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Lavoratori Almaviva occupano la Cosmed

Lavoratori Almaviva occupano la Cosmed

Almaviva, speranze al tramonto: trasferimenti in Calabria a un passo

Non arrivano buone notizie dall'incontro al ministero dello Sviluppo economico a Roma: restano confermati i trasferimenti dei dipendenti a Rende, in Calabria. Il "nodo" dell'articolo 18

Speranze finite per i lavoratori palermitani di Almaviva. Non arrivano buone notizie dall'incontro al ministero dello Sviluppo economico a Roma: restano confermati i trasferimenti dei dipendenti a Rende, in Calabria. Al vertice hanno partecipato anche i sindacati e la subentrante Exprivia, la società pugliese che si è aggiudicata l'appalto della commessa Enel, che avrebbe fatto sapere che non è intenzionata a riconoscere le tutele relative all'articolo 18. Proposta respinta dai sindacati. "Continuano a essere al ribasso le condizioni per il passaggio dei lavoratori non solo in termini economici, cosa di fatto molto grave, ma anche in termini di diritti", dicono il segretario Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso e Rosalba Vella, della Slc Cgil Palermo -. Il riferimento chiaro è all'esclusione dell'articolo 18 del Job Acts. Sono lavoratori che avevano l'articolo 18 e ora non l'avrebbero più. Per questo motivo non abbiamo firmato nessun accordo, sulla scia dell'indicazione espressa all'assembla dei lavoratori a Palermo”.

I trasferimenti dei 397 lavoratori, al momento congelati, sembrano ormai a un passo. Di certo Almaviva Contact ha ripetuto chiaramente di non potere fare un passo indietro rispetto a questa decisione. Così la Fistel Cisl ha riassunto l’ennesima giornata di trattativa sulla vertenza: "Exprivia ha presentato la proposta finale, l’assunzione ex novo con il job's act di 298 su quasi 400 lavoratori con il terzo livello, perdita degli scatti e dei livelli, e nessuna garanzia di tutela se non un indennizzo economico per quanto perso, non ci sono i presupposti per accettarla alla luce di quanto ci hanno chiesto i lavoratori in assemblea, cosi perderebbero tutti i diritti acquisiti finora". "Si continua a fare il grosso errore di pensare che per risolvere le crisi delle aziende bisogna far pagare ai lavoratori il prezzo più alto, invece di trovare soluzioni vere – dice Daniela De Luca, segretario Cisl Palermo – come la garanzie di regole nel mercato che non può premiare chi carica il massimo ribasso del costo dell’appalto proprio sui dipendenti. Si vada oltre gli annunci con la regolamentazione del settore che resta l’unica strada per il futuro dei lavoratori e delle aziende".

Sulla vicenda sono intervenuti anche il sindaco Leoluca Orlando e l'assessora alle Attività produttive, Giovanna Marano: "L’incontro di questa mattina al Mise convocato dalla vice ministra Teresa Bellanova sulla vertenza Almaviva non ha prodotto nessun passo avanti. Rimane inalterata la preoccupazione dell’amministrazione comunale in ordine al mancato raggiungimento dell’accordo del passaggio della commessa Enel. Auspichiamo che i prossimi incontri annunciati dalla vice ministra possano ricondurre tutti i soggetti al tavolo, a partire da Almaviva, sulle ragioni della piena applicazione dell’accordo siglato a maggio". 

Questa la posizione invece della società Almaviva: "Guardiamo con grande attenzione alla posizione assunta dal Governo ed alle iniziative che sta mettendo in campo per affrontare la crisi strutturale in cui versa il settore dei call center. La collocazione di Almaviva Contact in un rinnovato contesto di mercato, per individuare alternative alla procedura di licenziamento collettivo in corso, non può che passare per scelte condivise di forte discontinuità. Un percorso nuovo - dicono da Almaviva - orientato da necessarie azioni di carattere strutturale seppur contestualizzate nel tempo, quale unica alternativa credibile alla riorganizzazione avviata, che richiede la responsabilità di un impegno congiunto da parte di azienda, lavoratori, sindacati e istituzioni. E’ arrivato il momento in cui di fronte a crisi di mercato conclamate, solo negli ultimi 18 mesi oltre 15 società del settore hanno terminato le proprie attività, tutti i soggetti in campo devono scegliere se rispondere con politiche di assistenzialismo tanto inutili quanto dannose o con percorsi industriali diversi e partecipativi".

Dalla Slc Cgil chiudono così: "Crediamo che il governo sia in ritardo rispetto alle proposte strutturali e alla costruzione di una politica industriale e di regole per questo settore. E' impensabile che un'azienda così grande possa firmare un accordo col sindacato e prefigurare un cambiamento repentino. Gli accordi firmati vanno rispettati e soprattutto verificati. Il sindacato si riserva di proclamare un'azione di sciopero nazionale per contrastare queste proposte insensate”.

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