"Ha violentato le sue tre nipotine", zio orco condannato a oltre 7 anni di carcere

I presunti abusi sessuali erano venuti alla luce a scuola, quando la ragazzina più grande si era rifiutata di partecipare ad un'iniziativa contro la violenza sulle donne. L'imputato, un muratore di 37 anni, avrebbe approfittato del fatto di vivere nella stessa casa delle vittime, ora risarcite con 110 mila euro

Avrebbe abusato per diversi anni delle tre nipotine e le presunte violenze sarebbero venute alla luce a scuola, perché una delle ragazzine aveva rifiutato di partecipare ad un'iniziativa contro la violenza sulle donne. Un comportamento che aveva insospettito gli insegnanti e che aveva fatto scattare l'inchiesta. Lo zio, un muratore di 37 anni, è stato condannato a 7 anni e 4 mesi di carcere con il rito abbreviato dal gup Annalisa Tesoriere. 

Il giudice ha così accolto la richiesta del procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e del sostituto Luisa Bettiol, che avevano coordinato le indagini della squadra mobile, che il 2 aprile dell'anno scorso avevano fatto finire in carcere l'imputato. Il gup ha anche riconosciuto complessivamente 110 mila euro di provvisionali a titolo di risarcimento del danno per le tre vittime che, attraverso i loro genitori, si sono costituite parte civile nel processo.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, gli abusi sessuali sarebbero durati per diversi annni e lo zio avrebbe approfittato del fatto di vivere nella stessa casa delle nipoti, una oggi ha 14 anni, le altre due appena 10.

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La ragazzina più grande sarebbe apparsa spesso triste a scuola e gli insegnanti si erano particolarmente insospettiti quando l'anno scorso aveva rifiutato di partecipare ad un progetto per sensibilizzare gli studenti contro la violenza sulle donne. La dirigente scolastica aveva deciso di segnalare il caso agli investigatori. L'adolescente aveva così raccontato delle violenze che avrebbe ripetutamente subito dallo zio ed era venuto anche fuori che le sue sorelline sarebbero state vittime delle stesse squallide attenzioni. Un quadro che il giudice ha ritenuto provato.

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