Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

"Ha violentato e perseguitato modelle e promoter", imprenditore torna libero dopo oltre due anni

Il tribunale ha accolto l'istanza di Salvatore Luca Longo, titolare della "Umilty Modelsharing Organization", attraverso la quale avrebbe reclutato sul web le presunte vittime. Era finito ai domiciliari a dicembre del 2020 e ora avrà solo il divieto di avvicinarsi ad alcune delle ragazze e di esercitare la sua attività per un anno

Torna libero Salvatore Luca Longo, 38 anni, l'imprenditore che, secondo la Procura, avrebbe reclutato modelle e promoter sul web e poi le avrebbe molestate e perseguitate. Era finito agli arresti domiciliari il 18 dicembre del 2020, ma ora i giudici della seconda sezione del tribunale hanno accolto la richiesta dei suoi avvocati di revocare la misura cautelare, nonostante il parere contrario dei pm.

La decisione dei giudici

Il collegio presieduto da Roberto Murgia, su istanza degli avvocati Marco Passalacqua e Marco Traina, che assistono l'imputato, ha stabilito che per prevenire soprattutto i pericoli di inquinamento probatorio e di reiterazione dei reati, sia sufficiente il divieto di avvicinamento ad alcune delle presunte vittime e l'interdizione per un anno dall'attività imprenditoriale. I difensori hanno, tra l'altro, messo in evidenza come in quasi due anni e mezzo di detenzione ai domiciliari, Longo abbia sempre rispettato le prescrizioni.

Le accuse della liceale: "Cercavo un lavoro ma sono finita in un incubo"

Solo cinque ragazze sono parte civile

Il processo, per volontà del tribunale, alla luce degli "argomenti trattati", si sta svolgendo ormai da mesi a porte chiuse, rendendo quindi impossibile ai giornalisti seguire e raccontare il dibattimento. Un dato certo è che delle numerose presunte vittime che si erano fatte avanti durante le indagini, alla fine soltanto cinque hanno deciso di costituirsi parte civile. Longo ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver "soltanto esagerato con i messaggi" perché "era un periodo difficile ed ero esasperato per le difficoltà lavorative".

La difesa: "Ero esasperato, ho solo esagerato con i messaggi"

Le accuse

Secondo il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi ed i sostituti Giorgia Righi, Ludovica D'Alessio, Maria Rosaria Perricone e Giulia Amodeo, che avevano coordinato le indagini, Longo, titolare della "Umilty Modelsharing Organization", dopo aver reclutato modelle e promoter, avrebbe abusato di alcune di loro e le avrebbe pure stalkerizzate quando si sarebbero sottratte alle avances o avrebbero deciso di interrompere il rapporto di lavoro con lui.

"Ciao bambola, gattina mia..."

"Ciao bambola, gattina mia, sembri una bella Ford Puma doppio airbag, non ci sono ragazze così sensuali alla tua età...", così avrebbe scritto Longo ad una delle giovani. "Manco un bacino mi mandi per le foto che ti ho mandato, monellina, senza bacini dormo male", avrebbe scritto ad un'altra. Per la Procura, l'imputato si sarebbe presentato così e poi in diversi casi avrebbe allungato le mani, toccando seni e cosce, ma anche costringendo alcune delle aspiranti modelle e promoter ad avere rapporti sessuali con lui.

La mani sui seni e le maledizioni: "Dio ti punirà"

Le decine di messaggi e le minacce

Quando però qualcuna si sarebbe tirata indietro, sarebbero partite le minacce dell'imprenditore: "Dio è grande e punisce le persone cattive" e "se avete timore di Dio chiedete scusa o pagherete i danni di immagine almeno per 10 mila euro con una bella denuncia". Longo avrebbe anche insultato le presunte vittime, inviando decine e decine di messaggi, di giorno come di notte: "Sei il Covid, sei infettata, ci vorrebbe una bella quarantena per te", avrebbe scritto ad una delle giovani.

La denuncia di una madre da cui è nata l'inchiesta

L'inchiesta, che aveva portato all'arresto di Longo a dicembre 2020, era partita dalla denuncia della madre di una ragazzina, che al commissariato Libertà aveva raccontato come l'imputato avrebbe minacciato entrambe: "Faceva domande sulla vita privata di mia figlia - aveva messo a verbale la donna - e promesse di lavoro immediate senza neanche averla vista. Quando mia figlia l'ha bloccato su Whatsapp, ha cominciato a inviare messaggi a tutte le ore e mi aggrediva con scritti infamanti". Per gli investigatori, Longo avrebbe usato sempre la stessa tecnica e sarebbe arrivato ad imporre un "codice di comportamento" alle ragazze che lavoravano con lui: avrebbero dovuto mandargli sempre il buongiorno e la buonasera ed essere disponibili anche al di fuori dell'orario di lavoro.

"Mi ha chiuso in camera e ha preteso un rapporto orale"

Una giovane ha denunciato che l'imputato l'avrebbe invitata a casa sua con la scusa di mostrarle delle foto e poi le avrebbe toccato una coscia e baciata su una guancia, abbracciandola e stringendola. Un'altra ha riferito che sarebbe stata chiusa a chiave sempre nella stessa casa, portata in stanza da letto e che Longo le avrebbe chiesto di fargli "le coccole". Lei lo avrebbe respinto ma l'imputato le avrebbe comunque palpeggiato il seno, i glutei, le parti intime, l'avebbe baciata sul collo e sulla bocca, costringengola infine ad un rapporto orale.

Le testimonianze in aula

Tantissime le denunce raccolte dalla Procura, ma nel processo si sono costituite parte civile soltanto cinque ragazze, alcune delle quali, sentite durante il dibattimento, avrebbero un po' rivisto le loro accuse e in alcuni casi affermato di non ricordare bene come sarebbero andati i fatti. Intanto, dopo la decisione del tribunale, il processo andrà avanti con l'imputato libero, col divieto di avvicinare alcune delle presunte vittime e soprattutto - per un anno - di riprendere la sua attività imprenditoriale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Ha violentato e perseguitato modelle e promoter", imprenditore torna libero dopo oltre due anni
PalermoToday è in caricamento