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Cronaca

"Ha violentato e perseguitato modelle e promoter", via al processo per un imprenditore

Per Salvatore Luca Longo, titolare della "Umilty Modelsharing Organization", che è ai domiciliari dal 18 dicembre scorso, la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato: la prima udienza è stata fissata per novembre. L'imputato ha sempre respinto le accuse

Inizierà a novembre il processo a carico di Salvatore Luca Longo, il titolare della "Umilty Modelsharing Organization" finito ai domiciliari il 18 dicembre scorso per violenza sessuale e stalking: secondo la Procura, avrebbe abusato di alcune modelle e promoter, ma avrebbe anche perseguitato diverse ragazze quando si sarebbero sottratte alle avances o avrebbero deciso di interrompere il rappporto di lavoro con lui.

Giudizio immediato

L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dai sostituti Giorgia Righi, Maria Rosaria Perricone, Giulia Amodeo e Ludovica D'Alessio, che ora hanno chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per l'imputato. L'accusa - e il gip ha condiviso - ritiene di avere prove granitiche e che dunque non sia necessario celebrare l'udienza preliminare, velocizzando i tempi del processo.

L'arresto annullato con rinvio dalla Cassazione

Recentemente la Cassazione, accogliendo il ricorso degli avvocati Marco Passalacqua e Camillo Traina, ha deciso di annullare con rinvio l'ordinanza di custodia cautelare con la quale erano stati disposti gli arresti domiciliari per Longo. Lui ha sempre respinto le accuse, sostenendo di non aver mai molestato le presunte vittime e ammettendo soltanto di avere forse "esagerato con i messaggi, ma era un periodo difficile ed ero esasperato per le difficoltà lavorative".

"Ciao bambola, gattina mia..."

"Ciao bambola, gattina mia, sembri una bella Ford Puma doppio airbag, non ci sono ragazze così sensuali alla tua età...", così avrebbe scritto l'imprenditore di 36 anni ad una delle ragazze. E ancora: "Manco un bacino mi mandi per le foto che ti ho mandato, monellina, senza bacini dormo male". Per l'accusa è in questo modo che si sarebbe presentato l'imputato e poi, in diversi casi, avrebbe allungato le mani, toccando senci e cosce, ma anche costringendo - secondo la ricostruzione della Procura - alcune delle giovani reclutate ad avere rapporti sessuali con lui.

"Dio punisce le persone cattive"

Quando le presunte vittime avrebbero cercato di prendere le distanze, Longo non avrebbe esitato a minacciarle: "Dio è grande e punisce le persone cattive" e "se avete timore di Dio chiedete scusa o pagherete i danni di immagine almeno per diecimila euro con una bella denuncia". E sarebbe passato anche agli insulti: "Sei il Covid, sei infettata, vi vorrebbe una bella quarantena per te", avrebbe scritto per esempio. Le ragazze hanno riferito agli inquirenti di aver ricevuto valanghe di telefonate e messaggi, anche di notte.

L'indagine partita dalla denuncia di una mamma

A far scattare l'indagine era stata la madre di una ragazzina, che si era presentata al commissariato Libertà e aveva raccontato che Longo avrebbe minacciato lei e la figlia, spiegando che il suo comportamento sarebbe sembrato strano sin dall'inizio: "Faceva domande sulla vita privata di mia figlia e promesse di lavoro immediate senza neanche averla vista. Quando mia figlia l'ha bloccato su Whatsapp, ha cominciato a inviare messaggi a tutte le ore e mi aggrediva con scritti diffamanti".

Il "codice di comportamento" e le minacce

Secondo gli investigatori, Longo avrebbe usato sempre lo stesso metodo e sarebbe arrivato ad imporre un "codice di comportamento" alle ragazze che lavoravano con lui: avrebbero dovuto mandargli sempre il buongiorno e la buonasera ed essere disponibili anche al di fuori dell'orario di lavoro: "Invece di uscire e divertirti con il tuo ragazzo - avrebbe scritto l'imputato a una delle presunte vittime - il tuo dovere è solo studiare e senza ragazzo, perché sono due mesi che fai le cose male, sappilo". E poi l'avrebbe minacciata: "Preferite in studio o presso i carabinieri? Posso avvisare il maresciallo?" o "fai venire il tuo ragazzo di presenza, così gli rompo i c...".

"Mi ha portata in camera e mi ha chiesto di fargli le coccole"

Un'altra giovane, minorenne peraltro, ha raccontato alla polizia che Longo l'avrebbe invitata nella sua casa dell'Uditore con la scusa di mostrarle delle foto, ma poi avrebbe appoggiato la sua mano sulla coscia, baciandola su una guancia, abbracciandola e stringendola. Un'altra ha riferito che l'imputato l'avrebbe chiusa a chiave nella stessa abitazione e portata in stanza da letto, chiedendole di sdraiarsi e di fargli "le coccole". Lei lo avrebbe respinto, ma Longo l'avrebbe spinta sul letto, palpandole il seno, i glutei, le parti intime, baciandola sul collo e in bocca e costringendola poi a un rapporto orale.

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