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L'appartamento sgomberato in via Sadat

L'appartamento sgomberato in via Sadat

Via Sadat, famiglia con quindicenne malato terminale deve lasciare casa: sgombero rinviato

Madre, padre e 4 figlio - di cui due minorenni - da 9 mesi hanno occupato un appartamento in una palazzina. Il segretario del Sunia Darwish: "Nell'ultimo mese il ragazzo ha perso 17 chili. Il Comune sa tutto, ma non fa nulla"

Mattinata movimentata stamani in via Anwar Sadat 60, zona Fiera, dove era previsto lo sgombero di una famiglia che da 9 mesi ha occupato un appartamento. La casa necessita di interventi di ristrutturazione. Del nucleo familiare fa parte anche un ragazzino di 15 anni, malato terminale e in dialisi. La procedura -  dopo l'intervento del Comitato di lotta per la casa 12 Luglio, del Sunia, del Comitato Prendo Casa e di diversi consiglieri comunali - è stata rinviata al 25 marzo.

"Nell'ultimo mese questo ragazzo ha perso 17 chili. Non ci risultano interventi di supporto o alternative prospettate alla famiglia - ha detto Zaher Darwish, segretario del Sunia di Palermo -. E' un caso complicato, che si conosce da tempo. Per questo non è umano il silenzio assordante dell'amministrazione comunale. L'assessore Ciulla, che abbiamo chiamato, e il sindaco devono intervenire per tutelare il minore e la famiglia".

La famiglia è composta di marito, moglie e 4 figli di cui 2 minorenni. "Se sfrattati oggi - aggiunge Toni Pellicane, leader del movimento dei senza casa 12 luglio - il papà di Giovanni, agli arresti domiciliari, sarà trasferito in carcere e la mamma con i suoi figli resteranno per strada. Di questa vicenda ne sono a conoscenza tutti, ma nessuno ha fatto nulla".

"I Servizi sociali  - si legge in una nota del Comune - sono stati attivi già da ieri per reperire una collocazione in emergenza per l'intera famiglia presso una struttura convenzionata, qualora lo sgombero fosse stato attuato. Da parte dell'assessorato è stato, inoltre, dato incarico ai Servizi sociali di valutare e di intraprendere a favore del nucleo la possibile sostenibilità di un percorso finalizzato all'autonomia abitativa. La Giunta ha proposto al Consiglio comunale nel mese di dicembre una modifica del Regolamento per gli interventi abitativi, finalizzato proprio a rendere più facile l'assegnazione di alloggi e beni confiscati alle famiglie dove sono presenti persone con gravi disabilità".

"Speriamo che una modifica in tal senso sia approvata quanto prima - spiegano il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Agnese Ciulla - perché una volta operativa, questa nuova organizzazione renderà possibile dare risposte più veloci a quelle famiglie che, oltre al carico del disagio socio-economico, hanno quello della presenza di familiari con gravi disabilità, con le conseguenze che ciò comporta in termini di abitabilità e logistica degli spazi abitativi".

LE REAZIONI
"E’ compito dell’amministrazione - sottolinea il consigliere Nadia Spallitta - dare risposte a quei cittadini indigenti, senza un tetto sulla testa, sopratutto in presenza di minori. Non è accettabile che si verifichino, in una società civile, casi di sgombero (giuridicamente legittimi da parte del proprietario) come quello che era in corso questa mattina in via Anwar Sadat, in presenza di un minore con una gravissima patologia, senza che l’amministrazione intervenga con una programmazione preliminare e con provvedimenti successivi concreti, tali da assicurare comunque, come nel caso di oggi, un alloggio al minore. Se oggi il proprietario non avesse concesso un’ulteriore proroga allo sfratto, da me fortemente richiesta in qualità di unica rappresentante delle istituzioni presente al momento dello sgombero insieme al consigliere Angelo Figuccia e al presidente della ottava circoscrizione, l’intero nucleo familiare e il bambino si sarebbero trovati letteralmente per strada, senza che dal Comune fosse stata proposta alcuna alternativa. Non capisco come possa l’amministrazione concedere alle associazioni dei locali (ancorché probabilmente inagibili o che comunque necessitano di interventi) presso i Cantieri culturali alla Zisa e con canoni spesso irrisori, senza poi utilizzare lo stesso criterio in relazione al fabbisogno abitativo, non concedendo in autorecupero i tanti appartamenti del suo patrimonio immobiliare da anni inutilmente in vendita e non utilizzati.
Sono ancora pochi gli immobili confiscati alla mafia e consegnati alle famiglie per l’emergenza abitativa. Si deve (e si può) fare meglio sotto questo profilo. Credo infine che il sindaco possa adottare provvedimenti extra ordinem, anche per ragioni igienico-sanitarie e a tutela della salute dei minori, per i quali credo che dobbiamo tutti mostrare maggiore sensibilità e attenzione".

“Vista l'eccezionalità del caso - dice il presidente dell'ottava circoscrizione Marco Frasca Polara - siamo riusciti a ottenere un ulteriore rinvio del provvedimento. Abbiamo inoltre sottoscritto, unitamente con il vicepresidente del Consiglio Comunale Nadia Spallitta, un documento ufficiale con il quale tutte le parti si sono impegnate a dare una soluzione definitiva entro il prossimo 15 marzo, in modo da garantire le legittime esigenze del proprietario dell'appartamento e, al tempo stesso, tutelare la dignità del malato assicurando adeguate condizioni ambientali per le cure necessarie. Adesso - continua Frasca Polara - ci aspettiamo che ciascuno faccia la sua parte, a cominciare dal Settore Attività Sociali, poco presente in questa drammatica circostanza, e dal Consiglio comunale, incaricato di votare una modifica al regolamento per gli interventi abitativi, voluto dalla Giunta, che consentirebbe di risolvere casi del genere. Un ringraziamento particolare va rivolto alle Forze dell’Ordine presenti che hanno lavorato con professionalità e sensibilità”.

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