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Lunedì, 4 Marzo 2024
Diretta

Trent'anni fa la strage che sconvolse Palermo: la diretta delle celebrazioni per ricordare Falcone

Tutti gli eventi organizzati in memoria del giudice, della moglie e degli agenti di scorta uccisi dalla mafia

Trent'anni dopo, come succede sempre dal 1992, Palermo ricorda Giovanni Falcone, ucciso da Cosa nostra, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della sua scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Il 23 maggio, infatti, è una data spartiacque per la storia di una città che ha eletto a eroi due giudici saltati per aria nei drammatici eccidi mafiosi. La manifestazione clou, organizzata dalla Fondazione Falcone al Foro Italico, vedrà la presenza di oltre mille studenti che arriveranno da tutta Italia. Ma sono tanti gli eventi in programma oggi. Li seguiamo con una diretta no stop.

Tutti gli appuntamenti per ricordare Falcone

Il trentennale della strage di Capaci, Palermo ricorda Falcone: le foto

Il sottosegretario Gabrielli: "Ancora nessuna verità su chi ha tratto vantaggio da quella tragica strategia"

"Abbiamo la certezza di chi ha eseguito materialmente quella tragica strategia, che per altro inizia con l’omicidio di Salvo Lima. Sui contesti, su chi ha tratto vantaggio, su quelli che a volte io ritengo siano più matrimoni d’interesse che non strategie o complotti, su chi si è scritto molto, credo che ancora una verità definitiva, almeno da un punto di vista processuale, non si sia realizzata". Così sulla strage di Capaci Franco Gabrielli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza nazionale

Il procuratore Lia Sava: "Francesca Morvillo eroe del nostro tempo, lontana da retorica" 

"Fare il lavoro di magistrato, come lo ha fatto Francesca Morvillo, coniuga complesse forme di impegno, come quello per lo studio delle carte perché dietro le carte c'è un'umanità dolente. Non amava le vane parole, le guardava con diffidenza, preferiva il gesto, la presenza al fianco dell'altro, dei minori, l'attenzione cortese verso l'umanità sofferente dei bimbi dei quartieri degradati di Palermo".

Così Lia Sava, procuratore generale presso la Corte di Appello di Palermo, ha ricordato Francesca Morvillo, durante un incontro allo Steri, sede del rettorato, in occasione del trentennale della strage di Capaci. "Eroe del nostro tempo, eroe titanico suo malgrado - ha aggiunto -, studentessa e magistrato modello, punto di riferimento anche di suo marito e per molti suoi colleghi. Donna di legge, rifuggiva il profilo della retorica, anzi il suo profilo di donna di legge e d'impegno è l'opposto della retorica. Ecco che allora occorre oggi commemorare per la spinta forte verso un silenzioso impegno del fare". 

L'ex procuratore Caselli: "Falcone mi ha cambiato la vita e mi ha insegnato il metodo di lavoro"

"Giovanni Falcone è uno che, insieme a Paolo Borsellino, mi ha cambiato la vita. Io faccio domanda di trasferimento da Torino a Palermo proprio dopo la morte di Falcone e Borsellino, e la mia vita cambia. Per sette anni mi occupo di mafia con tutte le conseguenze che si hanno quando si fa questo tipo di lavoro. Però ci vado anche perché, a partire da quando ero al Csm, avevo apprezzato l'importanza, l'efficacia, l'intelligenza, la forza del metodo di lavoro di Falcone contro la mafia, che grazie a questo metodo finisce di essere un qualcosa di impunito. E questo è Falcone che ce l'ha insegnato insieme a Borsellino e agli altri del pool facendo il Maxiprocesso. Falcone mi ha cambiato la vita e mi ha insegnato il metodo di lavoro".

