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Il graffito "incriminato"

Il graffito "incriminato"

Sorpreso a fare un graffito e arrestato: "Trattato come un delinquente"

Writer nei guai: è stato notato dalla polizia in via Cordova dopo un lungo inseguimento a piedi terminato in via Libertà

Arrestato e rilasciato dopo una notte "movimentata". Un noto "writer" palermitano è finito in manette per avere imbrattato un muro in via Cordova, dopo un lungo inseguimento a piedi, terminato in via Libertà. Lui è Davide Furìa, 31 anni, di Ballarò, uno dei più noti graffitari della città. "Volevo fare riqualificazione urbana lanciando un messaggio sociale, ma sono finito al pronto soccorso ammanettato...". 

L'episodio risale a mercoledì notte. Questo il racconto di Servo 222kk (questo il "nome d'arte" del writer): "Stavo facendo il mio graffito sotto i portici di via Cordova, un punto frequentato dai ragazzi del liceo Catalano, nessuna violenza o azioni stupide, l'obiettivo era riqulificare un muro pieno di parolacce. Alla fine avrei scritto 'Rip papà", perché ricorreva la data della morte del mio padre". Improvvisamente però si è materializzata la polizia. "Istintivamente sono scappato, ma durante la corsa mi sono liberato della sacca con le bombolette e proprio in quegli attimi sono stato acciuffato. Un poliziotto mi ha ammanettato con la faccia a terra. Mi è franato addosso. Non mi hanno picchiato ma nel modo di cadere ho riportato una forte contusione all'anca. Neanche fossi un criminale...". 

Sul muro resta il graffito colorato: "Search" c'è scritto, ovvero "ricerca".  "Un messaggio sulla moralità dei ragazzi", dice Furìa, che ora si ritrova una denuncia a piedo libero per "dannegiamento aggravato e resistenza pubblica ufficiale". "Sono stato anche schedato, ma sapete qual è il paradosso? I poliziotti hanno fotografato il graffito e mi hanno fatto i complimenti".

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