Le mani sui seni e le maledizioni ("Dio ti punisce"): i messaggi che inchiodano l'imprenditore della moda

I retroscena che incastrano Salvatore Luca Longo, il 36enne titolare della "Umilty Modelsharing Organization" finito ai domiciliari. Tutto è partito dalla denuncia della madre di una delle ragazze alla quale ne erano seguite tante altre. Gli approcci: "Ciao bambola, hai un doppio airbag..."

Salvatore Luca Longo, l'imprenditore arrestato

"Ciao bambola, gattina mia, sembri una bella Ford Puma doppio airbag, non ci sono ragazze così sensuali alla tua età..." e "manco un bacino mi mandi per le foto che ti ho mandato, monellina, senza bacini dormo male...". All'inizio, Salvatore Luca Longo, l'imprenditore di 36 anni finito ai domiciliari, si sarebbe presentato così. Poi, in alcuni casi avebbe allungato le mani, toccando seni e cosce, ma anche costringendo a rapporti sessuali alcune delle ragazze reclutate dalla sua agenzia. Quando poi si sarebbero rifiutate di assecondare le sue richieste o semplicemente di continuare a lavorare con lui come modelle o promoter, dai "cucciolina", "bambolina" e "amoruccio" l'indagato sarebbe arrivato agli anatemi ("Dio è grande e punisce le persone cattive", "se avete timore in Dio chiedete scusa o pagherete danni di immagine per almeno 10 mila euro con una bella denuncia"), agli insulti ("sei il Covid, sei infettata, ci vorrebe una bella quarantena per te"), a valanghe di telefonate e messaggi anche di notte con minacce anche di raccontare a professori e datori di lavoro cose poco gratificanti sulle giovani.

Questo emerge dall'inchiesta della polizia, coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dai sostituti Giorgia Righi, Ludovica D'Alessio, Giulia Amodeo e Maria Rosaria Perricone, partita dalla denuncia della madre di una delle ragazze. Alla quale ne erano seguite tante altre, che ricalcano tutte lo stesso copione e che hanno fatto finire nei guai il titolare della "Umilty Modelsharing Organization". Sono una ventina le persone che hanno denunciato finora, ma secondo gli investigatori le giovani molestate e perseguitate da Longo sarebbero molte più. E magari finora non hanno trovato il coraggio di denunciare.

La prima denuncia in commissariato

La prima denuncia era stata presentata al commissariato Libertà, dove la madre di una delle vittime aveva messo a verbale: "La cosa che ci straniva furono le sue domande sulla vita privata di mia figlia, se fosse o meno fidanzata, se il fidanzato provasse una gelosia morbosa, ecc., nonché ci stranivano le promesse di lavoro immediato senza neanche averla mai vista, arrivando a promettere compensi pari a mille euro. Mia figlia dopo la telefonata di conoscenza, non fidandosi del soggetto, provvedeva a bloccare il cellulare del signor Longo su Whatsapp e lui cominciava a inviare numerosi messaggi sul mio cellulare dalla mattina presto finanche durante l’orario di lavoro, e mi aggrediva con scritti diffamanti e offendeva sia me che mia figlia".

Dal like al questionario fino alle molestie

Per gli inquirenti, Longo avrebbe usato sempre lo stesso modus operandi. Quando una ragazza avrebbe iniziato a seguire la pagina Facebook della sua agenzia, anche solo mettendo un like sarebbe stata subito contattata con un messaggio. Inizialmente Longo si sarebbe mostrato gentile. Avrebbe offerto un contratto: sarebbe bastato pagare una quota di 150 euro per avere un guadagno fino a mille euro e bonus fino a tremila. Un'offerta allettante, quindi, alla quale avrebbero risposto anche diverse minorenni. A quel punto, all'aspirante modella, promoter o ragazza immagine sarebbe stato inviato un questionario per attribuire un "punteggio d'ingresso per la preselezione", da restituite con delle fotografie per "farsi una migliore idea", come avrebbe spiegato l'indagato. Successivamente, le giovani sarebbero state invitate nello studio di via Notarbartolo o nell'abitazione di Longo, all'Uditore, dove avrebbero subito però molestie e abusi sessuali.

"Dio è grande e punisce le persone cattive"

"Dio è grande e punisce le persone cattive", così avrebbe scritto Longo a una delle ragazze che aveva deciso di interrompere il contratto, minacciando di rovinarle la reputazione andando a riferire ai suoi professori universitari cose false sul suo conto. Le avrebbe anche dato della "percorella", commentando i suoi post su Instagram.

"Fammi le coccole"

Longo avrebbe invitato poi una minorenne nella sua abitazione dell'Uditore con la promessa di un servizio fotografico, ma con la scusa di mostrarle le foto, avrebbe appoggiato la mano sulla sua coscia, baciandola su una guancia, abbracciandola e stringendola. Poi avrebbe iniziato a telefonarle continuamente, dicendole tra l'altro "ciao bambola, gattina mia, sembri una bella Ford Puma doppio airbag, baci in mano, vuoi scappare con me, non ci sono ragazze così sensuali alla tua età". Un'altra ragazza, sempre con la scusa di una proposta di lavoro, sarebbe stata chiusa a chiave nell'abitazione e poi portata nella stanza da letto. Longo le avrebbe chiesto di sdrairsi e di fargli delle "coccole". Lei avrebbe cercato di respingerlo, ma lui l'avrebbe spinta sul letto e le avrebbe palpato il seno, i glutei, le parti intime, baciandola sul collo e in bocca, impedendole di rialzarsi, costringendola ad un rapporto orale.

