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La polizia in corso Vittorio Emanuele

La polizia in corso Vittorio Emanuele

Tentò di abusare di una donna per strada, condannato ma torna libero: "Fatto lieve"

L'imputato, un ventenne originario del Gambia, è stato in carcere per 11 mesi. Per la Procura, a ottobre dell'anno scorso avrebbe avvicinato la vittima in corso Vittorio Emanuele e l'avrebbe trascinata in un vicolo per violentarla. Inflitta una pena (sospesa) di un anno e otto mesi

Per la Procura avrebbe cercato di violentare una donna in corso Vittorio Emanuele, ad ottobre dell'anno scorso, ma per la seconda sezione del tribunale si sarebbe trattato di un fatto lieve, così un ragazzo originario del Gambia è stato condannato a un anno e otto mesi, con la sospensione condizionale della pena. Cosa che, dopo undici mesi di detenzione in carcere, gli ha concesso ora di tornare libero.

Il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi ed il sostituto Sergio Mistritta, che avevano coordinato l'indagine della squadra mobile, avevano chiesto una condanna a due anni. I giudici hanno in parte accolto le tesi dell'avvocato Alessandro Musso, che difende l'imputato, concedendo anche le attenuanti generiche, vista la giovane età dello straniero e il fatto che è incensurato. La vittima, 28 anni, non si è costituita parte civile.

L'episodio al centro del processo era avvenuto il 24 ottobre dell'anno scorso, un sabato sera. Secondo la denuncia della donna, mentre camminava in corso Vittorio Emanuele, sarebbe stata avvicinata dal ragazzo, che l'avrebbe molestata, cercando di trascinarla in un vicolo per abusarne. Lei era però riuscita a liberarsi e si era rifugiata in un negozio. Aveva poi chiamato il 113, fornendo anche una descrizione del giovane. 

Qualche giorno dopo, i poliziotti erano riusciti ad individuare lo straniero e lo avevano arrestato per violenza sessuale. L'imputato ha spiegato che la donna avrebbe frainteso il suo comportamento, che lui avrebbe voluto soltanto conoscerla. Quando lei si sarebbe allontanata, lui l'avrebbe rincorsa, tirandola anche per un braccio, ma solo perché avrebbe voluto spiegarsi, non per abusare di lei. Il contatto fisico con la vittima sarebbe stato involontario.

I giudici adesso hanno ritenuto che l'abuso ci sarebbe stato, ma che si sarebbe trattato di un fatto di "minore gravità". Questa, assieme alle altre attenuanti, ha portato ad una condanna di un anno e otto mesi, con la pena sospesa e il conseguente ritorno in libertà dell'imputato.

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