Cronaca Montegrappa-Santa Maria di Gesù / Via Ernesto Basile

L'assalto al bar Massaro, il titolare: "Perché un'azione tanto eclatante? Era solo una rapina?"

Sette banditi hanno fatto irruzione nel locale di via Ernesto Basile. Il titolare Francesco Massaro: "Ogni giorno fingi che vada tutto bene ma è solo un bluff. Non mi spezzo... ma sono in grado di mantenere fede all'impegno?"

Francesco Massaro - Foto Facebook

"La cosa più difficile di una rapina è quello che succede dopo la rapina, quando la mattina ti svegli ed entri al bar e tutti ti guardano perchè si aspettano qualcosa: una parola, un cenno, un mezzo sorriso forse. E tu devi essere forte anche se non lo sei, o semplicemente non hai voglia. E invece ti tocca indossare la maschera più bella che possiedi, quella che magari hai da tempo nascosto in soffitta perchè tu di maschere non ne indossi più e sorridi col sorriso piu finto che hai. Bluffi con gli altri e con te stesso, fingi che non sia successo niente. Questo è il tuo lavoro, sopratutto questo. Questo è il lavoro di ogni commerciante, non vendere non far quadrare i conti, incassare e pagare. Il lavoro vero è bluffare, ballare anche se non ti va, stare sul palco a sipario sempre aperto. Dare la sensazione che niente può scalfirti e figuriamoci se ti fai rovinare la vita e l'umore da uno di questo accadimenti che se hai un locale devi necessariamente mettere nel conto. Ma fino a quando? Sussurri a te stesso...". Sono le parole di Francesco Massaro, per anni cronista del Giornale di Sicilia e oggi titolare dell'omonimo bar, dopo l'ennesima rapina subita. Venerdì sette banditi hanno fatto irruzione nel suo bar, in via Ernesto Basile, e hanno portato via contanti e sigarette. Massaro affida proprio al Giornale di Sicilia una riflessione su quanto accaduto. Il bar è stato più volte preso di mira dai malviventi, ma a ogni colpo il titolare ha sempre risposto ribadendo che non avrebbe mai pagato il pizzo per trovare "serenità".

"Non è vero - scrive Massaro - che le rapine sono tutte uguali. Prendi questa qui. Sette persone per rapinare un bar. L'avete mai sentito di un bar rapinato da sette persone incappucciate? Hanno dato calci così violenti al vetro antisfondamento del gabbiotto che il cassiere a un certo punto ha temuto che crollasse in pezzi. In sette per portare via qualche decina di stecche di sigarette e quel poco che c'era alla cassa. Sapevano che non avrebbero ottenuto un granchè perchè durante il giorno i soldi finiscono in cassaforte eppure sono entrati in sette. E allora ti fai domande. Perchè un'azione tanto eclatante? Era solo una rapina? Era una rapina che conteneva un messaggio? E se sì, quale? Siamo tornati a due anni fa quando mi facevano una rapina ogni due mesi?".

"Non mi spezzo - aggiunge Massaro - Non mi spezzo, ma guardiamoci in faccia: sono davvero in grado, intimamente dico, di mantenere fede all'impegno? Di amare, onorare e rispettare il bar finchè morte, mia o sua, non ci separi?".

A Massaro è arrivata la solidarietà di centinaia di persone - colleghi, amici, rappresentanti delle istituzioni. "Condanna per il vile atto criminale" è stata espressa dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. "Francesco non mollare", "Siamo tutti Ciccio Massaro", "Non ci fermerete", "Ora tutti da lui al bar Massaro", scrivono in tanti sulla sua pagina Facebook. 

"Ancora una volta  un atto criminale e incivile, desidero esprimere tutta la solidarietà a Francesco Massaro e a tutti coloro che con lui collaborano nel fornire una testimonianaza ed un esempio di coraggio civile e di impegno per la legalità - scrive su Facebook il sindaco Leoluca Orlando - . L’amministrazione si augura che vengano, al più presto, individuati i responsabili, avendo disposto di provvedere alla costituzione di parte civile una volta che sarà possibile".
 

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