Zona industriale di Brancaccio, sì al rifacimento strade e illuminazione pubblica

A giugno, e comunque dopo il lockdown, partirà il cantiere di lavori dell'appalto aggiudicato alle aziende catanesi vincitrici della gara

Il centro direzionale Asi a Brancaccio

Miglioramento dell’impianto di illuminazione e strade in via di sistemazione nella zona industriale di Brancaccio. A giugno, e comunque dopo il lockdown, partirà il cantiere di lavori dell'appalto aggiudicato alle aziende catanesi vincitrici della gara. A distanza di due mesi dal bando dell'Irsap, istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive (7 febbraio 2020), è stata aggiudicata la gara di appalto per i lavori di ‘miglioramento e adeguamento al codice della strada della viabilità interna dell'agglomerato industriale di Brancaccio e sistemazione dell'impianto di pubblica illuminazione’ per un importo finanziato di oltre 2 milioni di euro con fondi del ‘Patto per lo sviluppo del Sud’.

La gara si è svolta i primi di aprile in tempi brevissimi in forza del decreto Sblocca cantieri con una procedura veloce: la Commissione della sezione territoriale dell’Urega di Palermo - che ha esaminato i nominativi delle 210 imprese partecipanti - ha formulato la proposta di aggiudicazione nei confronti del concorrente primo in graduatoria, ovvero l’associazione temporanea di imprese Acogen Srl - Tires Srl con sede della capogruppo a Catania. Prossima tappa sarà la fase di verifica a cura del Rup e poi l’aggiudicazione definitiva ed entro 35 giorni si procede con la firma del contratto con la ditta vincitrice, presumibilmente entro il mese di giugno.

Il progetto, a cura dell’Irsap, redatto dall’ingegnere Salvatore Callari e dal geometra Giuseppe Cicero, prevede il miglioramento complessivo dell’area con la sistemazione della pavimentazione stradale, l’installazione e la sistemazione della segnaletica stradale orizzontale e verticale, la sistemazione delle caditoie, la manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione, la sostituzione delle armature stradali con lampade a Led e la potatura degli alberi. Le strade interessate dagli interventi sono: via Enrico Ferruzza, via Filippo Pecoraino e suo prolungamento, via Enrico Mattei, via Salvatore Corleone (dal ponte di via Giafar all’incrocio con la via Zaban), via Michele Utveggio, via Ingham, via Giovan Francesco Langer, via Vittorio Zaban, via Vittorio Ducrot e via Testasecca.
Le stesse strade trasferite al Comune di Palermo per effetto dell’emendamento contenuto nel collegato alla Finanziaria regionale 2018 che di fatto modifica l’articolo 19 della Legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 e prevede il trasferimento delle strade della zona industriale di Brancaccio (come delle altre siciliane) al Comune di Palermo in quanto già classificate ‘strade locali e strade comunali ai sensi del Codice della strada’.

“L’agglomerato industriale di Brancaccio, divenuto ormai molto frequentato per la presenza di attività commerciali, attendeva una riqualificazione che potesse migliorare le strade e assicurare maggiore sicurezza grazie al miglioramento dell’impianto di illuminazione orientato al risparmio energetico – spiega il commissario ad acta Irsap Giovanni Perino - . Nell’agglomerato ricade anche il Centro direzionale dell’ex Asi di Brancaccio in via Ferruzza, che da gennaio 2019 è un bene patrimoniale nella disponibilità della Regione siciliana, ovvero da quando si è concluso il procedimento di acquisizione al patrimonio regionale (articolo 13 legge regionale 8 dell’8 maggio 2018)”.

“Auspichiamo fortemente  - sottolinea Perino - la realizzazione dell’importante progetto di destinazione dell’area Asi di Brancaccio annunciato dall’Assessorato regionale Economia nel settembre 2018, e cioè è quella di ospitare il ‘Data Center regionale di Sicilia digitale’, che oltre a consentire la riqualificazione del centro consentirebbe il ripopolamento della zona e metterebbe fine al degrado e al pericolo costante di furti e danneggiamenti più volte segnalati alla proprietà e agli inquirenti che hanno seriamente compromesso gli edifici e messo a rischio la struttura oltre che la sicurezza del personale in servizio”.

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