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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Via Giovanni Alcozer

Mentre è ai domiciliari realizza una "serra-bunker" per la marijuana: arrestato

I carabinieri sono intervenuti in via Alcozer. Tramite una botola posta nel seminterrato si accedeva a una cisterna e, da qui, alla coltivazione. L'impianto era dotato di filtri per l'aria e lampade alogene

Costretto agli arresti domiciliari realizza una coltivazione di marijuana completa di lampade alogene e impianto di aerazione, ma i carabinieri lo scoprono e scatta un nuovo ordine di arresto. (VIDEO)  In manette Lanfranco Rocco, 44 anni, che deve rispondere anche del furto di energia elettrica e adesso si trova al Pagliarelli.

I militari hanno bussato alla porta dell'uomo, in via Alcozer, e hanno iniziato la perquisizione. L'attenzione dei militari, conoscendo l'abilità dell'arrestato come muratore, si è concentrata all’interno dell’ampio garage posto al seminterrato dell’abitazione. Spostando una cisterna d’acqua, hanno individuato una sorta di “botola”. Utilizzando un rudimentale argano su ruote i militari hanno scoperchiato il pesante portello che permetteva l’accesso a una cisterna sotterranea parzialmente allagata dalla quale si giungeva, non senza difficoltà, d una seconda botola che dava accesso a una camera adibita a serra clandestina per la coltivazione di marijuana.

"L’ambiente - spiegano i carabinieri - delle dimensioni di circa 6 metri di lunghezza per 2 di larghezza e 3 di altezza, attrezzata con due lampade alogene, un ventilatore, un aeratore dotato di filtro con sbocchi esterni abilmente occultati al piano stradale. Addossate ai muri laterali, due piccole serre con un passaggio al centro, nelle quali erano in coltivazione quattro piante di marijuana, delle quali una matura, molto folta e rigogliosa dell’altezza di circa 90 centimetri per 70 di larghezza mentre le altre tre di circa 40 centimetri". Al momento del controllo, l’impianto di coltivazione era perfettamente efficiente e funzionante, le lampade, il ventilatore e l’aeratore erano in funzione a pieno regime e collegate a un quadro elettrico. All’interno del locale sotterraneo erano presenti anche dei prodotti chimici per la piantagione. La “serra-bunker” aveva un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.

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