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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia

Agenzie Snai a rischio chiusura, 100 dipendenti in bilico: scatta sciopero

In vendita tre agenzie di Palermo e una di Bagheria. Lavoratori sul piede di guerra: scelto come luogo simbolico il punto Snai di via Streva

Snai smobilita e scatta la protesta. Oggi pomeriggio i lavoratori delle agenzie palermitane manifesteranno in via Streva: su di loro incombe il rischio licenziamento. A proclamare la protesta - dalle 15 alle 18 - è la Fisascat Cisl dopo che nel confronto con le organizzazioni la società ha manifestato la volontà di chiudere o vendere le agenzie che si trovano nel territorio siciliano. Manifestaranno con un sit in i lavoratori di Palermo e Provincia che hanno scelto come luogo simbolico l'agenzia di via Streva.

"Le voci che dal mese di giugno circolano sugli oltre cento dipendenti, oggi sono purtroppo una dura conferma che giunge come una doccia fredda sui lavoratori - dichiara Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia - è certo che non possiamo rimanere inerti di fronte a questa scelta, motivo per il quale abbiamo proclamato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori della rete siciliana con le conseguenziali azioni a sostegno della vertenza".

Delle 9 agenzie di scommesse siciliane sono in vendita tutte quelle di Palermo e provincia (tre sono a Palermo e una a Bagheria). "Alle assemblee sit in di oggi - prosegue la Calabrò - seguirà lo sciopero. I lavoratori, compresi quelli delle agenzie ad oggi non a rischio, incroceranno le braccia domani. Siamo oltremodo amareggiati per quanto sta accadendo, poiché è trascorso poco più di un anno dalla sottoscrizione dell'accordo che sanciva il passaggio dei lavoratori da Sis a Snai e la stabilizzazione dei collaboratori. Non avremmo potuto immaginare che a distanza di così poco tempo una società leader nel settore dalla quale attendevamo fiduciosi un piano industriale di rilancio delle agenzie, potesse fare scelte che, di fatto, stanno frammentando la rete e i lavoratori. Se la società è giunta a tali determinazioni preoccupandosi delle perdite di fatturato, noi della Fisascat ci poniamo invece il problema della gravissima perdita in termini di occupazione che tali scelte di contenimento potrebbero avere sui lavoratori e sulle loro famiglie. Non ci fermeremo fin quando non avremo chiarezza sul futuro dei lavoratori. Riteniamo, pertanto, improcrastinabile la realizzazione di incontri per declinare le specificità delle realtà siciliane".

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