Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Bambine picchiate a Partinico: "Quando mio figlio trovò la piccola col sangue alla bocca"

A parlare è la madre del compagno della donna che ieri è finita in carcere: "E’ entrato nella stanza da letto e ha visto la bimba per terra, non si  muoveva". Da più di un mese vivevano nella stessa casa: "Ci siamo affezionati a quelle due bambine. Ci occupavamo di loro, dal cibo al bagnetto"

“Nonostante fosse trascorso poco tempo dal loro arrivo nelle nostre vite ci siamo affezionati a quelle due bambine. Ci occupavamo di loro, dal cibo al bagnetto". A parlare è la madre del compagno della ventunenne di Partinico arrestata dopo essere stata accusata di maltrattamenti e violenze sulle due figlie di 17 mesi e 2 anni e mezzo. "Una volta mio figlio - racconta a PalermoToday - è andato a comunicarle che il pranzo era pronto. E’ entrato nella stanza da letto e ha visto la piccola per terra, non si  muoveva. Accanto a lei c’era la madre: non era disperata né stava versando alcuna lacrima, ma la chiamava e ripeteva il suo nome”.

Da poco più di un mese la madre delle due bimbe viveva insieme al suo compagno (che non è il loro padre) e alla sua famiglia in un appartamento di Partinico. In questo lasso di tempo, però, nessuno avrebbe notato qualcosa di strano nella ragazza, quantomeno nel rapporto con le due piccoline, che chiameremo usando due nomi di fantasia: Letizia e Aurelia. “Ormai viveva qui - spiega la donna, 37 anni, che preferiamo mantenere anonima per tutelare l’identità delle due bambine - e davanti a noi non accadeva nulla. A volte si chiudeva con loro nella stanza ma non sentivamo niente. Poi, qualche giorno prima del fatto, mio figlio era andato a dirle che il pranzo era pronto. Ha aperto la porta e la luce era spenta. L’ha accesa e ha visto Letizia (la piccola) con la faccia gonfia e del sangue sulla bocca. Ma non abbiamo chiamato nessuno, pensavamo a un piccolo incidente domestico. L’abbiamo sistemata, pulita e le abbiamo dato da mangiare. Quella notte la piccola si è coricata con me. L’indomani è successo quello che è successo”.

A chiamare carabinieri e 118 è stata proprio la “nonna acquisita” invocando l’intervento tempestivo dei soccorritori. “Al telefono ho detto che la bambina stava male. Sua madre non voleva neanche chiamarli perché aveva paura che dopo l’ambulanza sarebbero arrivati i carabinieri. Dopo una prima tappa all’ospedale di Partinico, la volata all’ospedale dei Bambini di Palermo. Le condizioni della bambina sono apparse inizialmente delicate, rendendo necessaria una Tac. Oltre alle vistose ferite, tra cui alcuni segni simili a dei morsi sulla schiena, si era ipotizzato che avesse riportato delle lesioni cerebrali. I successivi accertamenti diagnostici, invece, hanno escluso gravi conseguenze e portato i medici a parlare di “un rapido miglioramento”. Così le indagini dei carabinieri hanno portato a una parziale ricostruzione dei fatti per la quale è stata denunciata la madre per violazione degli obblighi di assistenza familiare e lesioni personali.

Undici giorni prima anche la sorellina Aurelia, di due anni e mezzo, era stata ricoverata nella stessa struttura per la frattura di entrambi i polsi. “La bambina inizialmente non mostrava neanche sofferenza - continua la 37enne - ma poi siamo dovuti andare in ospedale. Lei ha detto che probabilmente sua figlia si era fatta male giocando con un altro bambino nel pianerottolo. Così come nel caso dei segni sulla schiena di Letizia, che sembravano morsi, ha detto che era stata la sorella a farli”. Nelle ultime settimane la tensione in casa era palpabile. “Mio figlio e lei avevano cominciato a litigare - prosegue - e qualche volta gli ha tirato pure cose addosso, in un caso addirittura un coltello. E l’ho impressione che quando discuteva con lui si sfogava anche sulle bambine. Era evidente che questa storia non sarebbe durata ancora a lungo, ma lui continuava a trattarle come fossero le sue figlie”.

Più in generale la donna parla della giovane come di una madre facile preda di scatti d’ira e poco attenta. “Lei raccontava a mio figlio di essere così perché anche lei aveva subito lo stesso trattamento da piccola. Forse per questo non teneva molto a loro due. E non ci sapeva fare, infatti spesso le prendeva in braccio e le cadevano”.  E questo è ciò che la donna racconta di aver visto e vissuto da quando la ventunenne e le bambine erano andate da loro. “Ogni tanto la ‘grande’ andava dall’altra nonna, ma sarebbe stato meglio andare a scuola. Quando tornava faceva gesti volgari, simulando anche atti sessuali. Ma da noi -  conclude con un po’ di imbarazzo - queste cose non le facevano, mio se n’è accorto. Dopo il ricovero di Letizia è venuta a portare via i suoi vestiti e le ho chiesto di fare il test di gravidanza, per capire se era di nuovo incinta (come ipotizzato in un primo momento dagli investigatori), ma è risultato negativo”.

Di questi e altri dettagli sarebbe stata informata un’assistente sociale del comune di Partinico, che però non avrebbe stilato alcuna relazione né ritenuto opportuno avvisare i carabinieri. Per questo la 59enne S.P., che lavora per il settore Servizi alla persona per conto dell’Amministrazione, è stata indagata perché in qualità di incaricata di pubblico servizio sarebbe rifiutata di rappresentare agli organi inquirenti e all’autorità giudiziaria quanto avrebbe appreso sui presunti maltrattamenti e sulle condizioni in cui vivevano le due bambine. Contattata telefonicamente dalla redazione di PalermoToday la professionista si è trincerata nel silenzio, sottolineando di “occuparsi solitamente di anziani e disabili, non di bambini”.

Dopo gli approfondimenti sulla vicenda da parte dei carabinieri di Partinico, guidati dal comandante Marco Pisano, il pool fasce deboli della Procura per la Repubblica ha richiesto al gip la misura cautelare in attesa del processo. I magistrati hanno chiesto inoltre di verificare attraverso una perizia le condizioni psichiche della ventunenne, nella speranza di chiarire cosa potesse causare i suoi sbalzi d’umore e le sue esplosioni di rabbia. Intanto continuano a migliorare le condizioni della piccola Letizia, affidata temporaneamente al direttore sanitario del Civico Giorgio Trizzino: "Ha ripreso a giocare e a nutrirsi. Speriamo che le sue sofferenza siano finite".

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