Il coronavirus spiegato agli studenti Unipa, al Policlinico un test per rilevarne la presenza

Docenti e medici sono stati incaricati di stilare una guida: "Al laboratorio di sorveglianza regionale per l'influenza nei prossimi giorni sarà messo a punto il test tramite tampone faringeo". L'appello: "Siate attenti, ma niente discriminazioni"

foto Ansa

"Riteniamo doveroso che la comunità accademica del nostro ateneo, caratterizzato dalla presenza di studenti e docenti che vengono da ogni parte del mondo, inclusa la Cina e l’Estremo Oriente, assuma un atteggiamento responsabile, attento e non discriminatorio".  E' la raccomandazione agli studenti dell'Università di Palermo che arriva da Antonio Craxì e Francesco Vitale docenti e medici del Policlinico, incaricati di elaborare una guida sul nuovo coronavirus. 

Virus cinese, caso sospetto in Italia

Il testo, elaborato come domanda e risposta, è stato pubblicato sul sito internet dell'ateneo. "I focolai di nuove infezioni virali sono sempre fonte di preoccupazione per la salute pubblica. In questo contesto, in cui la diffusione mediatica dell’informazione sull’infezione spesso assume caratteri sensazionalistici più che scientifici rievocando i precedenti della Sars e della Mers e ipotizzando scenari di diffusione mondiale, riteniamo doveroso che la comunità Accademica del nostro Ateneo, caratterizzato dalla presenza di studenti e docenti che vengono da ogni parte del mondo, inclusa la Cina e l’Estremo Oriente, assuma un atteggiamento responsabile, attento e non discriminatorio". 

Il nuovo coronavirus non spaventa la comunità cinese a Palermo

Una focus è dedicato ai prodotti made in China come possibile veicolo di trasmissione del virus. "Al momento - spiegano i docenti - non ci sono evidenze che questo tipo di infezione si trasmetta attraverso oggetti inanimati, come giocattoli, vestiario o altre tipologie di materiale. Non ci sono quindi restrizioni ad acquisti di merci provenienti dall’Oriente". 

"Le persone a rischio - si legge ancora nella guida - sono esclusivamente quelle che si sono recate nelle zone coinvolte dall’epidemia negli ultimi quindici giorni. Quindi tutte le persone che non rientrano in questa categoria compresi i componenti della comunità cinese, o di origine cinese, che frequentano le nostre strutture didattiche o coabitano con altri studenti, non presentano rischi di contagio. Non possono e non debbono dunque sussistere restrizioni di alcun genere alla frequenza o ai contatti interpersonali basate su un ipotetico rischio di contagio".

Ultimo tema affrontato, i riferimenti locali. I docenti sottolineano che in caso di necessità è bene rivolgersi "innanzitutto al proprio medico di Medicina Generale (MMG) che saprà valutare i sintomi presenti, il grado di rischio individuale e la probabilità che un infezione respiratoria acuta sia causata da virus influenzale o da altro. Nel caso di sintomi più severi, e su indicazione del MMG, alle strutture sanitarie infettivologiche di tutti gli ospedali siciliani che sono in rete con i reparti di Malattie Infettive dell'ospedale "Spallanzani di Roma e con il "Sacco" di Milano. Presso l’azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, al laboratorio di sorveglianza regionale per le l'influenza (UOC di Epidemiologia Clinica) già nei prossimi giorni sarà messo a punto il test, approvato dall'Istituto Superiore di Sanità in Roma, per il rilevamento di 2019-nCoV mediante tampone faringeo esclusivamente su richiesta di reparti di Malattie Infettive per soggetti che abbiano realmente i criteri clinici ed epidemiologici di rischio".

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