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Domenica, 22 Maggio 2022
Il caso / Resuttana-San Lorenzo

Villa Niscemi chiusa da quattro mesi per il caso di legionella, lavori conclusi: ma si attende il via libera dell'Asp

Dopo il ritrovamento dei batteri, nella struttura sono stati effettuati la sanificazione e una serie di interventi strutturali all'impianto idrico. Ora si aspettano i risultati finali del campionamento per la riapertura

Chiusa dopo il ritrovamento di legionella in un pozzo, quattro mesi sono passati e villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune ma anche spazio verde a disposizione dei cittadini, non è stata ancora riaperta. L'amministrazione ha disposto una serie di interventi non solo per debellare i batteri, ma anche per rinnovare l'impianto idrico della struttura. E adesso, dopo i campionamenti finali, si attende il via libera dell'Asp.

Il disagio è doppio. Da una parte c'è il personale comunale trasferito tra Palazzo delle Aquile e Palazzo Galletti in uffici adesso, per forza di cose, sovraffollati nonostante il Covid continui a circolare. Dall'altra parte, ora che si è in piena primavera, montano le proteste dei genitori che vorrebbero far trascorrere ai figli qualche ora all'aria aperta nella struttura pubblica. "Tutte le volte che ci passo, mi fermo per chiedere informazioni ai vigili che ci sono all'ingresso e tutte le volte rispondono super evasivi, come se fosse un segreto di stato. 'Ci sono lavori', 'Stanno facendo manutenzione', 'Non lo sappiamo', con atteggiamento scocciato ed evasivo, risposte inutili e senza senso dato che il problema della legionella è notizia di dominio pubblico", scrive una mamma su Facebook.

"L'Asp ha eseguito il campionamento finale una quindicina di giorni fa", spiega Sergio Pollicita, capo di gabinetto del sindaco Leoluca Orlando. La verifica è stata effettuata al termine delle opere disposte dal Comune, su indicazione della stessa Azienda sanitaria provinciale. "Oltre alla sanificazione - prosegue Pollicita - sono state sostituite tubature, cambiata una cisterna, rimossi dispositivi come uno scaldabagno che non veniva usato con regolarità e che poteva aumentare le possibilità di focolai dei batteri". Ad occuparsi dei lavori le maestranze dell'Amap e una ditta specializzata. "Al termine degli interventi - aggiunge il capo di gabinetto di Orlando - abbiamo già fatto dei campionamenti che hanno dato esito negativo, ma per la riapertura occorre aspettare i risultati degli esami dell'Asp".

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