Così all'Adnkronos, a 30 anni dalla strage di Capaci, l'ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli. "E' vero, Falcone aveva più nemici che amici - aggiunge Caselli - è un susseguirsi di veleni, corvi, calunnie, fantasticherie per denigrare e delegittimare, tant'è che a un certo punto Falcone deve andare via da Palermo, ma al ministero della Giustizia continua a fare l'antimafia, non si dimette dall'antimafia, e fa delle cose che sono decisive. La nuova antimafia, procura nazionale, procure distrettuali, la crea lui allora e vale ancora oggi".

Alfredo Morvillo si commuove: "Oggi vicinanza affettuosa attorno a mia sorella"

"Mai avrei pensato tanti anni fa che qualcuno avrebbe scritto dei libri su mia sorella e di partecipare a un incontro, come quello di oggi, in cui si ricorda Francesca. Questa nuova ventata di vicinanza affettuosa al suo ricordo non può che farmi piacere, mi dispiace solo che mia madre non abbia potuto vivere questi momenti". Lo ha detto, visibilmente commosso, Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, uccisa insieme al marito Giovanni Falcone nella strage di Capaci 30 anni, in occasione di un appuntamento organizzato dall'Università di Palermo allo Steri alla presenza, tra gli altri, della ministra della Giustizia Marta Cartabia.

"Fermo restando che è giusto e doveroso ricordare Giovanni Falcone per come merita - ha aggiunto -, non è incompatibile ricordare anche Francesca Morvillo e il sacrificio dei ragazzi della scorta".

Ore 17,58: risuona il silenzio all'Albero Falcone

Ore 17,58: risuona il silenzio all'Albero Falcone preceduto dai nomi di tutte le vittime della strage di Capaci pronunciati da Piero Grasso. Il colpo d'occhio all'Albero Falcone di via Notarbartolo, dove viveva il magistrato ucciso trent'anni fa lungo l'autostrada A29, è quello di ogni anno: giovani e meno giovani, i ragazzi delle scuole, i rappresentanti istituzionali e Maria Falcone, anima delle celebrazioni.

La diretta Facebook dall'Albero Falcone

Gianni Morandi canta all'Albero Falcone

Gianni Morandi all'Albero Falcone. L'artista bolognese ha cominciato la sua performace cantando "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" e un "Mondo d'amore".

Albero Falcone, sul palco I Sansoni: "La Sicilia è casa nostra e non cosa nostra"

"Tutti insieme dobbiamo testimoniare che da qui non si muove nessuno se non troviamo la verità. Facciamo un rapporto a chi non è qui. Scrivi una mail. Cara memoria di tutti, oggi dopo 30 anni, non è vero che non è cambiato niente. Il cambiamento lo abbiamo vissuto vivendo questa città. Se questa città è migliorata è grazie a Giovanni. Anche se noi non eravamo ancora nati, ce lo hanno raccontato i nostri nonni, i nostri genitori. Tu cara memoria sei una seconda casa. Giovanni è stato un magistrato italiano. Noi all’estero siamo famosi per la lotta arancina o arancino? Cambia una A o una O. Poca roba. Ma cara memoria di tutti, per noi siciliani la Sicilia non è cosa nostra, ma casa nostra. Possiamo usare una vocale per cambiare la Sicilia? Chiedo per un amico". A dirlo sul palco allestito davanti all'albero Falcone il duo comico "I Sansoni".

All'Albero Falcone tutto pronto per il minuto di silenzio

All'Albero Falcone tutto pronto per il minuto di silenzio

Dalle 17 all’Albero Falcone la città e la comunità si ritrova sotto l’Albero Falcone che si trova avanti a quella che fu la casa di del magistrato. E' prevista l’esibizione, tra gli altri, di personaggi del mondo della musica come Gianni Morandi, Giovanni Caccamo, Malika Ayane e Matteo Romano e dello spettacolo come I Sansoni e Roberto Lipari. Saranno presenti, tra gli altri, Maria Falcone e il presidente della Camera Roberto Fico. Alle 17.58, ora della strage, un trombettista della Polizia di Stato suonerà il Silenzio in onore delle vittime e verranno letti i nomi dei caduti negli attentati di Capaci e di via d’Amelio. Intanto Giovanni Caccamo, ex cantante di Amici, canta “Il cambiamento” accompagnandosi al pianoforte.

