Rider di Zangaloro rapinato allo Zen: "Sospendiamo le consegne nel quartiere"

E' accaduto in via Pertini. Il fattorino della nota catena aveva sbagliato strada e stava parlando al telefono con il cliente per dei chiarimenti quando è stato bloccato e derubato. Il racconto a PalermoToday: "Gli stavo spiegando come arrivare, poi gli ho sentito dire 'è tutto, è tutto' ed è caduta la linea. E' polemica per la drastica decisione dell'azienda

Serata da un incubo per un rider di "Zangaloro meat factory", che ieri è stato aggredito e rapinato mentre si trovava in via Sandro Pertini, allo Zen. Un uomo lo ha avvicinato e lo ha costretto a dargli tutto il denaro che aveva con sè, per poi allontanarsi. Immediata la decisione dell'azienda, comunicata tramite Facebook: "Sospendiamo le consegne nel quartiere". 

Tutto è accaduto intorno alle 20. Il ragazzo doveva effettuare una consegna nei pressi del Contry club di via dell'Olimpo ma ha sbagliato strada e si è immesso in via Pertini. Non trovando l'indirizzo indicato nell'ordine, si è fermato e ha telefonato al numero indicato per avere chiarimenti. "Stava parlando al telefono con me - racconta il cliente a PalermoToday - e gli stavo spiegando la strada quando gli ho sentito dire 'ok, è tutto, è tutto'. Poi è caduta la linea. Ho provato a richiamarlo ma niente. Dopo un po' è arrivato a casa mia e mi ha detto che era stato rapinato. Mi dispiace tanto - continua - lui non era ferito, sembrava stesse bene a parte la paura, hanno voluto i soldi".

Secondo quanto ricostruito, ad aggredire il fattorino è stato un uomo solo, che camminava a piedi e che lo ha sorpreso alle spalle. Gli ha intimato di dargli tutto il denaro che aveva - meno di cento euro - e poi si è dileguato. La vittima per paura ha fatto ciò che gli è stato imposto. Ancora sotto choc ha raggiunto il cliente e poi è tornato al locale, da dove poi sono state allertate le forze dell'ordine.

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Drastica e immediata la decisione di "Zangaloro meat factory". E' la prima volta che vengono sospese le consegne in una limitata zona per motivi non legati a carenza di personale o alla distanza dal punto vendita. "A causa di un'aggressione ad uno dei nostri rider nel quartiere Zen di Palermo, al fine di salvaguardare l'incolumità dei nostri collaboratori, siamo costretti a sospendere le consegne a domicilio presso il suddetto quartiere. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza al ragazzo", si legge sulla loro pagina Facebook.

Una soluzione che ha scatenato molte polemiche. C'è chi, nei commenti al posr del locale, mette in relazione l'episodio con le difficoltà economiche che molte famiglie stanno attraversando con la chiusura delle attività per l'epidemia di Coronavirus, chi si scaglia contro l'intero quartiere, chi invece si appella al buon senso e chiede di non etichettare centinaia di persone. "Sto scendendo ad aggredire un rider di Zangaloro nel quartiere Libertà. Immagino che subito dopo faranno un post col nome del quartiere e sospenderanno anche là le consegne. A tutti e tutte i commentatori che ne approfittano per vomitare odio su un intero quartiere e non solo sule persone che hanno sbagliato auguro che non succeda mai di essere giudicati per categorie, perchè è brutto", commenta ironica Mariangela Di Gangi, presidente dell'associazione Laboratorio Zen Insieme. 

Solo alcune ore dopo, l'azienda ha charito sempre tramite social: "In riferimento all'aggressione di ieri sera subita da uno dei nostri rider, ci teniamo a ringraziarvi per i tanti messaggi di solidarietà nei nostri confronti e soprattutto nei confronti del ragazzo. Ma vogliamo soprattutto scusarci con tutta la gente che popola il quartiere Zen, che è anche la casa di alcuni nostri dipendenti. Il momento di sconforto, causato anche dal susseguirsi di episodi criminali subiti nell'ultimo periodo, ci ha fatto scrivere un post di tutta fretta. A questo proposito, il nostro atteggiamento non deve essere visto come un atto di discriminazione sociale ma come un'azione di denuncia contro ogni forma di criminalità, sperando che sia da stimolo per tutti".

Un episodio simile, da quando le strade sono deserte per il Coronavirus, era accaduto la scorsa settimana nella zona di San Lorenzo. Un fattorino di Glovo stava consegnando pizza e hamburger quando è stato colto di sorpresa da un uomo e colpito in testa nonostante il casco. Fondamentale l'intervento del vigilante.

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Articolo aggiornato il 29 marzo 2020 alle ore 16,41

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