Cronaca Libertà / Piazza Francesco Crispi

Niente fondi per Villa Deliella, l'Ordine degli ingegneri: "Incapaci di valorizzare nostro patrimonio"

Lo stanziamento doveva essere inserito nella Finanziaria, ma è stato stralciato. Il presidente provinciale Vincenzo Di Dio: "Sacrificato al solito criterio della coperta corta, in favore di altri interventi definiti più urgenti. Resta da augurarsi che ci sia ancora una possibilità per trovare quelle risorse"

"Su una previsione di spesa di 19 miliardi di euro, non trovare tre milioni per l’espropriazione dell’area un tempo sede di villa Deliella e per la progettazione del suo recupero significa non incentivare la crescita socio-culturale della nostra terra, significa non valorizzarne il patrimonio storico-architettonico, non investire sul turismo culturale che costituisce il vero futuro delle nostre città e, soprattutto, significa negare fiducia e prospettive di lavoro ai giovani che hanno creduto nella possibilità di un cambiamento e che a questa hanno cercato di dare forma con le loro idee. Il bilancio regionale adesso è legge ma speriamo ancora in un ravvedimento operoso”. Con queste parole il presidente provinciale dell’Ordine degli Ingegneri, Vincenzo Di Dio, esprime amarezza per il mancato inserimento nella legge finanziaria regionale dei fondi necessari per avviare la rinascita dell’area di piazza Crispi su cui sorgeva villa Deliella, spazzata via oltre sessant’anni fa dalla speculazione edilizia durante il cosiddetto sacco di Palermo.

"Ci preme fare queste riflessioni pubblicamente – aggiunge Di Dio – per l’impegno morale che nel novembre del 2019 abbiamo assunto e condiviso attraverso un grande evento con la Regione, il Comune, la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali, l’Università, gli Ordini degli ingegneri, degli architetti e dei giornalisti, gli enti, le associazioni, tutti uniti per discutere di  memoria,  di città-museo, di portale del Liberty e di tanto altro. Contenuti che, riuniti in un libro, avrebbero potuto fornire la base per un concorso internazionale di progettazione di un museo del Liberty a Palermo. Gli organi di informazione e i canali social in quei giorni hanno mostrato le proposte progettuali di trenta giovani ingegneri e architetti. Archistar di caratura internazionale hanno indicato il cammino dell’architettura sociale nel mondo. Illustri oratori hanno ricordato l’enorme importanza del Liberty a Palermo. In altre parole, nel novembre del 2019 a Palermo si è verificato un piccolo miracolo: la città è tornata a confrontarsi, dopo sessant’anni, sulla distruzione di Villa Deliella, il capolavoro di Ernesto Basile demolito nel 1959 per dare spazio alla nuova edilizia del sacco di Palermo”.

"Sembrava essersi creato un circolo virtuoso – conclude Di Dio – su come politica e società potessero unirsi per un progetto partecipato e coinvolgente, e il grande successo dell’iniziativa aveva dimostrato come la città fosse pronta a credere in questa possibilità, nel distacco dai tempi bui della speculazione edilizia in nome dell’etica del bene comune. Ma le parole sono niente se non seguite dai fatti. Lo stanziamento di tre milioni approvato dalla commissione parlamentare Bilancio su proposta dell’onorevole Caronia è stato alla fine sacrificato in Aula al solito criterio della coperta corta, in favore di altri interventi definiti più urgenti. Resta da augurarsi che ci sia ancora una possibilità per trovare quelle risorse, le risorse per non dimenticare”.

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