Vertenza Grande Migliore, scatta lo sciopero: "Si eviti calvario dei licenziamenti"

I lavoratori del punto vendita di via Generale di Maria, prossimo alla chiusura, hanno incrociato le braccia. Con loro i rappresentanti della Uiltucs e della Fisascat Cisl Sicilia

Hanno incrociato le braccia stamani i lavoratori ex Grande Migliore per dire "no" alla chiusura del punto vendita di via Generale di Maria e ai licenziamenti. Con loro i rappresentanti della Uiltucs e della Fisascat Cisl Sicilia.

"Come già detto in precedenza - dice Marianna Flauto della Uiltucs,- ancora non è chiaro l'obiettivo della società. Nella procedura si ipotizzava il mantenimento del negozio con poche unità, ovvero 5 persone, un numero evidentemente esiguo per gestire quel negozio. Oggi sembra esserci un ripensamento".

La notizia del licenziamento collettivo per Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia "E' la seconda doccia fredda per questi  lavoratori e le loro famiglie che avevano sperato in un riscatto e si trovano nuovamente ad affrontare lo stesso calvario. Questi lavoratori, reduci del fallimento Grande Migliore, pur di non perdere nuovamente il posto di lavoro hanno fatto sacrifici immensi, sopportando sia ammortizzatori sociali che cronici ritardi nei pagamenti degli stipendi, mantenendo le loro famiglie solo con acconti. Dopo tanti incontri che non hanno portato i frutti sperati, lo sciopero è la prima delle tante azioni che intraprenderemo a tutela dei lavoratori, dei loro diritti, del loro reddito. Abbiamo lanciato e continuiamo a lanciare un appello alla sana imprenditoria perchè si faccia avanti per rilevare l'attività e salvaguardare i lavoratori coinvolti. Non vorremmo che la tragedia di questi lavoratori si concludesse con la beffa di assistere a una bieca operazione commerciale/finanziaria di un sub-affitto dei soli locali che risolvebbe soltanto i problemi economici del datore di lavoro ma lascerebbe gli ex dipendenti sulla strada. Siamo molto preoccupati perché l’azienda oggi non ha alzato le saracinesche e non abbiamo alcuna contezza delle intenzioni per i prossimi giorni. L’azienda continua a lanciare segnali negativi. I lavoratori - prosegue Calabrò - ci raccontano che ogni giorno si presenta qualcuno al punto vendita a visionare i locali e ad informarsi su quando i licenziamenti diventeranno operativi. Ci chiediamo cosa significa tutto ciò. Sembra che lo slogan fuori tutto per rinnovo locali si traduca per i lavoratori in 'fuori tutti'".

"L'azienda ha rifiutato anche l'ipotesi di cedere l'attività ai lavoratori che si erano resi disponibili a costituire una cooperativa", sottolinea Roberto Ferrara, dipendente Gieco e Rsa.

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