Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Zone franche montane, negli elenchi rientreranno in tutto 159 comuni

Il governo Musumeci dà via libera alla perimetrazione. L'individuazione dei paesi ha tenuto conto delle aree particolarmente svantaggiate, per altitudine, densità abitanti e tasso di spopolamento in relazione ai criteri previsti dal progetto di legge-voto, già approvato dall’Ars nel dicembre del 2019

Il governo Musumeci nel corso dell’ultima riunione di giunta ha approvato la proposta di perimetrazione delle Zone franche montane siciliane elaborata dall’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano. L'individuazione dei comuni ha tenuto conto delle aree particolarmente svantaggiate, per altitudine, densità abitanti e tasso di spopolamento in relazione ai criteri previsti dal progetto di legge-voto, già approvato dall’Ars nel dicembre del 2019.

Sono in tutto 159 i Comuni siciliani che rientreranno fra le Zone franche montane e che potranno usufruire dei benefici previsti dalla legge in termini di fiscalità di vantaggio e contributi sociali. 

Un primo elenco comprende i 117 Comuni che hanno una popolazione residente inferiore ai 15mila abitanti (sulla base di rilevazione Istat 2020) e con un territorio con oltre il 50 per cento della superficie totale posto ad almeno 500 metri sul livello del mare: 44 sono in provincia di Messina, 37 a Palermo, 15 a Catania, 8 a Enna, 5 a Siracusa, 3 nel Nisseno e nell'Agrigentino e due a Ragusa. 

Un secondo elenco comprende complessivamente 42 Comuni situati in aree densamente edificate e poste sempre al di sopra di 500 metri sul livello del mare, con meno di 15 mila abitanti, ma nei quali sono presenti fenomeni di spopolamento calcolati in funzione dell’andamento demografico degli ultimi 50 anni. Di questi: 10 ricadono nella provincia di Palermo, 7 nell'Agrigentino, nel Messinese e nell’Ennese, 6 a Caltanissetta, 3 a Catania, e uno a Ragusa e a Trapani.

Spetta sempre al Parlamento nazionale il via libera alla legge di istituzione delle Zone franche montane sull'Isola. E in tal senso, nei mesi scorsi il presidente della Regione Nello Musumeci aveva scritto, congiuntamente al presidente dell’Ars, una nota ai presidenti del Senato e della Camera per risollecitarne l'approvazione.

"Adesso si esprimano i due rami del Parlamento in quanto la fiscalità di sviluppo proposta dal Comitato è integralmente compatibile con le vigenti disposizioni legislative e regolamentari, nazionali e comunitarie. Non ci sono impedimenti". A dichiarlo è Vincenzo Lapunzina, coordinatore regionale del comitato per l’istituzione delle Zone franche montane in Sicilia, composto dall’associazione Zfm Sicilia e dagli amministratori dei Comuni interessati alla norma.

Associazione e amministratori da oltre 2353 giorni sono impegnati in una battaglia di civiltà, finalizzata alla fiscalità di sviluppo da destinare agli operatori economici che ancora resistono e hanno sede legale e operativa al di sopra dei 500 meri sul livello del mare, in Comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. L’iniziativa è rivolta ovviamente anche a chi intende trasferire la sede legale ed operativa della propria attività imprenditoriale.

"La misura di politica economica - continua Lapunzina - approvata all’unanimità dal Parlamento regionale è finalizzata al rilancio delle zone interne dell’isola e così contrastare il lento processo di spopolamento che perdura da tempo. E' parte fondante del progetto di vita comune a cui stiamo lavorando e che presenteremo nelle prossime settimane. Dalle interlocuzioni avute con la Sottosegretaria di Stato al Mef, Alessandra Sartore e il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Luciano D’Alfonso, - conclude Lapunzina - per la fase di avvio sarebbero state individuate le risorse da destinare alla norma. Non sono bastevoli ma serviranno per dare la possibilità a chi ancora resiste di guardare al futuro con fiducia. In attesa che tra la Regione e lo Stato si definisca di destinare legittimamente il cespite tributario dell’Iva all’importazione, maturata in Sicilia, al finanziamento strutturale della legge".

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