"Oggi non abbiamo avuto il corteo ma siete moltissimi - dice Maria Falcone -. Grazie per essere qui oggi e grazie per esserci stati in questi 30 anni. In questi giorni mi hanno chiesto di fare bilanci, di come è cambiata Palermo. Posso solo dire che 30 anni fa eravamo in ginocchio col cuore spezzato, momenti bui della vita di ognuno di noi, ma nella vita di uno stato avviene come per incanto una forza interna che ti sprona ad andare avanti, ad alzare la testa. Ci vuole coraggio per fare questo, ma Palermo e l’Italia lo hanno fatto. Subito dopo le due stragi siete scesi in strada, sono nate le donne dei lenzuoli e del digiuno, l’albero Falcone. Un monumento. Rinascita della società civile ed è grazie a rinascita società civile che abbiamo potuto andare avanti e siamo riusciti a mettere in carcere tutti. Per vincere la mafia la dobbiamo vincere culturalmente. La fondazione è nata dall’amore di noi familiari. Sono stanca di parlare, mi affido agli altri. Per chi in questo palco farà memoria in maniera diversa".

Intitolata a Francesca Morvillo una biblioteca dell'Università, Cartabia: "Fu tra le prime donne magistrato"

"Francesca Morvillo è stata una delle prime donne magistrato, noi ora diamo per scontato di vedere la procuratrice generale parlare qui o vedere tante presidenti di tribunale, donne che stanno danno tantissimo alla magistratura, ma non era così a quell'epoca. Ci sono voluti 15 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione per accorgersi che forse quel divieto di ingresso in magistratura non collimava con l'articolo 3 della Costituzione che parla di uguaglianza e del 51 che parla di uguaglianza nell'accesso ai pubblici uffici".

Lo dice la ministra della Giustizia Marta Cartabia, intervenendo all'Università di Palermo per la presentazione del libro su Francesca Morvillo, unica magistrata donna uccisa per mano mafiosa, di cui la ministra ha firmato la prefazione. Nella Sala Magna del Complesso Monumentale dello Steri è avvenuta la scopertura della targa e l'intitolazione a "Francesca Laura Morvillo" della Biblioteca interdipartimentale di discipline umanistiche.

Franco Miceli all'albero Falcone: "Oggi impegno e memoria, Lagalla ci risparmi il vittimismo"

"Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani". Con una citazione di Tertulliano, Franco Miceli si prepara a partecipare al Silenzio delle 17,58 ai piedi dell’albero Falcone. "Oggi è un giorno di memoria e di impegno in cui migliaia di palermitani scesi in strada hanno chiarito da che parte stanno - dice Miceli -. Questa mattina al Foro Italico sono stato insieme a tantissimi ragazzi e ragazze per fare si memoria ma sopratutto per costruire insieme futuro. La presenza qui, sotto l’albero Falcone, di così tante persone è una promessa di futuro da parte di questa città, è la testimonianza che questi trent’anni, hanno permesso ai semi di germogliare, è la testimonianza che non torneremo indietro ma guarderemo insieme a un domani in cui la mafia è solo un doloroso ricordo”.

Poi aggiunge: "In quanto a Lagalla, ci risparmi almeno il vittimismo. E' lui che ha scelto la strada dell’ambiguità e ha sacrificato i valori di Palermo al suo interesse elettorale. No caro Lagalla - conclude Miceli - non si può onorare la memoria di chi ha sacrificato la vita per la lotta alla mafia e intanto appoggiarsi ha intrattenuto rapporti con Cosa nostra. Hai scommesso sulla smemoratezza dei palermitani e hai perso". 

Il post provocatorio di Mariangela Di Gangi: "La mafia ha vinto, non prendiamoci per il c..."

