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"Abusò della figlioletta della compagna", palermitano condannato a 10 anni

Le violenze sarebbero avvenute nel 2010, ma scoperte solo successivamente, quando la bambina e il fratellino furono allontanati dalla famiglia per le condizioni di degrado in cui vivevano

Aveva appena 8 anni quando il compagno della madre, approfittando dei momenti in cui restava solo in casa con lei, l’avrebbe ripetutamente toccata e violentata. Il suo terribile racconto, raccolto dagli operatori della comunità alla quale la bambina era stata affidata, ieri pomeriggio ha portato alla condanna a dieci anni di reclusione dell’uomo. La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione del tribunale (collegio presieduto da Benedetto Giaimo).

L’imputato (un palermitano di cui non riportiamo il nome per non rendere riconoscibile la vittima ndr.) è libero e ha sempre respinto le accuse. Secondo la sua difesa, la piccola non sarebbe attendibile. I giudici le hanno però creduto e hanno accolto la richiesta di condanna formulata dalla Procura, che aveva invocato una pena di undici anni.

Gli abusi sarebbero avvenuti nel 2010 e sarebbero stati scoperti solo successivamente, quando la bambina, assieme al fratellino, era stata allontanata dalla famiglia perché sarebbe stata cresciuta in condizioni estremamente disagiate e di degrado. Non si sospettava neppure allora che potessero essersi verificati episodi di violenza sessuale. In comunità, però, la bimba aveva raccontato delle morbose attenzione del compagno della madre, che l’avrebbe violentata diverse volte. Aveva anche riferito che lo stesso trattamento sarebbe stato riservato a suo fratello. Il bambino, a sua volta, aveva escluso di essere stato mai toccato o molestato dall’uomo, ma aveva confermato che la sorella avrebbe subito abusi.

La difesa dell’uomo ha sostenuto che le dichiarazioni dei fratellini fossero false, anche perché la bambina sarebbe affetta da una malattia che altererebbe le sue capacità mentali. Un’ipotesi questa che la Procura ha escluso con una specifica consulenza e che era stata scartata anche da un perito nominato dal gip durante le indagini. I giudici hanno ritenuto anche loro che la bambina sia credibile e hanno così condannato l’uomo che l’avrebbe violentata a dieci anni di carcere.

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