Via Terrasanta, fa i complimenti per il cane ma viene accoltellato: 52enne a processo

I fatti sono avvenuti una settimana fa nel tratto all’altezza di via Almeyda tra il panico e le urla dei passanti. Sul posto erano intervenute quattro volanti di polizia oltre ai vigili del fuoco e i sanitari del 118

La polizia in via Terrasanta dopo la lite

C'erano un nigeriano, uno spagnolo e un cane. Non è l'inizio di una barzelletta. Ma i dettagli di una vicenda singolare avvenuta negli scorsi giorni in via Terrasanta. Questi i fatti: un giovane nigeriano che stava passeggiando in strada ha fatto i complimenti a un 52enne per il suo cane. Per tutta risposta lui però lo ha accoltellato pensando che volesse rubargli l’animale. Per questo - dopo essere stato arrestato - sarà processato con l’accusa di lesioni dal Tribunale di Palermo. La vicenda - avvenuta nel tratto all’altezza di via Almeyda - è stata ricostruita dal Giornale di Sicilia.

Lite in via Terrasanta, arriva la polizia

A finire nei guai è stato lo spagnolo Antonio Josè Garzon Beneyto, 52 anni, che lo scorso 25 giugno ha colpito con un tagliabalsa un ragazzo di origini nigeriane, Joseph Stanley, 24 anni, in via Terrasanta. Il 52enne avrebbe già ammesso le proprie responsabilità, sostenendo di aver ferito il ragazzo, pensando che volesse portagli via il cane. L’accusato, che al momento si trova ai domiciliari, è difeso dal legale Salvatore Traina ed ha scelto il rito abbreviato.

Il nigeriano ha deciso di costituirsi parte civile e sarà rappresentato dal legale Alessandro Musso. La discussione, dopo i complimenti per il cane da parte del nigeriano, sfociò in una rissa tra il panico e le urla dei passanti, culminata con le ferite a colpi di taglierino da parte dello spagnolo. Sul posto si portarono subito quattro volanti di polizia oltre ai vigili del fuoco e i sanitari del 118.

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Quando arrivarono le forze dell'ordine trovarono il marciapiede pieno di schizzi e gocce di sangue. Il tutto davanti a una libreria per bambini. Lo spagnolo - dopo la lite - cercò di fuggire gettando l'"arma" dentro un tombino. Gli investigatori - subito dopo - ascoltarono il racconto dei testimoni. Poi la ricostruzione dei fatti e l'arresto dello spagnolo.

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