Economia

Almaviva, lungo vertice in prefettura: la sede di via La Malfa non idonea

Il lungo incontro terminato a tarda sera con un nulla di fatto. Bonafede: "Si è compreso che il problema della sede non è il più urgente per l'azienda". Prossimo appuntamento per il 24 febbraio nella sede di Confindustria

Un momento della recente protesta dei lavoratori Almaviva

Si è svolto ieri dalle 18:30 alle 22:30 l’incontro con il Prefetto riguardo la vertenza Almaviva a Palermo, incontro da molti lavoratori atteso come risolutore o almeno chiarificatore riguardo al problema della sede. Un vertice serrato terminato con un nulla di fatto sulla possibile sede unica del call center palermitano. L’edificio di via Ugo La Malfa, grande favorito, non è stato ritenuto “idoneo”, almeno secondo quanto spiega l’assessore regionale al Lavoro Ester Bonafede, presente ieri al tavolo tecnico.

Prossimo appuntamento per il 24 febbraio nella sede di Confindustria. Durante la il vertice infatti si è compreso che il problema della sede non è il più urgente per l’azienda, "Adesso - ha affermato la Bonafede al sito SI24 - dobbiamo confrontarci in maniera più concreta ed incisiva su quelle che sono le reali richieste di Almaviva". Ancora una volta la proprietà Almaviva ha messo sul tavolo i problemi che bisogna risolvere con l’aiuto delle istituzioni politiche sul territorio ed a livello nazionale, ovvero la delocalizzazione ed il dumping sulle gare d’appalto.

"Passa ancora una volta in secondo piano rispetto alla difficile congiuntura economica attuale - si legge in una nota della Cisalcom - la problematica della sede unica, ribadendo di fatto che concentrare tutti gli sforzi sull’individuazione dell’edificio sposta l’attenzione dal reale problema di mercato. A nostro avviso, e su questo ci siamo assolutamente trovati in linea con il parere del Prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, il problema sollevato della situazione di mercato è un problema che esula dalle competenze concrete ed immediate di qualsiasi azione possa mettere in campo l’istituzione locale".

"L’azienda continua a sostenere di voler rimanere sul territorio - continua la nota - e valutare investimenti per continuare negli anni a mantenere a Palermo la propria attività produttiva. Il problema di mercato, di delocalizzazione, di dumping sono problemi afferenti ad un intervento nazionale, che non si riduce a semplici iniziative legislative, peraltro già recentemente abbozzate nel nostro settore, ma ad una errata gestione avvenuta nell’arco di diversi anni su tutto il territorio nazionale, quindi reputiamo dubbia una richiesta di questo tipo, che condividendo in pieno richiede tuttavia anni per l’effettiva applicazione, controlli capillari e corrette gestioni che di fatto cozzano contro i tempi di urgenza ed immediatezza che l’azienda richiede. Chiediamo a tutti i Lavoratori insieme a noi di non abbassare la guardia e non dimenticare mai che per quanto “misero” in termini retributivi, stiamo sempre parlando del nostro lavoro".

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