"Non prendiamoci per il c... La mafia ha vinto e sta vincendo su tutti i fronti, o quasi". Questo l'incipit provocatorio di un post con cui Mariangela Di Gangi, storica attivista dello Zen e candidata al Consiglio con la lista di Franco Miceli, commenta le celebrazioni di questi giorni, simboleggiate dalla moneta da due euro coniata per il trentesimo anniversario delle stragi. 

Per Di Gangi "a trent'anni dalle stragi, quanto avviene a Palermo dimostra che quelle stragi sono servite e tanto. Sono servite prima di tutto ad eliminare dei giudici che volevano indagare e colpire il cosiddetto 'terzo livello', quello della politica e dei servizi cosiddetti deviati, che con la mafia sono sempre andati a braccetto. Lo dimostrano trent'anni di depistaggi che proprio quei livelli hanno lasciato impuniti. Quelle stragi sono servite. A dimostrare che la mafia non molla la presa e quando si vede attaccata sul serio è pronta a tutto. E che quelle stragi sono servite lo dimostra anche il fatto che in questi trent'anni abbiamo avuto due presidenti di Regione indagati per rapporti con la mafia e un terzo indagato per aver servito 'poteri' diversi da quelli pubblici. Lo dimostra il fatto che l'attuale Presidente della Regione non disdegni tête-à-tête con un condannato in via definitiva proprio per mafia. E lo dimostra il fatto che qualcuno esercita ancora il proprio potere baronale a forza di pizzini, anche se non più cartacei ma col più moderno WhatsApp. E certo, se tutto questo ancora esiste, sono in molti a dover fare dei mea culpa, siamo in tanti a doverci ripetere che di più e meglio alcune cose andavano fatte, oltre i simboli e con più efficacia. Ma per fortuna la mafia non ha vinto su tutti i fronti. Perché oggi le cittadine e i cittadini rivendicano i propri diritti prima di chiedere favori; perché oggi c'è chi si ribella al pizzo; perché oggi, ogni tanto, si rompe il muro dell’omertà della baronia universitaria. La mafia non ha vinto, ma siamo lontani dalla sua sconfitta". 

L'avvocato di Buscetta e Mutolo: "Una parte della magistratura fu nemica di Falcone"

"Giovanni Falcone era il vero nemico della mafia, non era soltanto un giudice, era colui che capiva i silenzi, le pause, gli sguardi". Così all'Adnkronos, a 30 anni dalla strage di Capaci, l'avvocato Luigi Li Gotti, storico difensore dei pentiti di Cosa nostra, da Tommaso Buscetta a Gaspare Mutolo fino a Giovanni Brusca.

"Il Csm tradì Falcone - rammenta Li Gotti -. Il suo principale nemico è stata una parte della magistratura, fu quella che gli voltò le spalle. E poi ci furono dei nemici anche nelle istituzioni, pure nella polizia, ma queste erano inimicizie che nascevano dal temere Falcone per le sue indagini". Ma "tutto il 'sistema' oggi dovrebbe chiedere scusa a Falcone - sottolinea l'avvocato Li Gotti -, la lotta alla mafia, infatti, è una scoperta di pochi decenni fa. Prima era assolutamente ignorata. E con il Maxiprocesso voluto da Falcone che c'è stato un cambiamento. Vennero arrestati e condannati i capi della mafia. Ma fino al 1984, quando iniziò la grande inchiesta fatta da Falcone e Borsellino, la lotta alla mafia era ridotta a poco, perché c'erano dei patti che per primo ruppe Rocco Chinnici. Il patto era quello che bisognava perseguire i singoli reati ma non contestare mai il reato associativo, e Chinnici ruppe questo patto, ecco perché fu ucciso. Caponnetto poi ebbe la grande intuizione del pool e Falcone proseguì questo lavoro sapendo però di vivere in un ambiente ostile. In questo senso il 'sistema' dovrebbe chiedere scusa a Falcone per aver convissuto con la mafia, nel senso che la parola 'mafia' era quasi non pronunciata, anche dagli alti vertici".

