Palermo non dimentica il procuratore Costa: "Magistrato colto e intransigente"

Freddato il 6 agosto 1980 in via Cavour. I killer della mafia lo hanno sorpreso alle spalle mentre sfogliava alcuni libri su una bancarella

Il 6 agosto per Palermo non è un giorno come un altro. E' il giorno in cui la mafia ha ucciso il procuratore Gaetano Costa, nel 1980, e il vicequestore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia, nel 1985. Costa stava sfogliando alcuni libri su una bancarella in via Cavour quando i killer lo hanno sorpreso alle spalle

"Oggi - ha ricordato il sindaco Leoluca Orlando - facciamo memoria del procuratore Costa ucciso dalla mafia in quel terribile 1980 di sangue. Costa era un magistrato colto e intransigente, costretto a operare in condizioni di isolamento dentro lo stesso Palazzo di Giustizia e spesso considerato con ostilità anche dai suoi colleghi. Rendere memoria al Procuratore Gaetano Costa è riconoscere che egli ha compiuto il proprio dovere con professionalità e dedizione sino all'estremo sacrificio, e che resta a noi il compito di proseguire su un cammino che ha liberato la Città dal governo della mafia, ma non ancora dalla mafia armata e affaristica".

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"Vogliamo rivolgere un pensiero commosso alla memoria di Gaetano Costa, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia - ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci - fedeli e valorosi servitori dello Stato, uccisi solo perché facevano, bene, il proprio lavoro. È doveroso, infatti, onorare la memoria di uomini che con coraggio, anche a costo della vita, hanno saputo tracciare un percorso di legalità e di impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità".
 

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