Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Polizia palermitana contro i bulli del web: "Pubblicare foto sgradite può creare problemi"

Farà tappa lunedì in piazza Verdi "Vita da social": è la più importante e imponente campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori

Fa tappa a Palermo, lunedì prossimo alle 9 a piazza Verdi, la più importante e imponente campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori, in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e del garante per l'Infanzia e l'adolescenza. Un progetto che nel corso delle precedenti edizioni ha raccolto un grande consenso: gli operatori della polizia postale e delle comunicazioni hanno incontrato oltre 1 milione e 300mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 147.000 genitori, 82.500 insegnanti per un totale di 10.750 istituti scolastici, 39.000 chilometri percorsi e 190 città raggiunte sul territorio e due pagine Twitter e Facebook con 121.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.

L'obiettivo dell'iniziativa - denominata "Vita da social" - è prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un'opera di responsabilizzazione in merito all'uso della 'parola'. Gli studenti attraverso il diario di bordo e l'hastag #unaparolaeunbacio potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo. Da Milano a Palermo, attraversando lo stivale con un truck allestito con un'aula didattica multimediale, gli operatori della polizia postale per l'intero anno scolastico incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età.

"L'iniziativa dimostra ancora una volta quanto la polizia di Stato sia attenta all'universo giovanile e alle dinamiche, spesso apparentemente complicate, che ne caratterizzano il vissuto - dice il questore di Palermo, Renato Cortese-. Numerosi e particolarmente insidiosi sono, oggi, i pericoli cui gli adolescenti sono esposti, non ultimi quelli derivanti dall'interazione con la rete. Per le nuove generazioni il web è uno spazio estremamente familiare e accessibile e, sicuramente, pieno di opportunità se usato consapevolmente, ma può essere altrettanto pericoloso in assenza di un'adeguata preparazione e diventare causa di disagio o di traumi emotivi tra i giovani".

"Pubblicare in rete, ad esempio, una foto sgradita - dice ancora- può ingenerare nella giovane vittima un forte stato di disagio, così come essere destinatario di messaggi e mail dal contenuto offensivo. Per evitare che ciò accada - conclude Cortese- abbiamo lanciato questa nuova campagna di sensibilizzazione, attraverso la quale ci proponiamo, e siamo sicuri di riuscirci, di rendere più sicuro e consapevole tra i giovani l'uso della rete e delle nuove tecnologie informatiche". Secondo una recente indagine di Skuola.net e Osservatorio nazionale adolescenza sul corretto uso di internet, su circa 8mila adolescenti di 18 regioni italiane, il fenomeno è in crescita. Analizzando la fascia del campione tra i 14 e i 18 anni, salgono, infatti, al 28 per cento le vittime di bullismo (nel 2016 erano il 20 per cento), mentre circa l'8,5 per cento è preso di mira sul web e sui social (6,5 per cento lo scorso anno). Infine, circa l'80 per cento di questi ultimi, è oggetto di insulti e violenze sia nella vita online che in quella reale. 

L'incidenza del bullismo 'offline' è ancora nettamente maggiore: tra le vittime, il 46 per cento ha pensato almeno una volta al suicidio e il 32 per cento ha messo in atto condotte autolesive. Il 75 per cento delle vittime di bullismo si sente depresso e triste, il 54 per cento ha frequenti crisi di pianto. Tuttavia il cyberbullismo presenta risvolti particolarmente oscuri: tra le vittime sistematiche delle prevaricazioni digitali, a volte anche quotidiane, il 59 per cento ha pensato almeno una volta al suicidio nel momento di sofferenza maggiore. Tra i giovani coinvolti, il 52 per cento confessa di provocarsi del male fisico intenzionalmente, mentre l'82 per cento dice di sentirsi frequentemente triste e depresso e circa il 71 per cento esplode in frequenti crisi di pianto.

Tra i ragazzi più piccoli, appartenenti alla fascia tra gli 11 e i 13 anni, la percentuale di vittime di bullismo e cyberbullismo sale rispettivamente al 30 per cento e al 10 per cento. La frequenza di crisi di pianto (45 per cento circa) e di tristezza e depressione (70 per cento) è simile sia tra chi è oggetto di violenza e comportamenti offensivi online sia tra chi li subisce nella vita reale. Per quanto riguarda l'autolesionismo, invece, si rilevano numeri superiori tra chi viene preso di mira in rete: si provoca ferite e contusioni circa 1 su 2, contro il 33 per cento delle vittime del bullismo 'disconnesso'.

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