rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

La storia del carabiniere assassinato "per caso": "La verità su mio fratello scoperta dopo 40 anni di indagini"

Domani il giorno dedicato alle vittime innocenti di mafia: a Milano verranno realizzati una serie di appuntamenti. Ci sarà anche Francesca Bommarito, sorella dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe, ucciso da Cosa nostra nella strage di via Scobar il 13 giugno 1983 a Palermo

Domani 21 marzo, il giorno dedicato alle vittime innocenti di mafia, a Milano verranno realizzati una serie di appuntamenti organizzati da Libera, rete di associazioni, movimenti e sindacati in un impegno “per” la giustizia sociale. Ci sarà anche Francesca Bommarito, sorella dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Bommarito, ucciso da Cosa nostra nella strage di via Scobar il 13 giugno 1983 a Palermo. Stando alle ricostruzioni ufficiali “Fu ucciso per errore”.

Ma grazie alla determinata ricerca della verità Francesca, palermitana ma oggi affermata psicologa e psichiatra della scena milanese e improvvisata scrittrice, non fu ucciso per caso come han sempre voluto farle credere, ma fu una vera e propria esecuzione. Una ricerca lunga 40 anni tra depistaggi e il consueto muro di omertà. Ora la chiusura del libro Albicocche e sangue, la strage mafiosa di via Scobar 22, Palermo: tre carabinieri uccisi, uno era mio fratello Giuseppe, Edito da Iod Edizioni,che vanta la prefazione del magistrato Nino Di Matteo, e il patrocinio di Nando Dalla Chiesa, suo amico sempre presente al suo fianco.

Tutto inizia da quel lunedì, sono circa le ore 20, quando il capitano Mario D’Aleo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monreale, prende posto sull’ auto militare accanto all’autista, il carabiniere Pietro Morici, per recarsi a Palermo, dove vive con la sua compagna Antonella. Sul sedile posteriore sinistro siede l’appuntato Giuseppe Bommarito. La Fiat Ritmo, blu militare, con i tre carabinieri a bordo, da viale della Regione Siciliana imbocca la via Scobar e si ferma al civico 22. Mancano pochi minuti alle 20.30. Il capitano scende. Ha in mano un cestino con delle albicocche, che Bommarito ha raccolto per lui in campagna, e il giornale «L’Ora» di Palermo. All’improvviso, una scarica di colpi di arma da fuoco colpisce lui e Pietro; per ultimo, con un colpo di lupara alle spalle, viene ucciso Giuseppe, fratello di Francesca.

Francesca Bommarito passo dopo passo indaga su quel triplice delitto frettolosamente nascosto e insabbiato e catalogato come una pratica chiusa. Ripescando carte giudiziarie, intervistando decine di persone per restituire dignità e rendere giustizia alle vittime nascono le pagine del suo manuale dall’intenzione di dare delle risposte non soltanto ai parenti delle vittime, ma anche a tanti cittadini che vorrebbero uno Stato migliore, di comprendere le motivazioni profonde di una volontà di rimozione – se non di negazione – da parte delle istituzioni. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La storia del carabiniere assassinato "per caso": "La verità su mio fratello scoperta dopo 40 anni di indagini"

PalermoToday è in caricamento