Salvini dai "suoi" poliziotti alla Lungaro, pranzo in mensa col figlio di Montinaro

Dopo il minuto di silenzio alla stele di Capaci e l'incontro all'Aula bunker, il leader della Lega ha fatto visita in caserma. Il pasto concluso con un cannolo: "Si mangia bene". Quindi l'incontro col figlio dell'agente ucciso nella strage di Capaci

Il ministro Salvini durante il pranzo alla mensa della polizia

Prima una visita alla stele di Capaci che si trova lungo l’autostrada e la tappa all’Aula bunker scandita da momenti di silenzio, strette di mano, abbracci e selfie, cercando di evitare contatti con i giornalisti. Poi il pranzo concluso con un cannolo alla mensa della Lungaro, fra i “suoi” poliziotti, aspettando le 15 per il tributo floreale al Reparto Scorte 'Martiri di Capaci e via D'Amelio. "Si mangia bene", ha commentato il ministro. Nella stessa caserma il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha anche incontrato in forma privata alcuni familiari delle vittime e i due sopravvissuti alle stragi di via D'Amelio e Capaci.

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“Per noi è questo il vero momento del ricordo”, ha detto il figlio dell’agente morto nella strage Antonio Montanaro, il 28enne Giovanni, che ha raccontato così l’incontro con Salvini: “Abbiamo pranzato insieme. Qui noi ci sentiamo a casa e credo che sia un momento importante anche per i poliziotti. E’ sempre bello quando il ministro incontra i suoi agenti". Poi un cenno sulla Quarto Savona 15, la Fiat Croma blindata e andata distrutta nell'attentato. "E' tornata a casa. In passato la città non era pronta e forse non lo eravamo anche noi. Ma adesso è a casa. In un certo senso la carcassa sulle spalle ce la siamo sempre portati, adesso - dice sorridendo - l'abbiamo qui fisicamente”.

Quella del ministro è stata una delle presenze più chiacchierate negli ultimi giorni. Dal suo arrivo a Palermo è stato accolto dal prefetto Antonella De Miro, dal questore Renato Cortese, dal capo della polizia Franco Gabrielli e da altri uomini e donne delle istituzioni. Ci sono state però anche delle assenze “importanti” all’Aula bunker, come quelle di Leoluca Orlando, che si è fermato ai cancelli, e Nello Musumeci. Entrambi avrebbero deciso di non partecipare al momento commemorativo all’Ucciardone proprio per la presenza del leader della Lega.

“Ho accolto il presidente del Consiglio Conte - ha detto il sindaco Orlando - e quello della Camera Fico, ora andrò in piazza Magione con i ragazzi. Per celebrare insieme a loro il grande cammino di questa città che andata avanti perché è stata intransigente senza fare sconti”. Preannunciata la defezione del governatore siciliano: “Dolorosamente non andrò all’Aula bunker per la prima volta. Non andrò e mi dispiace. Le polemiche sono tante, c’è troppo veleno e tutto questo non suona a rispetto della memoria del giudice Falcone e dei poveri agenti della scorta”, aveva detto ieri.

Dai canali social del ministro Matteo Salvini

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Le assenze del Sindaco e del Governatore non potevano non diventare l’oggetto dei di tweet e post firmati dal titolare del Viminale. Proprio sui social, dopo un post sugli sbarchi o una diretta video sulla giornata di oggi, ha scritto: “Oggi è la giornata dell’Unità Nazionale contro le mafie. Stiamo sequestrando ville e negozi dei boss, assumendo poliziotti, accendendo telecamere: sono incomprensibili le polemiche e le assenze di certa sinistra che non sono un’offesa a me ma alla memoria di Giovanni Falcone e di tutte le eroiche vittime della mafia”.

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L’arrivo del vicepremier della Lega, oltre a provocare piccole scosse mediatiche, ha diviso anche i palermitani. In molti lo hanno accolto con gioia e altri si sono dati da fare per costituire tanti piccoli comitati di "accoglienza". Come per l’ormai famosa campagna lanciata 15 anni fa da Addipizzo contro il racket, la città si è risvegliata con numerosi adesivi contro il ministro e il suo partito. “Un siciliano che vota Lega è un siciliano che non conosce o non rispetta la propria storia. Un siciliano che vota Salvini è un siciliano senza dignità”.

Agli adesivi si aggiungono le decine, forse centinaia, di lenzuoli appesi nei balconi. Alcuni bianchi, altri riportanti slogan sui diritti e la libertà di espressione (con riferimento alla notizia che ha fatto il giro dell’Italia per la prof sospesa per “omesso controllo” sul lavoro dei suoi alunni, e altri più arguti o coloriti come “Sei un quaquaraquà, l’antimafia non si lega”, “La scuola è libera e i balconi pure”, “L’unico straniero a Palermo, i ministro dell’Interno” e, dulcis in fundo, “Contro il ministro delle interiora 49 milioni di stigghiola”.

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