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Una protesta degli scorsi mesi dei lavoratori Almaviva

Una protesta degli scorsi mesi dei lavoratori Almaviva

Almaviva, futuro nero: "400 lavoratori in bilico, torna l'incubo licenziamenti"

Filtra pessimismo dopo il summit romano al Mise, presieduto dalla Viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova. Orlando: "Quadro della crisi ancora più preoccupante"

"Dalla riunione di oggi al Mise a Roma è emerso un quadro della crisi di Almaviva ancora preoccupante". Il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore comunale alle Attività Produttive, Giovanna Marano, lanciano l'allarme. Marano oggi era presente a Roma nell'incontro di monitoraggio su Almaviva, presieduto dalla Viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova. Un incontro che non ha sortito gli effetti sperati.

"L'amministrazione comunale - si legge in una nota del Comune - oggi ha chiesto al governo nazionale di favorire tutti gli interventi a difesa di quanto previsto nell'accordo dello scorso maggio, ribadendo che l'obiettivo resta quello di dare continuità lavorativa ai dipendenti di Almaviva anche di fronte a nuovi scenari di mercato dovuti al cambio dell'affidamento delle gare di appalto. Contestualmente, l'amministrazione comunale continuerà a seguire in maniera vigile l'evolversi dell'attuazione dell'accordo avendo come punti fermi da un lato il radicamento di una attività importante per la città di Palermo come quella dei call center e dell'altra la difesa del lavoro e della condizione di vita di migliaia di giovani donne e uomini”. 

Erasmo Palazzotto, deputato di Sinistra italiana alla Camera, commenta: “A maggio avevamo detto che l’entusiasmo di Renzi e della Bellanova erano eccessivi perché l’accordo di Almaviva non risolveva i problemi strutturali dell’azienda e del settore. Adesso, dopo quattro mesi, siamo nuovamente di fronte alle minacce di esuberi, la conferma che quell’accordo non è servito a niente, se non a fare campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori Almaviva. In tutto questo, la prima cosa che il governo avrebbe dovuto fare, e non ha fatto, era convocare il tavolo di settore per i call center, che sarebbe dovuto partire a giugno ma di cui si sono perse le tracce”.

“Siamo preoccupati per il futuro dei 400 colleghi palermitani che lavoravano alla commessa Enel – aggiunge Loredana Ilardi, dipendente Almaviva e componente della segreteria provinciale di Sel – Sinistra italiana – non sappiamo ancora che fine faranno, se saranno licenziati o trasferiti altrove. Quella di Almaviva è una crisi ormai cronica che non può essere risolta con soluzioni tampone che non portano a nulla”.

Così Francesco Assisi, segretario Fistel Cisl, e Eliana Puma (Rsu Fistel Cisl Almaviva) al termine dell’incontro sulla vertenza Almaviva Contact: “Dalla firma dell’accordo a maggio sono ben pochi gli impegni assunti dal governo nazionale che sono stati rispettati e intanto l’azienda oggi ha presentato un quadro complessivo di peggioramento, perdite che hanno sfiorato i tre milioni di euro ad agosto e ad aggravare tutto c’è la perdita della commessa Enel, che potrebbe portare al trasferimento dei lavoratori sui siti che potrebbero accoglierli. Il trasferimento dei lavoratori causerebbe enormi disagi e non abbiamo nemmeno garanzie sul futuro per questi lavoratori. La perdita della commessa Enel rischia di compromettere l'accordo di maggio, ha ribadito l’azienda, perché questo esubero di personale, circa 370 lavoratori, non è sostenibile".

Intanto il vice ministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova ha fatto sapere di aver chiesto ad Enel un incontro con la società che ha ottenuto la commessa per convocare poi di nuovo le parti. “Con tutti questi ritardi – commenta Daniela De Luca, segretario Cisl Palermo Trapani – si stanno vanificando tutti gli sforzi fatti dalle parti sociali a maggio per garantire il futuro ai dipendenti di Almaviva Palermo e i sacrifici fatti dagli stessi lavoratori".

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