Il codice di comportamento per lavorare

Ad un'altra minorenne avrebbe toccato le cosce e, dopo la firma del contratto, l'avrebbe molestata e minacciata: "Manco un bacino mi mandi per le foto che ti ho mandato, monellina, e senza bacini dormo male...". L'avrebbe chiamata "cucciolina", "bambolina", "amoruccio", "modellosa", dicendole che "i pantaloni che indossi ti fanno un c... favoloso" e avrebbe pubblicato su profili social sue foto a sua insaputa. Le avrebbe poi imposto anche un "codice di comportamento" per continuare a lavorare con l'agenzia, che avrebbe previsto, tra l'altro, di mandargli sempre il buongiorno e la buonasera e di rendersi sempre disponibile anche fuori dall'orario di lavoro. Alla giovane avrebbe scritto: "Invece di uscire e divertirti con il tuo ragazzo, il tuo dovere è solo studiare e senza ragazzo, perché sono due mesi che fai le cose male, sappilo" e poi sarebbe passato alle minacce: "Preferite in studio o presso i carabinieri? Posso avvisare il maresciallo?" o "fai venire il tuo ragazzo di presenza così gli rompo i c...".

"Sei una truffatrice, vengo con i carabinieri"

Un'altra giovane sarebbe stata palpeggiata sull'inguine, il seno, mentre era a casa di Longo e gli avrebbe versato 50 euro sui 150 per l'iscrizione all'agenzia. Quando però aveva deciso di disdire il contratto erano partite le minacce: "Pagaci e la smettiamo, dimmi dove sei ora e vengo a prendere con l'assistente i nostri soldi o pagherai anche altro, ti stiamo avvisando, a te non finisce bene" e poi "avvisiamo tutti che sei una truffatrice, che vuoi approfittarti delle persone con viaggi che non esistono, avviseremo tutti, vieni dai, ti aspetto con i carabinieri ed avvisiamo tutti che tu stai truffando le persone" e "se lei collabora a tutela della nostra ditta e segue le indicazioni fornite leveremo la recensione ed eviteremo di farne altre e la lasceremo libera". Longo avrebbe poi pubblicato sul suo profilo Facebook un post contro di lei: "Fate molta attenzione a questa persona perché ci sta truffando per non rispettare una collaborazione e ci deve saldare un debito, ci ha anche minacciato tramite messaggi per farci desistere dalle nostre richieste".

"Devi avere paura a uscire da casa"

"Devi avere paura ad uscire da casa da sola, vengo io o le ragazze che lavorano per me", avrebbe detto Longo ad un'altra aspirante modella, aggiungendo: "Ma i tuoi genitori non vi vergognate di una ragazza che butta fango sulle aziende e spaventa le ragazze che vogliono lavorare? Tranquilla che saranno le ragazze stesse a cercarti perché visto che ti nascondi con un titolare saranno loro a trovarti per avere spiegazioni da te e chiederti i danni provocati con le altre. Vorrei parlare con i suoi genitori perché lei sta rovinando il lavoro di un'azienda onesta e si dovrebbe vergognare che non ha neanche il coraggio di risponderci al telefono, vuole essere denunciata?".

"Mi pagherai i danni morali"

Minacce anche per un'altra vittima, con la quale si sarebbe spacciato per una delle sue assistenti: "Buon pomeriggio siamo a conoscenza che col blocco hai offeso il nostro titolare e stai provando a truffare tutte noi dove sono i contatti dei tuoi genitori? Abbiamo bisogno di parlare con loro adesso oppure cerchiamo di incontrarli al tuo domicilio, cosa preferisci?" e le avrebbe intimato di pagare 150 euro in caso contrario avrebbe dovuto versare "tremila euro di danni morali", mettendo "nei guai tutta la sua famiglia".

"Sei il Covid, ci vuole una bella quarantena"

Quando un'altra giovane avrebbe deciso di dimettersi, lui le avrebbe risposto che non avrebbe accettato neanche se fosse stata "bloccata in un letto di ospedale con un cancro", dicendole "piangerai dalla vergogna per quello che hai fatto perché le ragazzette viziate come te non meritano nulla su questa terra con nessuna realtà lavorativa", "sei il Covid di Umilty, ora facciamo un bel decreto così ti mettiamo in una bella quarantena europea che anche alla tua università sapranno cosa hai combinato, siamo sicuri che i tuoi genitori si vergogneranno talmente tanto delle tue malefatte". E ancora: "Ti sei rivelata insensibile, opportunista, sfruttatrice della mia gentilezza e della mia pazienza, eogista inopportuna fino ad arrivare ad essere cattiva e vendicativa; nessuna persona intelligente e sensibile vorrà stare mai con te che sei anche atea e priva di valori cristiani di rispetto verso il prossimo".

"Le tue labbra chiedono di essere baciate"

Una ragazza ha poi denunciato che Longo le avrebbe toccato l'inguine, la coscia, il seno, baciandola e infilando la mano sotto la sua maglietta. "Sei veramente bella, che belle labbra che hai, parlano da sole, chiedono di essere baciate". Ma quando aveva deciso di interrompere il contratto, l'indagato l'avrebbe minacciata: "Ti faccio perdere il servizio civile, denuncio te e chi ti sta accanto, vengo a casa tua e al lavoro". Ad un'altra, giovanissima, avrebbe detto che si sarebbe rivolto al dirigente del suo liceo per denigrarla e le avrebbe scritto: "Sei volgarissima, veramente un p...", "sei veramente brava a fare p...". 

L'incidente e le lesioni

Un'altra giovane, che avebbe vissuto la stessa esperienza delle altre, sarebbe stata vittima anche di un incidente provocato da Longo, che ripetutamente avrebbe urtato la macchina in cui la ragazza si trovava con la madre, tanto da provocarle lesioni giudicate guaribili in tre giorni.

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