Diretta

Borsellino, il 31° anniversario della strage tra veleni e polemiche: la diretta delle manifestazioni

Il 19 luglio del 1992 Palermo e l'Italia intera furono sconvolti dall'attento mafioso che uccise il giudice e i 5 agenti della sua scorta

In via D’Amelio, il 19 luglio 1992 alle ore 16.58 - a soli 57 giorni di distanza dalla Strage di Capaci - un boato sconvolse nuovamente Palermo e l’Italia intera. Un vile attentato mafioso uccise il giudice Paolo Borsellino e i cinque poliziotti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi. Solo l’agente Antonino Vullo sopravvisse all’esplosione. Oggi, nel giorno del 31° anniversario, il ricordo di questi uomini e donne rischia di essere "sporcato" da divisioni e polemiche. 

Via D'Amelio, l'omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della scorta - foto LaPresse

Cortei, messa e concerti per ricordare: gli eventi in programma per ricordare Borsellino

Da una parte c'è il "coordinamento 19 luglio", composto da numerose sigle e associazioni, che contesta apertamente il presidente del consiglio. Dall’altra il premier che dopo aver annunciato di voler omaggiare la figura di Borsellino "come ogni anno", poche ore prima di arrivare a Palermo ha deciso di non presenziare alla fiaccolata serale. Giorgia Meloni prenderà parte solo alle commemorazioni istituzionali, per il timore di incappare in pesanti proteste da parte di alcuni militanti. 
 

Barbagallo: "Commissione nazionale antimafia indagherà sul più grande depistaggio della nostra storia"

Barbagallo: "Commissione nazionale antimafia indagherà sul più grande depistaggio della nostra storia"

“Il più grande depistaggio della storia della Repubblica non può restare impunito. La strage con cui cosa nostra colpì e uccise il giudice Paolo Borsellino e i suoi agenti, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina è impressa nella memoria di tutti noi. Il nostro compito, a questo punto, è quello di andare in fondo e sono sicuro che, come da sempre sostenuto dal PD fin dall’avvio di questa commissione, dovremo assumerci la voglia e la responsabilità di cercare di far luce, a 31 anni di distanza, oltre che sul depistaggio anche sulle connessioni esistenti tra le altre stragi, il terrorismo nero e gli apparati deviati dello Stato”. Lo ha detto questo pomeriggio in via D’Amelio il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, componente dell’ufficio di presidenza della commissione parlamentare nazionale antimafia e anti terrorismo.

Barbagallo, con la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, ha partecipato alle iniziative in via D’Amelio rispettando il minuto di silenzio, scattato alle 16:58, orario della terribile deflagrazione dell’autobomba.

Ore 16,58: un minuto di silenzio in via D'Amelio

Ore 16,58: un minuto di silenzio in via D'Amelio

Ore 16.58: su via D'Amelio cala il silenzio nel momento esatta in cui, 31 anni fa, Cosa nostra fece esplodere una bomba che dilaniò i corpi di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. Un momento assai toccante in una via D'Amelio molto affollata. C'è chi tiene in mano un cartello con scritto: "Oggi siamo qui perché lo Stato è assente". 

Salvatore Borsellino: "Meloni aveva paura di contestazioni? Via D'Amelio luogo sacro"

"In via D'Amelio ho sempre accolto tutti, nel rispetto di quello che è un luogo sacro. Ho sentito dire che la premier Meloni aveva paura di contestazioni o di violenze, ma qui non ci sono mai state manifestazioni violente. Per quei personaggi verso i quali manifestiamo dissenso non facciamo altro che girarci di spalle e alzare le agende rosse. È un'azione violenta questa? Non credo". A dirlo è stato Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, a Palermo, rispondendo ai cronisti in via D'Amelio. "Per me a Palermo ci sono dei luoghi sacri - ha aggiunto -, uno è via D'Amelio e l'altro la caserma Lungaro (sede del reparto Scorte, ndr). Questi posti non devono essere turbati in nessuna maniera

Albero Falcone, partito il corteo "Basta Stato mafia"

Albero Falcone, partito il corteo "Basta Stato mafia"

Ha preso il via dall'Albero Falcone di Palermo il corteo 'Basta Stato mafia', organizzato dal Coordinamento 19 luglio - un cartello di associazioni che racchiude anche il movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, Our Voice, Cgil e Usb - per ricordare le vittime della strage di via D'Amelio. Circa duecento i partecipanti al corteo che si sta muovendo lungo via Notarbartolo in direzione via D'Amelio. Tra i partecipanti il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, e il responsabile nazionale Legalità della Cgil, Emilio Miceli. Ad accogliere il corteo sul luogo della strage sarà Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso e fondatore del movimento Agende rosse.