Manenti (Confcommercio): "Imprese in crisi, lo Stato intervenga prima che arrivino i soldi della mafia"

"Per le imprese, nonostante decenni in cui ci siamo riempiti la bocca di parole, poco o nulla è cambiato. Ce ne siamo accorti durante l’emergenza Coronavirus che ha messo in ginocchio imprenditori e commercianti che hanno rischiato di diventare facile preda della criminalità organizzata. E' indispensabile, ancora oggi, e lo ribadiamo con forza in un giorno simbolo della lotta alla mafia, aiutare le imprese sane a non finire inesorabilmente nella rete della criminalità che è già pronta a investire".

E' il senso della denuncia che arriva dal presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, nel trentennale delle stragi mafiose. "I soldi di cui dispongono le consorterie mafiose - continua Manenti - rischiano di arrivare prima dello Stato e rendere, oltre che tardivo e inutile, addirittura dannoso un successivo intervento pubblico a sostegno di queste imprese nel frattempo diventate imprese mafiose o pesantemente infiltrate dalle organizzazioni mafiose. E' quindi indispensabile ed urgente intervenire con forza a sostenere le imprese a rischio anche attraverso adeguate immissioni di liquidità e alleggerimenti tributari".

Lidia Schillaci canta ai bambini sul palco del Foro Italico

Miceli al Foro Italico per commemorare il giudice: "Sono venuto ogni anno"

"Io non avevo bisogno di inviti per partecipare alle celebrazioni per i 30 anni dalle stragi, l'ho fatto ogni anno con tutti i palermitani che come me si sono battuti in questi trent'anni contro la mafia". Lo ha detto all'Adnkronos Franco Miceli, il candidato a sindaco di Palermo del centrosinistra che oggi era al Foro Italico per partecipare alle commemorazioni. Miceli ha assistito alla commemorazione insieme con i giovani, non era tra gli ospiti in platea.

Gioacchino Genchi: "Falcone? Tanti parlano a sproposito, abbiano dignità di stare zitti"

"Mi sono ripromesso di non rilasciare alcuna dichiarazione in occasione del trentennale di un triste evento, che in troppi qui a Palermo stanno trasformando in un Festino, fino a quando quei tanti che ne parlano a sproposito non avranno la dignità di stare zitti". Così all'AdnKronos, a 30 anni dalla strage di Capaci, l'ex consulente informatico e poliziotto, oggi avvocato, Gioacchino Genchi, che è stato investigatore del gruppo "Falcone-Borsellino" creato per indagare su esecutori e mandanti dell'eccidio di Capaci e della strage di via D'Amelio.

Anniversario Falcone, Musumeci: "Antimafia da praticare ogni giorno, senza ipocrisia e retorica"

"Trent'anni sono tanti e sono stati sufficienti a far cambiare una cultura radicata non soltanto in Sicilia: prima c'era la convinzione che la lotta alla mafia fosse solo un problema delle forze dell'ordine e della magistratura. Dopo la drammatica stagione delle stragi del 1992 si è capito che la lotta alla mafia impegna tutti, ogni cittadino, ciascuno nel proprio ruolo. Oggi questa consapevolezza è cresciuta, anche se l'impegno antimafia molto spesso rimane accompagnato da ipocrisia e da retorica. Io credo che l'antimafia vada predicata e praticata giorno dopo giorno nel silenzio del dovere, evitando speculazioni, per rendere omaggio al sacrificio che tante donne e tanti uomini hanno saputo e voluto compiere per fare migliore questa Sicilia e questa Italia". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in occasione della manifestazione "1992-2022/La memoria di tutti" nel trentennale della strage di Capaci.

Il ministro Lamorgese: "Il sacrificio di Falcone e Borsellino non è stato vano"

"Il sacrificio di Falcone e Borsellino non è stato vano: tutto quello che è stato fatto in questi anni è frutto del loro lavoro e deriva anche dalla loro morte. Per questo dobbiamo proseguire nel nostro impegno di uomini delle istituzioni senza mai tradire la loro lungimirante visione". Così il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo al convegno internazionale 'La vocazione globale del pensiero di Giovanni Falcone: la Proiezione internazionale della lotta alla mafia', in corso allo Spasimo di Palermo.

