di fatto, le professionalità e competenze. Le soluzioni - dicono dalla Cisalcom - devono essere trovate ed è compito di questo governo di questo Stato, trovarle. Negli anni passati, già dal 2010, i lavoratori hanno acconsentito ad un lento e progressivo impoverimento dei propri salari e dei propri diritti ed in generale della propria vita, non per superficialità; ma nella convinzione costante e nella fiducia che i propri rappresentanti istituzionali, ponessero un’attenzione continua sulle proprie condizioni di vita e sui processi che le determinano. Col passare degli anni, sempre più volte è venuta a mancare quella fiducia e quella speranza nel cambiamento che sempre meno si intravedeva". 

Quindi la conclusione amara: "Speravamo in un cambiamento che avesse come punti fondanti, un sistema di regole uguali e certe per tutti e la premiazione delle competenze e delle professionalità acquisite dei Lavoratori Italiani. Oggi, dopo quasi un decennio di sacrifici, di rinunce, di rimandi, il popolo dei dipendenti di Almaviva dice basta. Abbiamo terminato le risorse a nostra disposizione, pretendiamo come lavoratori di questo Stato che il cambiamento sia adesso".


 

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