L'imprenditore della moda si difende: "Era un periodo difficile, ho esagerato con i messaggi"

Salvatore Luca Longo, il titolare della "Umilty Modelsharing Organization" arrestato venerdì, ha risposto alle domande del giudice durante l'interrogatorio di garanzia. Ha negato categoricamente di aver violentato aspiranti modelle e promoter

L'indagato, Luca Salvatore Longo

Ha negato categoricamente di aver abusato sessualmente delle ragazze che lavoravano nella sua azienda, la "Umilty Modelsharing Organization", ma ha invece ammesso di aver "un po' esagerato" con messaggi e telefonate. E' questa - in sintesi - la difesa di Salvatore Luca Longo, finito ai domiciliari venerdì con una lunga lista di accuse, tra cui la violenza sessuale e lo stalking.

L'indagato, che è difeso dall'avvocato Marco Passalacqua, è stato interrogato stamattina dal gip Fabio Pilato, al quale è stata anche chiesta la revoca o la sostituzione della misura cautelare. Un'istanza alla quale il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e i sostituti Giorgia Righi, Maria Rosaria Perricone, Giulia Amodeo e Ludovica D'Alessio - che in origine avevano chiesto il carcere - hanno dato parere negativo. Il giudice deciderà nelle prossime ore se rimettere eventualmente in libertà l'imprenditore di 36 anni.

Sono una ventina (anche minorenni) le aspiranti promoter, modelle e ragazze immagine che hanno denunciato di aver subito palpeggiamenti e abusi da parte di Longo e tutte hanno riferito che, quando avrebbero deciso di interrompere la collaborazione con la "Umilty", sarebbero state poi perseguitate anche per mesi. Un comportamento che Longo avrebbe esteso pure ai genitori e ai fidanzati delle presunte vittime, minacciando denunce ai carabinieri, ma anche lanciando anatemi ("Dio punisce le persone cattive").

L'indagato ha deciso di rispondere alle domande del gip ed ha respinto le accuse di violenza sessuale. Ha invece ammesso di aver "esagerato" con telefonate e messaggi, spiegando però che "era un periodo difficile" in cui sarebbe stato anche "esasperato" dalle difficoltà lavorative, visto che diverse ragazze avrebbero deciso di non lavorare più per lui.

Longo ha spiegato che le sue sarebbero state per lo più delle richieste di chiarimento e di essersi fatto prendere un po' la mano anche perché con le giovani, nel tempo, si sarebbero creati anche rapporti di amicizia. Le indagini della polizia sono tuttora in corso e sono destinate ad allargarsi, anche alla luce dei tanti messaggi lasciati su PalermoToday da persone che raccontano di aver subito pressioni anche loro da Longo, in alcuni casi diversi anni fa.

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