Ricordati i carabinieri D'Aleo, Bommarito e Morici: "Trucidati per avere difeso lo Stato"

La cerimonia in via Scobar nel 37esimo anniversario della loro uccisione ma in forma ridotta e senza la presenza delle autorità e dei parenti delle vittime per rispetto delle norme contro il Coronavirus

Sono stati ricordati, nel 37° anniversario della loro uccisione per mano della mafia, il capitano dei carabinieri Mario D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici. La cerimonia in via Scobar. A differenza degli anni precedenti, si è svolta in forma ridotta e senza la presenza delle autorità e dei parenti delle vittime in ossequio alle note norme governative contro il Covid-19.

Alle 9.30 sul luogo dell’eccidio, alla presenza del comandante della Legione Sicilia, generale di divisione Giovanni Cataldo e del comandante provinciale, generale di brigata Arturo Guarino, sono stati resi gli onori ai militari ed è stata deposta una corona d’alloro. Alle 11 a Monreale in via Venero, alla presenza anche del sindaco della cittadina e dell’arcivescovo Michele Pennisi  è stato deposto un fascio di fiori ai piedi della lapide che ricorda i tre appartenenti all’Arma.

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Il presidente della Repubblica, il 31 agosto del 1983, ha conferito la "medaglia d'oro al valor civile alla memoria” al capitano Mario D’Aleo,  all'appuntato Giuseppe Bommarito e al carabiniere Pietro Morici con la seguente motivazione: "Comandante e militari in servizio a Compagnia Carabinieri operante in zona ad alto indice di criminalità organizzata, pur consapevoli dei gravi rischi cui si esponevano, con elevato senso del dovere e sprezzo del pericolo, svolgevano tenacemente opera intesa a contrastare la sfida sempre più minacciosa delle organizzazioni mafiose. Barbaramente trucidati in un proditorio agguato teso con efferata ferocia, sacrificavano la loro giovane vita in difesa dello Stato e delle Istituzioni".

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