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Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Maqueda

Prima gli insulti e poi una bottigliata sul viso: coppia gay aggredita in via Maqueda da baby gang

Le vittime sono due turisti di Torino, che stavano cercando un b&b. Il branco li avrebbe presi di mira perché passeggiavano mano nella mano. Indaga la polizia. Orlando: "Atto vile, che nulla ha a che vedere con il cambiamento culturale della città. Approvare subito il ddl Zan"

Prima insultati e poi aggrediti con una bottiglia di vetro scagliata sul viso, perché quella passeggiata mano nella mano "dava fastidio". Serata da incubo per una coppia gay di Torino in vacanza in città. I due ragazzi ieri stavano percorrendo via Maqueda alla ricerca di un b&b quando, giunti all'angolo con via dell'Università, sono stati circondati e assaliti da un gruppetto di ragazzini. Il branco li aveva già presi di mira poco prima, con insulti e offese, perché i ragazzi si tenevano per mano. Poi però sono passati alle vie di fatto. Uno di loro ha anche lanciato una bottiglia in faccia a uno dei due turisti, colpendolo sul viso. Le vittime sono state soccorse da alcuni amici, che hanno anche allertato la polizia e il 118 che ha medicato e portato in ospedale il ferito.

Arcigay: "Siamo arrabbiati, ma non sorpresi..."

Sul posto sono arrivate tre volanti, ma gli aggressori si erano già dileguati. Gli agenti hanno immediatamente avviato le indagini per risalire all'identità del branco. Sono state acquisite le immagini del sistemi di videosorveglianza della zona. I due ragazzi torinesi hanno raccontato ai poliziotti di essere stati raggiunti anche da pugni e calci. Secondo quanto riporta l'AdnKronos, ci sarebbero anche due ragazze tra i componenti del "branco".

La proposta di un albergatore: "Vi ospito gratis"

Di "un atto vile che nulla ha a che vedere con il cambiamento culturale di una città che promuove, giorno dopo giorno, i diritti della persona" parla il sindaco Leoluca Orlando. Per il primo cittadino "Questo episodio criminale ribadisce inoltre l'importanza e l'urgenza dell'approvazione del ddl Zan. La politica non può più perdere tempo".

Sui social commenta la vicenda anche il sindaco di Torino, Chiara Appendino. "Una vigliacca e ignobile violenza - dice -. Una violenza che ancora una volta ha un nome: omofobia. Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso il prima possibile, vi aspettiamo a casa ragazzi".

Articolo aggiornato il 30 maggio 2021 alle ore 17,41 // Inserita dichiarazione del sindaco di Torino

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