Il fratello di un agente della scorta morto in via D'Amelio: "Non vogliamo capri espiatori ma un briciolo di verità"

“Mia madre è morta e sul letto di morte mi ha stretto la mano e mi ha chiesto: ‘Perché è morto Claudio?’ Io da poliziotto non le ho saputo rispondere. Tanti ministri sono venuti a Palermo e mi hanno stretto la mano, ma in 31 anni non è cambiato nulla. Noi non vogliamo vendetta e capri espiatori ma verità e giustizia. Vogliamo un briciolo di verità”. A dirlo all’Adnkronos è Luciano Traina, fratello di Claudio, uno degli agenti di scorta di Paolo Borsellino morto nella strage di via D’Amelio.

Elly Schlein in via D'Amelio: "Serve una riscossa civile per il contrasto alle mafie"

Elly Schlein in via D'Amelio: "Serve una riscossa civile per il contrasto alle mafie"

La segretaria del Pd Elly Schlein è appena giunta in via D'Amelio per rendere omaggio alle vittime della strage di via D'Amelio. La leader dem si è fermata davanti all'albero della pace a parlare con i rappresentanti del centro studi Borsellino. "Il contrasto alle mafie parte dalla lotta per la giustizia sociale - ha detto - che sottrae terreno alla ricattabilità su cui le mafie scommettono e riesce in qualche modo a non lasciare soli i più fragili. Deve arrivare prima lo Stato, che deve stare accanto ad amministratore che sono entrato nel mirino delle mafie per il semplice fatto di far rispettare le regole. Il contrasto a Cosa nostra richiede tutte le istituzioni e a tutti i livelli il massimo impegno, ma serve anche una riscossa civile perché il contrasto alle mafie non passa solo dall'innalzare i presidi di legalità ma anche da un contrasto che parte dalla prevenzione, dalla cultura, da un grande investimento nell'educazione e nelle scuole". 

La premier Giorgia Meloni: "Ho cominciato a fare politica quando uccisero Paolo Borsellino"

"Ho cominciato a fare politica quando uccisero Paolo Borsellino, a poche settimane dall'omicidio di Giovanni Falcone". Così la premier Giorgia Meloni a margine del Comitato di Ordine e Sicurezza pubblica presso la Prefettura, nel giorno dell'anniversario della strage di Via D'Amelio. "Per me l'esempio di quegli uomini delle istituzioni rimane uno degli elementi più simbolici di quello che mi ha spinto a fare politica e di quello che mi ha portato dove sono oggi. Il senso della presenza oggi non è solo memoria, perché la memoria ha un senso e una ragione se si raccoglie quel testimone".

"Paolo vive", parte da piazza Vittorio Veneto la fiaccolata in memoria di Borsellino e della scorta

Anche giovani stranieri Erasmus ed Esc alle manifestazioni

Anche giovani stranieri Erasmus ed Esc alle manifestazioni

Ci sono anche i volontari e le volontarie internazionali del Corpo europeo di solidarietà e i giovani del programma Erasmus+, oggi in via D'Amelio e alle manifestazioni per ricordare la strage. I giovani e le ragazze, di età compresa fra i 16 e i 25 anni, a Palermo per diverse attività finanziate dai programmi comunitari e coordinati dall'associazione InformaGiovani, e non hanno voluto mancare a questo momento di impegno e partecipazione, dopo aver incontrato i propri coetanei e aver partecipato alle attività di alcuni centri giovanili cittadini.

Tre di loro, Darya della Bielorussia, Laura e Sheila dalla Spagna, sono a Palermo dallo scorso inverno e rimarranno ancora per alcuni mesi. Svolgono il loro servizio di volontariato presso l'InformaGiovani e presso i centri giovanili di San Giovanni Apostolo e al Centro Tau del quartiere Zisa. Altri di loro, provenienti dalla Francia, la Macedonia e il Portogallo, stanno partecipando a degli incontri con i coetanei delle associazioni Zen Insieme e San Giovanni Apostolo per elaborare una Carta Europea degli spazi e della partecipazione giovanile.

