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Una recente protesta dei lavoratori Almaviva

Una recente protesta dei lavoratori Almaviva

Almaviva, trattativa congelata a Roma: tra 12 giorni partono i licenziamenti

L'attesissimo incontro tra l'azienda e i sindacati al ministero dello Sviluppo economico, si è concluso con un nulla di fatto. Serve una soluzione entro il 5 giugno

Tutto rinviato a data da destinarsi. Alla fine l'attesissimo incontro tra Almaviva e i sindacati al ministero dello Sviluppo economico, si è concluso con un nulla di fatto. La trattativa è in stallo. La fumata grigia di ieri, sul tavolo di Roma, non ha scongiurato licenziamenti di Palermo (1670) e delle altre sedi di Napoli e Roma. 

E adesso si teme il peggio. Perché la data d'avvio delle procedure di licenziamento è sempre più vicina. Il futuro è in bilico, ora più che mai. Serve la scossa entro il 5 giugno, per scongiurare i tagli annunciati. Intanto i lavoratori palermitani hanno deciso di manifestare direttamente nella Capitale. Si vedranno venerdì a Roma, alle 10, in piazza Santi Apostoli, nel giorno del secondo sciopero nazionale. A deciderlo sono state le segreterie nazionali e territoriali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil. “La trattativa sui licenziamenti è ad un punto delicatissimo - scrivono i sindacati - . Le proposte governative non consentono di raggiungere un accordo che dia ai lavoratori garanzie su un reale percorso di risanamento che non preveda espulsioni dal mondo del lavoro e dia regole chiare per l’azienda e per il settore tutto”.

“Il tavolo relativo alla vertenza Almaviva rimane permanente con l'obiettivo di trovare al più presto una soluzione positiva - spiegano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel –. L’azienda dichiara di non riscontrare le condizioni per ritirare i licenziamenti che, senza una soluzione immediata, partirebbero dal 6 giugno. Noi ribadiamo che la strada resta l’avvio di ammortizzatori sociali strutturali che garantiscano una copertura superiore ai 24 mesi, le modifiche immediate all’articolo 24bis sulle delocalizzazioni e gare d'appalto legate al rispetto dei minimi previsti dai contratti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”.

La Fistel aggiunge “con le clausole sociali va garantita la territorialità del lavoro e dei lavoratori “. “Non c’è più tempo da perdere, l’intervento del governo nazionale per l’applicazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, la tutela contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni, deve essere immediato” concludono Assisi e Puma. I sindacati restano in attesa del prossimo incontro al Mise.  

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