Ricorso contro Ztl, Catania: "Si parla di mobilità sostenibile e mettono mano alla pistola"

Dure parole dell'assessore all'annuncio di Confcommercio di volersi rivolgere al Tar: "Fosse per loro avremmo ancora le auto davanti a Palazzo delle Aquile". Di Dio replica piccata: "Ritengo chiusa, in attesa di scuse ufficiali, la mia interlocuzione istituzionale"

L'assessore Giusto Catania

Comune e Confcommercio sempre più ai ferri corti. Oggetto della discussione, ancora una volta, la zona a traffico limiitato. O meglio, nel caso specifico, l'estensione dei divieti. Un primo scontro riguarda il provvedimento in sè, infatti l'associazione di categoria ha annunciato che ricorrerà al Tar. Il secondo, invece, nasce dalle parole usate dall'assessore Catania per commentare l'iniziativa. "Tutte le volte che si parla di mobilità sostenibile mettono mano alla pistola", ha detto all'Ansa. Immediata la replica di Patrizia Di Dio, presidente dei commercianti: "Espressione antidemocratica".

Ztl di notte, Confcommercio va allo scontro col Comune

Catania definisce il ricorso "una scelta legittima che rispetto e non mi stupisce, infatti tutte le volte che si parla di mobilità sostenibile mettono mano alla pistola. Confcomercio ha organizzato le manifestazioni contro via Maqueda pedonale, si è schierata contro l'itinerario arabo normanno e ha fatto ricorso perfino contro il Piano Urbano della Mobilita' sostenibile (PUMS) del Comune di Palermo. Fosse dipeso da Patrizia Di Dio, Roberto Helg e da qualche altro rappresentante di categoria avremmo ancora le automobili parcheggiate davanti Palazzo delle Aquile. Fortunatamente è aumentata la consapevolezza tra i commercianti che in gran parte, contrariamente a quello che appare - sottolinea Catania - pensano che limitare il traffico veicolare privato faccia bene alla salute, alla qualità dell'aria e anche alle attività produttive. Ci sono organizzazioni di categoria che, invece di occuparsi di tutelare i piccoli esercenti stritolati dalla grande distribuzione organizzata e dal commercio online, stanno perseguendo un disegno politico e pensano di recuperare la crisi di rappresentanza alzando la voce contro le politiche di mobilità del Comune".

"Mettere mano alla pistola? Davvero l’assessore comunale Giusto Catania può permettersi di utilizzare certe espressioni per commentare la presentazione di un ricorso al Tar con il quale Confcommercio si è limitata a esercitare un diritto costituzionalmente garantito a tutti?", tuona Di Dio. "E’ questo - prosegue - l’alto senso democratico che pervade l’azione di un assessore in una città come Palermo che troppo spesso ha pianto per ben altri colpi di pistola? Sono esterrefatta come donna, come cittadina e come rappresentante di una importante istituzione che garantisce le imprese del commercio nella quinta città d’Italia. Ritengo chiusa, in attesa di scuse ufficiali, la mia interlocuzione istituzionale con l’assessore alla Mobilità, che con le sue parole si colloca al di fuori dalla dialettica liberale e democratica e invito il Sindaco e tutta la politica locale a prendere le distanze da Giusto Catania e a interrogarsi sull’adeguatezza dello stesso al ruolo di governo che ricopre. Rinuncio anche a smentire le tante cose non vere e finanche offensive contenute nella sua nota, con la quale si ostina a volere imporre il proprio punto di vista su un provvedimento che - secondo un recente sondaggio - è stato avversato dall’87% dei palermitani”.

"Patrizia Di Dio - controreplica Catania - fa una polemica pretestuosa. È comprensibile a tutti che l'espressione 'mettere mani alla pistola' sia una metafora e contemporaneamente una citazione. Accostare questa espressione ai morti di mafia della nostra città è assolutamente fuori luogo e irrispettoso per le tante vittime di Palermo".

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