"Picchia la moglie fino a romperle una costola", condannato a oltre 3 anni di carcere

La pena è stata inflitta con il rito abbreviato a G.F. di 54 anni e il giudice ha anche disposto un risarcimento di 50 mila euro per la vittima. La donna ha raccontato che quel pestaggio non sarebbe stato l'unico, di aver subito per anni botte e insulti e di essere stata minacciata persino con un'ascia

E’ stata lei stessa a raccontare al giudice di aver subito in silenzio per anni, di aver ricevuto botte, insulti e minacce di morte dall’uomo che aveva sposato e che diceva invece di amarla, di non aver mai trovato il coraggio in tanto tempo di denunciare. Adesso quell’uomo, G. F., 54 anni, è stato condannato per maltrattamenti e lesioni a 3 anni e 2 mesi di reclusione con il rito abbreviato. Il gup Annalisa Tesoriere ha inflitto una pena molto più severa di quella richiesta dalla stessa Procura (2 anni) e ha pure riconosciuto un risarcimento di 50 mila euro alla donna, difesa dagli avvocati Marcello Montalbano e Claudio Livecchi. L’imputato si trova agli arresti domiciliari proprio per aver picchiato la vittima.

Il 21 settembre dell’anno scorso tra i due, sposati da oltre 20 anni, era scoppiata l’ennesima lite. Lui, dopo una serata passata in casa della cognata, sarebbe stato particolarmente infastidito dai nipoti e, una volta rientrato con la moglie nella loro abitazione, nella zona di corso Finocchiaro Aprile, se la sarebbe presa incomprensibilmente con lei. Calci, pugni, schiaffi, l’aggressione era stata violentissima, tanto che la donna aveva riportato una frattura a una costola e diversi traumi, alla testa e a un polso, giudicati guaribili in 20 giorni.

In suo soccorso erano intervenuti il cognato e la sorella e l’imputato se la sarebbe presa anche con loro, poi era arrivata la polizia e G. F. era stato arrestato. Di fronte a questa situazione, la vittima è riuscita finalmente a reagire e i suoi avvocati hanno dimostrato come quel pestaggio non sarebbe stato l’unico: già nel 2016, infatti, la donna era finita al pronto soccorso con varie lesioni e non aveva avuto però la forza di raccontare la verità, cioè che a ridurla in quello stato sarebbe stato il marito.

La vittima ha riferito davanti al giudice degli anni terribili trascorsi assieme a quell’uomo, che sarebbe arrivato a minacciarla di morte diverse volte, anche impugnando coltelli, persino un’ascia e una balestra, che non le avrebbe neppure risparmiato gli insulti e l’avrebbe presa a schiaffi frequentemente. Un calvario che, però, la vittima è riuscita a denunciare solo dopo l’arresto di G. F. Il gup le ha creduto pienamente e, anche se il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 2 anni, ha deciso di infliggerne all’uomo più di 3. Inoltre, il giudice ha disposto con la sentenza anche 50 mila euro di risarcimento dei danni per la donna, evitandole dunque di affrontare pure un processo civile. 

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