Per le tre volontarie del Corpo Europeo di Solidarietà "vivere una esperienza di volontariato sociale a Palermo ci ha portato ovviamente a conoscere molto della storia della mafia e dell'impegno dell'antimafia. Non potevamo non essere oggi con i nostri coetanei e amici di Palermo in questo momento così importante della lotta contro la criminalità. Anche questa è per noi una esperienza umana e formativa che porteremo sempre con noi". Le volontarie saranno presenti anche oggi pomeriggio al corteo dall'albero Falcone e poi in via D'Amelio.

Il sindaco Roberto Lagalla: "Un doloroso ricordo, una memoria ancora viva"

Il sindaco Roberto Lagalla: "Un doloroso ricordo, una memoria ancora viva"

"Questa mattina nel 31esimo anniversario della strage di via D’Amelio, siamo stati onorati dalla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla commemorazione alla caserma Lungaro - ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla -. Sono convinto che il rispetto della memoria, l’impegno leale per le istituzioni, sono le principali condizioni di un’antimafia popolare e sincera, inclusiva e pedagogica, capace di divenire volano di sempre più diffusi e condivisi comportamenti virtuosi. Oggi commemoriamo, con commozione e rimpianto, la tragica uccisione mafiosa di Paolo Borsellino e della sua scorta: un doloroso ricordo, una memoria ancora viva, un’auspicabile occasione per sostituire alla discordia delle raffigurazioni l’unità degli intenti e l’ispirazione del nostro vivere comune. Ringrazio la presidente per la sua presenza e per l’attenzione che il governo nazionale rivolge al nostro territorio". 

L'assessore Edy Tamajo: "Rifiutare la mafia ogni giorno senza scadere nella retorica"

L'assessore Edy Tamajo: "Rifiutare la mafia ogni giorno senza scadere nella retorica"

"Il ricordo della strage di via D'Amelio - dice l'assessore alle Attività produttive della Regione Edy Tamajo, alla caserma Lungaro in rappresentaza del presidente Renato Schifani - è doveroso e ci sprona a proseguire in quel percorso di ricerca della verità che, dopo 31 anni, deve portarci finalmente a fare piena luce su una delle pagine più drammatiche della nostra storia repubblicana. Ottenere la verità significa rendere giustizia ai familiari del giudice Borsellino e a quelli degli agenti della sua scorta, ma vuol dire anche dare un segnale forte a tutti quei cittadini onesti che, seguendo il loro esempio, rifiutano ogni giorno i disvalori mafiosi e continuano a rendere onore a queste figure senza scadere nella retorica". 

Il presidente della Regione Renato Schifani: "Impegno quotidiano per onorare la sua memoria"

Il presidente della Regione Renato Schifani: "Impegno quotidiano per onorare la sua memoria"

"Sono passati trentuno anni, ma non si è ancora rimarginata la profonda ferita inferta alla Sicilia e all'Italia intera dalla strage di via D'Amelio - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani -. Senso dello Stato e della giustizia, dignità e rettitudine, accompagnati da un impegno indefesso contro ogni tipo di mafia e di illegalità, hanno reso il dottor Borsellino un esempio che rimarrà indelebile nella nostra storia. Per onorare davvero la sua memoria dobbiamo impegnarci tutti quanti, ognuno nel proprio ruolo, nel portare avanti quelli che erano i suoi valori. E, allo stesso tempo, dobbiamo pretendere che venga fatta piena luce su quegli anni bui, perché senza verità non potrà mai esserci giustizia, come ci ricordano le famiglie delle vittime alle quali esprimo tutta la mia vicinanza". 

I bambini palermitani stretti intorno all'albero della pace colorano via D'Amelio

Oltre 250 bambini provenienti da vari quartieri della città stanno colorando via D'Amelio. Con insegnanti e tutor, si sono riuniti attorno all'ulivo, l'albero della pace, per l'iniziativa ludico-educativa "Coloriamo via D'Amelio". Le attività sono coordinate, per conto del Centro studi Borsellino, da Viviana La Rosa, docente di pedagogia dell'università Kore di Enna. Coinvolte varie associazioni tra cui, Zen Insieme, A casa ancora di Ballarò, Associazione San Giovanni apostolo, Associazione il Quartiere di Monreale 

Il ministro Nello Musumeci: "L'esempio di Borsellino, un testamento per tutti i giovani"