Commemorazione Falcone, Francesca Donato: "Ci terremo lontani dalle passerelle"

“Oggi, con alcuni candidati e sostenitori di Rinascita Palermo, abbiamo deposto una rosa sulla tomba di Giovanni  Falcone a San Domenico, in memoria anche di Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Ci terremo lontani dalle passerelle e dalle celebrazioni ufficiali preferendo un semplice momento di raccoglimento e preghiera”. Ad affermarlo è stata la candidata sindaco di Palermo ed europarlamentare Francesca Donato.

Di Maio: "Grazie all'intuito di Falcone progetti importanti in normative Ue"

"Nel 2021 durante la presidenza del G20 abbiamo coinvolto tutti i paesi nell'approvazione di due grandi documenti sul contrasto al crimine organizzato transnazionale e alla corruzione". A sottolinearlo, intervenendo dal Foro Italico a Palermo, è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Sempre grazie al grande intuito di Falcone - ha aggiunto - anche nella normativa europea sono entrati progetti importanti come quello all'interno del quale lavoriamo con l'America Latina per ridurre il sovraffollamento carcerario e il progetto Eurofront che serve proprio all'armonizzazione delle normative per ridurre le difficoltà di collaborazione tra le autorità giudiziarie".

Strage di Capaci, Fava: "Ipocrisia, poca sobrietà, molte fanfare e nessuna verità"

Il presidente della Commissione antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana, Claudio Fava, affida ad un lungo post sui social network il proprio pensiero sul trentennale della strage di Capaci e il proprio commento alle iniziative di questi giorni. "Trent'anni, d'accordo - dice -. Io però, sono sincero, sento il rischio che un velo d'ipocrisia avvolga questa giornata. La prima ipocrisia: una memoria senza verità è solo liturgia. E noi su Capaci (e su via D'Amelio) abbiamo verità minime, consolatorie, inoffensive. E un fatto, giudiziariamente acclarato, che la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rispondesse a urgenze ed interessi non solo mafiosi. Eppure sul ruolo che apparati dello Stato ebbero in quelle stragi sappiamo poco, pochissimo. A me di Falcone piacevano il tono sobrio e le idee concrete. Oggi, attorno alla sua morte, sento poca sobrietà, molte fanfare e nessuna verità".

Il discorso di Mattarella: "Falcone si fece guidare dalla visione che la Sicilia e il Paese si sarebbero liberati dalla mafia"

Sul palco il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Falcone non si abbandonò mai alla rassegnazione d'indifferenza, ma si fece guidare dalla visione che la Sicilia e e il Paese si sarebbero liberati dalla mafia. Era un grande magistrato, uomo con grande senso delle istituzioni. Non ebbe mai tentazione di distinguere le due cose. In qualunque ruolo ha contribuito con competenza e serietà allo stato di diritto. Anche attraverso la celebrazione di oggi viene rinnovato impegno contro mafia. Da quelle drammatiche esperienze si dovrebbe trarre insegnamento per il futuro".

"E' compito delle istituzioni prevedere per agire per tempo senza dover attendere il verificarsi di eventi drammatici. E' questa consapevolezza che dovrebbe guidare azione delle istituzioni. Con la stessa consapevolezza, stiamo affrontando stagione difficile, prima la pandemia poi la guerra. Ancora una volta sono in gioco valori fondanti della nostra convivenza. Raccogliere il testimone della missione di Falcone significa affrontare con la stessa lucidità le prove di oggi perché prevalga la giustizia"

Il ministro Lamorgese: "La mafia si adatta, bisogna essere sempre vigili"

"Bisogna essere molto vigili sempre perché le mafie hanno la possibilità e la voglia di adattarsi quindi bisogna capire quali sono le sembianze che assumono anche nella società civile anche nelle istituzioni e su questo dobbiamo essere molto attenti". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese nel suo intervento. "I proventi del denaro illecito rappresenta la protervia delle organizzazioni criminali. Le modifiche normative hanno avuto un seguito dopo il '92, dopo l'eccidio di Capaci, che ha determinato uno scatto della società civile. L'urlo di dolore e la non accettazione della violenza inaudita ha provocato una reazione perché si è compreso che la posta era altissima: si trattava di tutelare la libertà dei cittadini", ha concluso Lamorgese.

