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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Volo cancellato, passeggera bloccata a Milano: Ryanair condannata perché non offre volo alternativo

La compagnia ha rimborsato il biglietto e pagato una notte in albergo, ma per tornare a Palermo la donna ha trovato una possibilità solo dopo 48 ore ed è stata costretta a sostenere le spese per un altro viaggio ed un'ulteriore notte in hotel. Il giudice di pace ha riconosciuto il diritto al risarcimento

Il volo da Milano a Palermo era stato cancellato dopo ore di ritardo da Ryanair e G. T. era così rimasta bloccata in Lombardia. La compagnia le aveva pagato una notte in albergo e anche il rimborso del biglietto, senza però preoccuparsi della riprotezione su un volo alternativo per rientrare a casa. Cosa che la donna aveva dovuto fare, ma a sue spese e pagandosi anche un'ulteriore notte in hotel. Secondo il giudice di pace, l'azienda irlandese non avrebbe rispettato tutti i diritti della passeggera e per questo l'ha condannata a versarle 342,42 euro, di cui 250 a titolo di risarcimento del danno, nonché a sostenere le spese di lite, quantificate in 238,50 euro.

La sentenza è stata emessa nelle settimane scorse dal giudice della prima sezione civile, Elena Tuccio, che ha accolto le tesi dell'avvocato Vincenzo Inglima, che assiste la viaggiatrice. Ryanair si è difesa sostenendo prima di tutto che la competenza sarebbe stata del giudice irlandese e non di quello italiano e poi che il volo sarebbe stato cancellato per un malfunzionamento dei radar, fatto che rivestirebbe un carattere di "eccezionalità" e dunque "non previsto e non prevedibile", negando quindi il diritto al rimborso delle spese e al risarcimento.

G. T. aveva prenotato un volo con la compagnia sulla tratta Milano Malpensa-Palermo per il 3 aprile del 2018, con partenza alle 18.30. In aeroporto però Ryanair aveva prima comunicato un ritardo, posticipando la partenza alle 21, e poi annunciato la cancellazione. Alla passeggera palermitana era stato offerto il trasferimento in hotel, il pernottamento, oltre al rimborso per il volo saltato. Non, tuttavia, la riprotezione su un volo alternativo. G. T. aveva così dovuto cercare lei stessa un volo per rientrare a casa: il primo utile era però il giorno successivo, il 5 aprile 2018, alle 14.40 e con la Easyjet, che aveva pagato 103,71 euro ed era stata quindi costretta a dormire un'ulteriore notte in albergo (spendendo 59 euro). Aveva poi chiesto il rimborso di tutte le spese sostenute oltre al risacimento, ma Ryanair si era rifiutata di pagare.

Il giudice ha prima di tutto chiarito che sarebbe infondata la questione legata alla giurisdizione perché "nelle controversie tra il consumatore e il professionista, il foro esclusivo è quello in cui risiede il consumatore, che territorialmente competente a decidere la controversia in esame è il giudice adito dall'attore, ossia il giudice di pace di Palermo".

La compagnia aerea, si legge nella sentenza, ha documentato il presunto guasto dei radar con articoli pubblicati on line e un comunicato stampa in inglese dell'Eurocontrol, l'azienda che gestisce le apparecchiature. "In assenza di alcuna attestazione dell'autorità aeroportuale di partenza o dell'Enac - afferma il giudice - (la documentazione, ndr) non è da sola sufficiente a comprovare l'impossibilità della partenza il 3 aprile 2018 alle 18.30 in tutta sicurezza e, quindi, la presenza di una circostanza eccezionale, atta ad escludere la reponsabilità della compagnia aerea". Per questo "la compagnia deve ritenersi responsabile della cancellazione del volo".

Il giudice ha poi riconosciuto che effettivamente Ryanair aveva provveduto al rimborso del biglietto per il volo non effettuato (con 106,86 euro) e per la sistemazione in albergo per una notte, ma "nessuna prova ha fornito in ordine all'assistenza prestata per l'imbarco su volo alternativo" e "ne deriva che G. T. ha diritto alla compensazione pecuniaria" prevista dal codice della navigazione.

Nello specifico a G. T. spettano 250 euro di risarcimento perché la tratta è inferiore a 1.500 chilometri, il rimborso del prezzo del nuovo biglietto acquistato per 87,71 euro, ma - visto che la viaggiatrice aveva già ottenuto 106,86 euro da Ryanair - diventano 18,87 euro, oltre a 14,55 euro per il trasporto del bagaglio e a 59 euro per la seconda notte in albergo. Totale 342,42 euro, oltre alla rivalutazione e gli interessi.

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