"Potrei anche morire da un momento all'altro, ma morirò sereno pensando che resteranno giovani come voi a difendere le idee in cui credono: ecco, in quel caso non sarò morto invano". Paolo Borsellino, Siracusa 1990, alla Festa Nazionale del Fronte della Gioventù. "Un testamento per tutti i giovani, senza distinzioni, perché la lotta alla mafia non deve conoscere divisioni di parte". Lo scrive sui social il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri: "Le vittime della strage di via D'Amelio sono un esempio da seguire ogni giorno"

"Il 19 luglio 1992 la terribile strage di via d'Amelio a Palermo che, con una violenza inaudita, strappò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina". Così su Facebook il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Roma ricorda con grande commozione le vittime di quel tragico attentato - aggiunge - il loro coraggio e l'impegno nella lotta contro la mafia. La loro dedizione nel perseguire la giustizia e la legalità è per tutti noi un esempio da seguire ogni giorno". 

Giorgia Meloni a San Domenico, il "Pantheon" dei siciliani illustri: l'omaggio a Giovanni Falcone

L'ex magistrato del pool antimafia Guarnotta: "In via D'Amelio non ebbi il coraggio di vedere Paolo per l'ultima volta"

"Ricordo perfettamente dove ero domenica 19 luglio 1992 ma anche dove non ero il giorno prima, sabato 18, e cioè nell'ufficio del nostro bunkerino, dove Paolo Borsellino era venuto a trovarmi ma non ci incontrammo perché ero al mare con la mia famiglia". E' il ricordo di Leonardo Guarnotta, il magistrato che fece parte del pool antimafia di Falcone e Borsellino. 

"Il pomeriggio del 19 luglio 1992 ero con la famiglia in una località balneare vicino Palermo e stavo guardando la tv. Improvvisamente il programma venne interrotto per una edizione straordinaria del Tg1. Fu così che appresi la sconvolgente notizia dell'attentato dinamitardo che aveva ucciso Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli, mentre un altro agente, Antonino Vullo, era sopravvissuto, anche se in gravi condizioni. Allo sgomento iniziale seguirono un moto irrefrenabile di rabbia, di disperazione ed un lancinante dolore fisico".

"Tornai a Palermo guidando, tra mille pensieri, verso via D'Amelio. Mi trovai in mezzo ad uno scenario apocalittico, un ammasso di autovetture saltate in aria, insieme alla Fiat 126 rubata e carica di tritolo, come si apprenderà nel corso delle indagini, lamiere contorte, balconi e finestre dell'edificio, in cui abitavano la madre e la sorella di Paolo, lesionati o divelti dalla forte esplosione sino al quinto piano. In giro resti umani, persino tra i rami di un albero. Confesso di non avere avuto il coraggio di vedere, per l'ultima volta, Paolo, il cui corpo era stato devastato dalla esplosione, perché̀ ho preferito ricordarlo come l'avevo conosciuto e avevo imparato a volergli bene".

Anche l'ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris a Palermo per Borsellino

L'ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris è oggi a Palermo dove parteciperà in via D'Amelio alle commemorazioni. "Una strage non solo mafiosa - dice - ma voluta e poi coperta da pezzi di Stato che volevano trattare con cosa nostra, entrare sempre di più nel cuore dello Stato e avere nuovi e affidabili interlocutori politici. Oggi le mafie sono sempre più penetrate nel profondo delle istituzioni del nostro paese".

"Accettare la convivenza con le mafie - aggiunge de Magistris - significa uccidere anche la memoria di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Fuori la mafia dallo Stato è il grido che unisce le agende rosse e il mio abbraccio con Salvatore Borsellino è la sete di giustizia che infiamma il mio corpo".

La premier Meloni incontra Manfredi Borsellino e le famiglie delle vittime di Cosa nostra

Dopo un saluto con il capo della polizia Vittorio Pisani, la premier presente alla caserma Lungaro ha avuto un incontro e un colloquio con Manfredi Borsellino, poliziotto e figlio del giudice Paolo. Quindi ha deposto una corona d'alloro per i caduti nelle stragi di mafia, fermandosi per un colloquio con i familiari. Poi la presidente del Consiglio si è spostata al cimitero di Santa Maria di Gesù, per rendere omaggio alla tomba della famiglia Borsellino. 

Giorgia Meloni arrivata alla caserma Lungaro, l'omaggio alle vittime di mafia

La premier Giorgia Meloni è arrivata pochi istanti fa alla caserma Lungaro di Palermo per rendere omaggio alle vittime della strage di via D'Amelio nel giorno in cui ricorre il 31esimo anniversario. Subito dopo la premier prenderà parte a un comitato sull'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.

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