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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

"Ex compagna costretta ad avere rapporti sessuali non consenzienti": palermitano a processo

La vicenda riguarda un palermitano di 46 anni condannato lo scorso aprile, in primo grado, a 7 anni di reclusione per aver abusato della figliastra minorenne. I fatti si sarebbero svolti a Ferrara

E' stato condannato in primo grado a sette anni di reclusione per aver abusato della figliastra minorenne, adesso è alla sbarra per un'altra accusa: maltrattamenti in famiglia. Protagonista della vicenda - avvenuta a Ferrara - è un palermitano di 46 anni (S.G. le sue iniziali) già condannato negli scorsi mesi anche a risarcire i danni alla figliastra con 100 mila euro. Come riporta il sito locale Estense.com quando il palermitano uscì dal carcere avrebbe infatti maltrattato la sua ex compagna - madre della ragazzina - e l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali non consenzienti in sei occasioni.

"Una buona parte delle accuse - spiega il sito locale Estense.com - deriva da quanto raccontato dalla ragazza (che oggi è maggiorenne) e che ha riferito di minacce e violenze ai carabinieri. La giovane, molto agitata e scossa anche in udienza, al punto che è stato necessario far uscire l’imputato dall’aula, ha raccontato che subito dopo che lui tornò a casa dal carcere venne dapprima invitata ad andar via – e lo fece, vivendo all’addiaccio per due giorni, prima di trasferirsi dal fidanzato e andare poi in una struttura protetta –  e dopo minacciata e picchiata affinché scrivesse una lettera in cui ritrattava le accuse di violenza da lei subite, oggetto dell’altro processo. La giovane ha raccontato di essere stata minacciata con un coltello puntato alla gola – anche se in precedenza aveva detto alla schiena – e colpita con dei pugni nel pomeriggio del 30 dicembre per scrivere cose in cui non credeva: ovvero che si era inventata tutto. La ragazza ha detto che l’uomo era in possesso di una pistola e che avrebbe avuto intenzione di usarla nei confronti di un’altra persona, ovvero il nuovo compagno della madre, la quale, a sua volta avrebbe subito maltrattamenti consistiti in botte e sputi sul volto. Ma, anche in questo caso, non si è capito se lei abbia mai assistito a tali fatti se non, forse, in un occasione".

Il palermitano lo scorso aprile era già stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per aver abusato della figliastra. Tutto sarebbe iniziato nel 2012, nel periodo del terremoto in Emilia: proprio in occasione del sisma il palermitano avrebbe toccato la figliastra mentre la ‘famiglia allargata’ dormiva tutta nello stesso letto dopo le scosse. La vicenda sarebbe continuata fino al 2013-2014, quando si sarebbe consumata una violenza sessuale vera e propria, con la giovane costretta a subire rapporti completi. In quell’occasione la ragazzina raccontò l’accaduto a un amico che poi la convinse ad andare dalla polizia e denunciare la vicenda. Da lì si attivò la procedura di protezione, con la ragazza portata in una struttura protetta per diverso tempo. 

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