La vedova Schifani: "Uomini di Stato traditori"

La vedova Schifani: "Uomini di Stato traditori"

"Collaborate, fateci conoscere la verità". Un nuovo appello anche agli "uomini dello Stato che hanno tradito" viene lanciato, a trent'anni di distanza dalla strage di Capaci, da Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani, che ai funerali disse ai mafiosi: "Io vi perdono, però dovete mettervi in ginocchio". In un'intervista al Giornale radio Rai (Rai Radio1) afferma: "Direi di comportarsi degnamente, anche alle forze dell'ordine che indossano la divisa, di non sporcarla come hanno fatto in passato quelli che hanno tradito".

Morvillo: "La mafia avrà una fine se tutti insieme lo vorremo"

Sul palco del Foro Italico l'intervento di Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, moglie di Giovanni Falcone: "Oggi sentiamo dei gridolini contro la mafia, a differenza di allora quando dopo le stragi il grido antimafia si alzò forte. La mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà una fine, diceva Falcone. Io credo che questa frase vada completata: avrà una fine se tutti insieme lo vorremo".

Giusto Catania: "Impedire che i fantocci di Cuffaro e Dell’Utri governino Palermo, così si onora Falcone"

"Le parole di Fiammetta Borsellino, Alfredo Morvillo, Maria Falcone non possono lasciare indifferenti la società palermitana in vista del voto del 12 giugno". Inizia così la nota dell’assessore Giusto Catania, esponente di Sinistra Civica Ecologista. "L’indignazione popolare e la questione morale - dice Catania - non possono fermarsi sulla soglia della cabina elettorale. Il ritorno in grande stile dei più noti condannati per mafia sulla scena politica palermitana deve essere motivo di inquietudine e rappresenta un messaggio pericoloso per le nuove generazioni. Nel trentennale della strage di Capaci, l’unico modo per fare memoria ed onorare Giovanni Falcone è evitare che Cuffaro e Dell’Utri tornino a governare Palermo, piazzando i loro fantocci al governo della città".

Orlando: "Evitare che Palermo alle prossime elezioni possa tornare ad essere governata dalla mafia"

"Bisogna evitare che Palermo alle prossime elezioni possa tornare ad essere governata dalla mafia". Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando presente stamattina al Foro Italico per le commemorazioni delle stragi di Capaci e via D'Amelio. "Palermo - ha aggiunto - in questi anni ha costruito un percorso rivolto al rispetto dei diritti che contraddistingue il cambiamento culturale della città, è stata capace di liberarsi dal governo della mafia e per questo con forza dobbiamo impedire che torni a governare". Secondo Orlando, infatti, "è ambiguo ed inquietante che due persone che non hanno alcun ruolo politico, Cuffaro e Dell'Utri, abbiano costretto la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia a ritirare i propri candidati per scegliere un candidato indicato da Dell'Utri e Cuffaro". Orlando ha accolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tutti i ministri e le autorità presenti.

Lagalla: "Non parteciperò alle celebrazioni, contro di me linciaggio morale"

Trentennale Capaci, sindaci siciliani uniti per un minuto di silenzio alle 17.57

L’Anci Sicilia, in occasione del trentesimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone e Francesca Morvillo insieme agli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, invita i Sindaci siciliani, in aggiunta alle commemorazioni pubbliche in programma in tutto il Paese, a ritrovarsi virtualmente insieme, alle 17.57 del 23 maggio, per un minuto di raccoglimento accompagnato dalle note de “Il silenzio”, indossando la fascia tricolore, simbolo dell’unità nazionale e dei valori costituzionali.

