Cronaca Villabate

La tragedia di Villabate: "La perdita del lavoro uccide la dignità"

La vicenda del disoccupato che si è tolto la vita ha trovato spazio anche nelle pagine della cronaca nazionale. I sindacati: "Schiaffo per tutti, ora azioni concrete"

Perdere il lavoro e morire. L'ennesimo suicidio, quello di ieri a Villabate, è l'ultimo iceberg del dolore affiorato nel mare dell'emergenza disoccupazione. "Quello che è successo ieri è uno schiaffo per tutti - ammette il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina -. Un uomo che si toglie la vita, un padre di famiglia che preferisce morire, rappresenta una sconfitta per la società intera". (LE IMMAGINI DAL LUOGO DELLA TRAGEDIA)

La vittima, un palermitano di 54 anni, ha deciso di farla finita nella tarda mattinata di ieri chiudendosi all'interno della propria auto per poi darsi fuoco. Prima però ha scritto un sms alla figlia: "Perdono per quello che sto facendo, ti voglio bene...". Una tragedia che ha scosso Villabate e Palermo (l'uomo era originario del quartiere Villagrazia) e che ha trovato spazio anche nelle pagine della cronaca nazionale. Reina aggiunge: "Confartigianato è impegnata su questo fronte da anni con lo sportello anti suicidio e sarebbe necessario che tutte le associazioni di categoria non trascurassero questo aspetto, vista la situazione critica di molti lavoratori, in tutti i settori. La perdita della propria occupazione provoca mortificazione, uccide la dignità - sottolinea Reina - e fa perdere il coraggio di andare avanti. E' necessario l'impegno di tutti, degli enti, delle istituzioni. Sono necessari provvedimenti concreti, non è concepibile che gesti estremi come questo possano ripetersi". 

Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani, esprimendo il cordoglio del sindacato per la famiglia, spiega: "Episodi gravi come quello del suicidio di ieri che si aggiunge agli altri casi di disperazione espressa da lavoratori e imprenditori in crisi negli ultimi anni, confermano che è giunta l’ora di mettere in campo azioni concrete, non si può più rinviare sul tema delle politiche del lavoro e della crescita, il nostro territorio ha patito l’abbandono di grandi aziende, il lento declino di tante piccole e grosse realtà imprenditoriali, e oggi fra i fenomeni più gravi c’è la disoccupazione degli ultracinquantenni, che d’improvviso piombano nell’angoscia insieme alle loro famiglie. La disoccupazione soprattutto giovanile a Palermo tocca punte allarmanti – conclude De Luca - che vanno oltre il 60% -. A loro e a coloro che si ritrovano senza un posto dopo anni di lavoro, ma  ancora lontani dalla pensione,  bisogna subito pensare. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.


 

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