Ztl di notte, dopo il "semaforo verde" del Tar il Comune accelera: "Divieti già nel weekend"

Ordinanza formalmente in vigore: "Il tempo di sistemare la segnaletica e la applicheremo". Così l'assessore alla Mobilità, che parla di "bontà delle motivazioni giuridiche e ambientali". Per i giudici sono fondati i timori su "traffico e inquinamento". Confcommercio: "Partita aperta, faremo appello"

Uno dei varchi della Ztl

Potrebbe scattare già nel weekend la Ztl notturna in centro storico. Incassato il via libera del Tar, che oggi ha respinto il ricorso di Confcommercio, il Comune spinge il piede sull'acceleratore per "riuscire ad attivare la misura di limitazione del traffico il 28 e 29 febbraio. L'ordinanza è formalmente in vigore, il tempo di sistemare la segnaletica e la applicheremo". Ad annunciarlo è l'assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, che sottolinea: "Il Tar ha riconosciuto la bontà delle motivazioni, giuridiche e ambientali, per istituire la Ztl notturna".

Ma cos'è che ha convinto il Tar a dare "semaforo verde" dopo aver sospeso, con ordinanza monocratica, l'ordinanza del Comune? Scrive il collegio giudicante composto da Calogero Ferlisi (presidente), Roberto Valenti (consigliere estensore) e Autora Lento (consigliere): "Il ricorso non appare - allo stato - assistito da sufficiente fumus boni iuris (parvenza di fondatezza, ndr), tenuto conto delle articolate memorie difensive prodotte dalle altre parti costituite, con particolare riferimento alla evidenziata natura essenzialmente sperimentale delle modifiche apportate al disciplinare tecnico della Ztl, con la previsione della mera estensione temporale delle limitazioni del traffico veicolare, già vigenti per l’orario diurno, anche in orario serale-notturno".

Inoltre viene sottolineato che "le parti resistenti (Comune, Amat e Legambiente, ndr) hanno depositato copiosa documentazione" a favore dell’estensione della Ztl, "in ragione del considerevole flusso di traffico che si registrerebbe all’interno del centro storico nelle ore serali-notturne dei fine settimana, con incremento significativo degli indici di inquinamento acustico ed atmosferico". Ad un altro motivo di ricorso, la mancata emanzione del regolamento della Ztl (previsto da una legge regionale), il Tar afferma che "non appare rilevante, trattandosi di mera diversa articolazione dell’orario di operatività, per soli alcuni giorni della settimana (coincidenti con il fine settimana)".

I giudici amministrativi considerano sufficiente il "piano di incremento per le corse notturne degli autobus, con istituzione di apposite ulteriori linee con tariffazione agevolata (biglietto unico); nonché la recente convenzione con il servizio taxi per il trasporto a tariffa agevolata per l’utilizzo collettivo".

Però mettono in guardia il Comune sulla natura sperimentale della Ztl notturna "per un periodo non superiore ad un anno, anche in assenza di specifiche indicazioni nel contenuto dei provvedimenti impugnati e nelle more dell’eventuale aggiornamento del Piano generale traffico urbano". Il Tar ha fissato al 9 giugno l’udienza finale sulla Ztl diurna, impugnata da Confcommercio nel 2016, che potrebbe avere ricadute anche sulle limitazioni al traffico nelle ore notturne dei weekend. 

Ed è proprio su questi due aspetti che Confcommercio intende giocarsi le sue carte per ribaltare tutto in appello. "Accogliamo con favore la decisione del Tar di limitare a un anno la durata della sperimentazione della Ztl notturna. E' un importante risultato che si aggiunge allo stop sinora ottenuto. Per il resto, prendiamo atto con molto rispetto dell’ordinanza collegiale dei giudici amministrativi sulla richiesta di sospensiva, riservandoci di presentare appello cautelare con il preciso obiettivo di continuare a sostenere le ragioni dei commercianti di Palermo che con l’entrata in vigore della Ztl notturna rischiano pesanti ripercussioni economiche" afferma la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio. 

"Con il provvedimento emesso oggi dal Tar Sicilia, che potrà essere riesaminato in sede di appello - aggiunge l’avvocato Alessandro Dagnino, legale di Confcommercio - otteniamo già due importanti risultati: il primo è che il Tar ha stabilito che la sperimentazione della Ztl notturna potrà durare al massimo un anno, laddove invece il provvedimento della Giunta non apponeva nessun termine; in secondo luogo, i giudici hanno affermato che l’istituzione della Ztl notturna altro non è che 'una mera estensione temporanea delle limitazioni al traffico' previste con l’istituzione della Ztl centrale nel 2016, evidenziando che l’eventuale accoglimento del ricorso contro la Ztl diurna, che sarà trattato nel merito all’udienza del prossimo 9 giugno, farebbe automaticamente decadere anche la Ztl notturna. La partita, dunque, è ancora aperta".

Dall'altra parte della barricata, invece, l'assessore Catania ribadisce che "su tutti e sei i motivi di ricorso il Tar ha dato ragione al Comune". Quindi prosegue: "E' ormai evidente che la mobilità sostenibile e le politiche ecologiche siano un vantaggio anche per le attività economiche e questo sarà presto chiaro anche per gli esercenti che si sono opposti alla Ztl notturna. Voglio esprimere un sentito ringraziamento agli avvocati che hanno sostenuto le ragioni di questo provvedimento e a tutti dirigenti e i funzionari dell’amministrazione comunale e di Amat che hanno lavorato per rendere chiaro che questa misura, oltre che utile, è anche corretta sul piano formale".

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L’avvocato Luigi Raimondi, che ha assistito residenti del centro storico, associazioni e imprenditori, conclude: "Sono particolarmente orgoglioso di questo successo conseguito per i residenti del centro storico le cui condizioni di vivibilità trarranno certamente beneficio dall'allentamento della pressione veicolare. L'ordinanza è una piccola sentenza, interamente imperniata sull'assenza di fumus boni iuris (parvenza di fondatezza). E' riconosciuto l'incremento significativo degli indici d'inquinamento acustico ed atmosferico ed il potenziamento del servizio di trasporto pubblico. Quanto alla natura sperimentale del provvedimento non si tratta dell'accoglimento di una tesi dei ricorrenti (che anzi l'hanno contestata) ma della espressa natura del provvedimento indicata nella delibera del Comune".

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