“Perché ogni giorno sia 23 maggio e ogni giorno sia la giornata della legalità in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tutte le vittime delle mafie occorre avere in ogni momento gratitudine e ammirazione per la polizia e le forze dell’ordine e per tutti coloro che sono impegnati per contrastare la mafia e il suo sistema di potere politico, affaristico e criminale”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente dell’Anci Sicilia.

"Come amministratori, in quanto baluardo delle istituzioni sul territorio- aggiunge Orlando - abbiamo il dovere di garantire trasparenza ed uguaglianza di trattamento per tutti i cittadini, lavorando, quotidianamente con impegno e abnegazione al servizio dello Stato. Il prossimo 23 Maggio alle 17.57 uniamoci in un silenzioso abbraccio virtuale e teniamo vivala memoria, nella convinzione che il rispetto delle regole è la migliore azione di contrasto ad ogni forma di violenza e di sopraffazione”.

Il commento: Palermo non è più Beirut, cosa resta di Cosa nostra?

Il ministro dell'istruzione Bianchi: "Ricordo importante, puntare sui giovani"

Il ministro dell'istruzione Bianchi: "Ricordo importante, puntare sui giovani"

"Ricordare è importante. Oggi abbiamo più di mille ragazzi che sono venuti da tutta Italia: abbiamo più di 1.400 lenzuola fatte dalle scuole che ricordano quella che è la pedagogia della legalità. Il modo principale per sconfiggere la mafia è quello di portare qui i ragazzi di farli studiare, fare avere loro le parole di libertà contro la mafia". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, giungendo al Foro Italico di Palermo per la manifestazione del 30esimo anniversario della strage di Capaci organizzata dalla Fondazione Falcone.

Il commento: i funerali di Falcone e quei bambini respinti davanti a scuola

Draghi: "Grazie a Falcone paese più libero e giusto"

"A trent'anni dalla Strage di Capaci, il Governo ricorda con profonda commozione Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. La loro memoria è forte, viva, universale. Grazie al coraggio, alla professionalità, alla determinazione di Falcone, l'Italia è diventato un Paese più libero e più giusto. Falcone e i suoi colleghi del pool antimafia di Palermo non hanno soltanto inferto colpi decisivi alla mafia. Il loro eroismo ha radicato i valori dell'antimafia nella società, nelle nuove generazioni, nelle istituzioni repubblicane". Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nel trentennale della strage di Capaci. "Oggi dobbiamo continuare a far rivivere il senso più profondo dell'eredità di Falcone, nella lotta senza quartiere alla criminalità organizzata e nella ricerca della verità- aggiunge Draghi- Lo dobbiamo ai loro cari e ai cari di tutte le vittime dello stragismo mafioso".

Ferrandelli: “Trent’anni fa la mafia non ha vinto"

“Oggi ricorre il trentennale della strage di Capaci, da allora molto è cambiato. Quel 23 maggio 1992 fu un giorno triste, con la mafia che pensava di aver vinto, ma non aveva ancora fatto i conti con i palermitani e i siciliani che da allora combattono con molta più veemenza questo male. Quel giorno - ricorda il candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli - fu un vero e proprio spartiacque. Il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, degli uomini della scorta Vito Schifane, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, non fu inutile ma non dovevano pagare con la vita”. 

“Li ringraziamo per quanto fatto, dobbiamo portare avanti le loro lotte che sono diventate le nostre. Lotte che non vanno sbandierate solo nel giorno del ricordo, ma vanno portate avanti sempre. La mafia deve rimanere lontana dai posti di Governo e con noi lo sarà sempre e per sempre. Abbiamo scavato un solco netto che ci distingue in maniera netta e chiara da chi si accompagna con chi è stato condannato per mafia e cerca di far ripiombare l’intera città di Palermo nel passato. La mafia - conclude Ferrandelli - è una montagna di merda e come tale dobbiamo trattarla”.

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